DrinkUrWay al bancone di Sapori Solari

Io mi siedo al bancone (e vi dico perché in 5 punti)

In News by Paolo VercellisLeave a Comment

“Vado in quel posto nuovo per vedere un po’ com’è e provarlo”
“Ah figo, con chi ci vai?”
“Da solo”

E ti guardano come “quella persona che ha un problema” o come “l’afflitto sociale senza amici”. Da chiarire subito che vivo a Milano, una città in cui se non sei perennemente attorniato dalla “compagnia” di dieci personaggi più o meno amici sei solo.

E invece io al bar ci vado da solo, mi siedo al bancone dove se fossimo in più di tre non riusciremmo a stare comodi e vi spiego anche la mia scelta!

1.Il valore del bancone quando si prova un nuovo bar
L’esperienza in un bar non risiede solo in quello che stai bevendo, non mi stancherò mai di dirlo. Il bar è contesto, interazione, siamo noi bevitori e il nostro modo di essere quella sera e sono loro barman o barlady che stanno lavorando per noi e con noi.
Non è semplice veder entrare uno sconosciuto che si mette al banco e cercare di interpretare, oltre ai suoi gusti, la sua voglia o meno di parlare e di quali argomenti. Per questo quando provo una nuova location sono quasi sempre da solo e sono sempre al bancone. Innanzitutto per osservare come si lavora in quella specifica postazione, ma anche e soprattutto per capire se in quel posto ci tornerò, questa volta con altre persone. E la decisione è data almeno per il 50% dal tipo di interazione che il barman ha con me.

2.Se sei da solo parli con più persone
Sembra un paradosso ma vi assicuro che è esattamente così. Anni e anni a raccontarci che mangiare da soli o bere da soli è da sfigati hanno generato una sorta di autoconvincimento sul fatto che lo sia davvero. Fate questo test: dimenticatevi di vivere a Milano, uscite una sera senza prendere accordi con nessuno, infilatevi nel primo bar con un bel bancone che trovate e il primo impatto sarà superato. Dopo le prime esitazioni vi accorgerete che nessuno vi sta guardando male. E attenzione attenzione: oltre al barista che interagisce con voi vedrete apparire dei vicini di banco e non. Esatto, le persone se ci vedono da soli sono più indotte a parlarci e ad interagire con noi, dopotutto seppur milanesi siamo esseri umani e parlare dei nostri interessi è la cosa che oggi ci manca di più!

3.Il bancone è il centro della vita di un Bar
Eh già, quel tavolo al centro della sala dove fioccano chupiti come se piovesse e dove le ragazze ridono forte non è il centro del bar anche se è la prima cosa che noti entrando. Il centro del bar è quel posto dove non siede mai nessuno, dove la cameriera quando entri non ti propone nemmeno di sederti, il tanto snobbato bancone! Oltre agli ordini che vedi scorrere è da lì che passano le storie migliori, gli aneddoti del cliente, i consigli che il tuo barman di fiducia ti fornisce su questo o quel prodotto. È lì che puoi scoprire il tuo prossimo Negroni o sentire il profumo di un garnish del gin tonic che non avevi mai provato.
È lecito chiedere al barista cosa stia facendo(ovviamente cercando di non disturbare la sua creazione), è lecito chiedere informazioni sui prodotti e su qualunque altra cosa vi venga in mente. Ed è assolutamente lecito parlare con la persona che abbiamo al nostro fianco o almeno tentare di farlo!

4.Al bancone del tuo bar di fiducia ti senti un po’ a casa
Se abbiamo un bar di fiducia, magari un po’ piccolo e poco frequentato, capiterà di frequente di avere una conversazione diretta con il nostro barista. Se entriamo in particolare confidenza noterete che dopo le prime volte i rapporti diventeranno quasi casalinghi, senza esagerare naturalmente. E allora ecco che sia il barista sia il cliente potranno rompere idealmente la bar che li separa e trovarsi a parlare (e degustare) questo o quel distillato, naturalmente con sobrietà, o a condividere un assaggio di cibo portato dal cliente.

5. Last but not least, sognare di lavorare per una sera dall’altra parte della BARricata
Ammettetelo, se avete seguito i nostri primi 4 consigli e rileggete questo articolo vi sarà sicuramente capitato di pensare: “mmmh, carino questo lavoro, si conosce un sacco di gente interessante”. Ed ecco che da clienti, bevitori, degustatori, stando al bancone per una sera potete anche permettervi di sognare di stare dall’altra parte del banco. Ricordatevi però che come frequentatori state vedendo tutto “il bello” del bar, prima della vostra bevuta c’è stato tutto un lavoro di studio e di preparazione che richiede sacrifici e dedizione!

Provate anche voi a passare una serata al bar e scoprite tutte le nostre storie da bancone sulla nostra pagina Facebook!

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