Xoriguer Mahon Gin

In Le Bottiglie by Paolo VercellisLeave a Comment

“Son d’accordo con voi: non esiste una terra dove non ci son santi né eroi. E se non ci son ladri, se non c’è mai la guerra, forse è proprio l’isola che non c’è.” – Edoardo Bennato

Risulta complesso parlare dello Xoriguer se non si fa prima una doverosa premessa sull’isola di Minorca e sulla sua essenza. Isola che già nell’immaginario comune risulta diversa da ciò che è: la si associa alle Baleari, sfrenato divertimento un po’ confusionario, discoteche ovunque, come a Ibiza. Ecco Minorca non potrebbe essere più diversa, è un’isola magica dove la natura domina incontrastata, alterna ampi spazi desertici e zone verdi e boscose e al mare più azzurro che possiate immaginare. Un paradiso dichiarato Biosfera dall’UNESCO.
E come tutti i paradisi Minorca viene difesa, è l’isola più lontana dalla terraferma del Mediterraneo e ha sempre voluto mantenere questo suo carattere un po’ rude. Badate bene, questo non significa che la popolazione sia chiusa, anzi si divertono e fanno divertire, ma l’isola a tratti è enigmatica, quasi ermetica.

Se si capisce questo e lo si accetta si vive un’esperienza fantastica. Questo accade anche con Xoriguer, prodotto a Mahon, una delle due cittadine presenti sull’isola. Gin ermetico che rivela pochissimo di sé, ricetta che i proprietari tengono nascosta e segreta da 150 anni, possiamo dedurre qualcosa dalla storia del gin e dell’isola.

Gli inglesi infatti avevano conquistato e invaso Mahon 200 anni fa e avevano cominciato a produrre il tanto amato gin, ma avevano dovuto arrangiarsi in qualche maniera. Ecco quindi, in assenza di grano, uno spirito base che proviene dall’uva e un ginepro importato dalle montagne mediterranee spagnole. Per il resto “aromatic herbs”, niente più, in una dose nota solo alla famiglia catalana.

Le botaniche

L’unica nota è il ginepro, tutte le altre erbe presenti sono locali di Minorca e vengono aggiunte all’inizio del processo senza la presenza di testimoni, sono le persone che conoscono il segreto.
Particolare il procedimento, dopo la distillazione il gin viene posto in vecchie botti di quercia, non per invecchiare ma per affinare il gusto deciso.

La Degustazione:

Procediamo con la degustazione liscia. Al naso intenso profumo di ginepro e note citriche/amare, forse arancia. In bocca caldo, leggermente amaro, possiamo dedurre oltre al già citato ginepro del coriandolo e della scorza di arancia e limone, sentiamo salinità. Finale leggermente pepato anche se la spezia non è identificabile al naso.

Il gin degustato a nostro avviso non è adatto alla degustazione straight, meglio utilizzarlo in miscelazione.

Le idee:

Nel Tonic andiamo ad utilizzare un prodotto spagnolo, Original Tonic, sbizzarriamoci con toniche citriche quindi scegliamo il loro prodotto a base Yuzu. Altre toniche citriche vanno benissimo: Schweppes Premium, buonissimo con la Tonica Superfine Tassoni aromatizzata al cedro. Il garnish classico è il limone, sia twist che fetta.
Nel Negroni non mi sento di consigliarlo, ha un gusto un po’ amaro.
Se Martini dev’essere abbondate con gli oli essenziali di limone.
Alle nostre idee aggiungiamo la bibita locale, quasi nazionale dell’isola: la Pomada. Consiste in una sorta di granita di limone fresco con ghiaccio grattuggiato successivamente aromatizzata con (abbondante) gin Xoriguer e una grattuggiata di scorza di limone. D’estate piacevolissima, il limone e un po’ di zucchero smorzano il sapore un po’ troppo deciso e rude di questo gin.

Le considerazioni finali:
Come forse si è dedotto non è tra i preferiti di chi scrive, ma al caldo estivo di Minorca “condito” come si deve è piacevolissimo e ha una storia di tutto rispetto. La bottiglia attuale è in vetro vedre con un piccolo manico che ricorda la bottiglia originale. Presso la fabbrica a Mahon che è visitabile troviamo anche le bottiglie originali in ceramica, oggi richiestissime dai turisti dell’isola.

Il voto finale:
6,5 su 10

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