The West Winds Gin

In Le Bottiglie by Paolo VercellisLeave a Comment

“Non preoccuparti se il mondo finirà oggi. È già domani in Australia.” – Charles M. Schultz, papà dei Peanuts

L’Australia in un bicchiere, questo è West Winds Sabre Gin. Penso all’Australia e al concetto che ho di questa terra non avendo ancora avuto il piacere di visitarla. Immagino distese di terra rossa, piccoli arbusti e una Sidney che spunta in lontananza come una cattedrale nel deserto.

L’operazione di The Tailor Made Spirits Company, un gruppo di 4 amici con diversi gradi di passione ed esperienza, dimostra l’opposto offrendo un prodotto fresco, profumato, mediterraneo.
I 4 amici sono un mixologist australiano, un ingegnere distillatore, un esperto nel settore degli spirits e un appassionato di vini che come da Leggenda una sera si incontrano in un bar, chiacchierano e degustano e vengono fuori con 2 prodotti: Sabre, il prodotto più fresco, gin citrico e caldo e Cutlass, gin più premiato d’Australia, 50 gradi quindi parliamo di un’alta gradazione nell’ambito del gin, tra le botaniche spicca il pomodoro selvatico australiano.

E proprio da questo elemento la distilleria ci porta alla scoperta di quelle botaniche poco note che crescono in Australia con un viaggio sul territorio davvero interessante. Cominciamo dall’acqua: del Margaret River, ci troviamo nel southwest, zona di coltivazioni di vite(spicca il Cabernet Sauvignon australiano). Zona piovosa e infatti la prima scelta dei distillatori è la raccolta di quest’acqua piovana, purissima, filtrata 3 volte prima della distillazione per eliminare ogni imperfezione.

Le botaniche

Seguendo un immaginario corso tra le curve del Margaret River troviamo le principali botaniche, non le dichiarano tutte e 12 ma illustriamo le salienti e particolari:
Semi di acacia: per migliaia di anni sono stati il nutrimento primario degli aborigeni australiani, il richiamo alla tradizione e alla Storia è fortissimo. La botanica viene tostata e poi inserita in macerazione prima della distillazione. Conferisce un sapore cremoso al prodotto finale
Mirto Limone: erba molto popolare in Australia, è il mirto che conosciamo in tutto e per tutto se non per dei fortissimi sentori di lime e limone, è molto usato anche in cucina
Mirto Cannella: anche qui restiamo su una botanica completamente autoctona, è utilizzato anche nella preparazione di the e dolci australiani
Lime e limoni: la provenienza anche in questo caso è australiana, zona ovest, anche qui grandi coltivazioni e acqua abbondante

Come detto sopra il gin Cutlass si arricchisce di un’ulteriore botanica:
Pomodoro selvatico o di cespuglio(Bush Tomato): queste piantine crescono spontaneamente nel deserto rosso australiano. Le radici restano dormienti per molti anni, d’estate in seguito a forti piogge la crescita è esplosiva, nascono frutti piccoli, acidi ma molto profumati

Tutte le botaniche vengono inserite in macerazione per almeno 24 ore in puro spirito di grano, segue una distillazione di periodo variabile in una copper still da 600 litri.

La Degustazione:

Abbiamo l’opportunità di degustare il Sabre. Come sempre procediamo con la degustazione liscia. Al naso identifichiamo subito il carattere citrico del gin, sentiamo nell’ordine ginepro, note erbacee, limone. L’impatto alcolico è notevole, caldo, forse eccessivo. Segue però il fresco pungente delle botaniche agrumate. Come nota finale il dolce, quasi cannella, ma è appena un accenno.

Il gin degustato a nostro avviso è adatto alla miscelazione, meno alla degustazione straight.

Le idee:

Dato il carattere citrico nel Tonic andiamo a utilizzare la classica lemon peel, magari un twist. Per chi volesse osare bacche di mirto fresco. Per la tonica scegliamo una neutra, magari con una leggera nota citrica che comunque non vada a sconvolgere il carattere forte del gin: Fevertree.
Nel Negroni svolgiamo un esperimento simile, sconsigliando qualsiasi garnish, magari si può profumare leggermente il bicchiere con l’olio della buccia del limone. Anche in questo caso dato il carattere forte del gin non oserei variare troppo sul vermouth e sul bitter.
Nel Martini infine consiglierei una spruzzata di acqua di conservazione delle olive, il salato stempererà il forte dell’alcol riuscendo a riportare le botaniche sia al naso che al palato.

Le considerazioni finali:
Buon gin, ma soprattutto ottimo il percorso che resta sul territorio in modo fiero e preciso. Notevole anche il marketing, bella la grafica delle bottiglie e il sito che vi consigliamo di visitare http://www.thewestwindsgin.com/, meno elegante la bottiglia con tappo ad avvitamento in metallo. Per un giudizio complessivo bisognerebbe degustare anche gli altri gin di casa, sicuramente il Sabre soddisfa in miscelazione e dato il costo simile al Tanqueray può essere un buon gin per il bar di casa propria.

Il voto finale:
7 su 10

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