Solo Wild Gin

In Le Bottiglie by Paolo Vercellis2 Comments

“La semplicità è la cosa più difficile da ottenere a questo mondo; è l’estremo limite dell’esperienza e l’ultimo sforzo del genio.” – George Sand

Si può definire esperimento estremo la semplicità? Oggi con prodotti che si spingono oltre le botaniche, con distillazioni sotto la pioggia o in mezzo al deserto, con acqua filtrata con diamanti o con spiriti a base di sidro sì, le cose semplici sono rivoluzionarie. L’hanno capito molto bene quelli di PureSardinia, azienda di Sassari che nel 2016 ha lanciato Solo Wild Gin, gin che è soltanto pura essenza di ginepro selvatico sardo.

Qualche mese fa mi è stato proposto in un gin tonic a Milano e dalla prima presentazione non essendo amante del gin eccessivamente secco ero dubbioso. Poi all’assaggio l’unica botanica presente si apre in un ventaglio di profumi e sapori che lascia davvero soddisfatti naso e palato.

La chiave sta tutta nella bacca di ginepro selvatico sardo, frutto dai profumi legnosi, resinati, che portano anche un vago retrogusto salmastro, marino. La raccolta avviene esclusivamente a mano quindi le bacche vengono infuse per 120 giorni e poi avviene la distillazione lunga in alambicco discontinuo a vapore.


Le botaniche

Anche se in questo caso occorre dire La Botanica, il ginepro selvatico sardo

La Degustazione:

Procediamo con la degustazione liscia. Notiamo immediatamente allo sguardo la densità nel bicchiere, gin “spesso”, la caratteristica emergerà anche alla bocca con una consistenza quasi vellutata. Al naso troviamo naturalmente un profumo ampio di ginepro, ma attenzione: non è il profumo un po’ piatto di alcuni London Dry, qui il ginepro ha una complessità inattesa. Prima note legnose, di resina per poi aprirsi in un profumo quasi di agrumi. La sensazione è quella di trovarsi in riva al mare di Sardegna seduti in mezzo a piccoli arbusti di macchia mediterranea. Al gusto il gin è inaspettatamente dolce, non eccessivamente, sicuramente non secco come lascerebbe presagire l’unica botanica presente. Un finale tra l’amaro e il salino, persistente e caldo.

Il gin degustato a nostro avviso è adatto alla degustazione straight, con o senza ghiaccio e alla miscelazione nelle principali tipologie di preparazione.

Le idee:

Nel Tonic troviamo il carattere erbaceo e legnoso del gin, quindi scegliamo una tonica come FeverTree, Doctor Polidori, o una jGasco 13.5 che ha il ginepro al suo interno per andare a valorizzare ancora di più il gusto. Il garnish classico è con la bacca di ginepro, proviamolo anche con una foglia di alloro o mirto sardo.
Nel Negroni il gin è ideale, profumato il giusto, non copre e il ginepro si sente senza essere aggressivo. Segnalo il Vero Vermouth perché prodotto sempre da PureSardinia, è il vermouth di casa. Non abbiamo avuto il piacere di degustarlo ma tra le caratteristiche troviamo che anch’esso ha note che riportano alla macchia mediterranea.
Nel Martini l’armonia di sapori resinati e finali vicini agli agrumi lavorano benissimo, come vermouth suggeriamo il Noilly Prat.

Le considerazioni finali:
Ottimo gin italiano, semplice ma complesso, una delle grandi novità del 2016. Il lavoro e la scelta stanno pagando visto che Solo Wild Gin si comincia a vedere anche su alcuni scaffali della grande distribuzione. Il prodotto si valorizza da solo, la bottiglia è essenziale, la parte di marketing è buona ma leggermente sotto tono rispetto ad altre realtà italiane, d’altra parte il gin è del 2016, praticamente neonato.

Il voto finale:
8 su 10

Comments

    1. Author

      assolutamente, e nel farlo mi piace che sia allo stesso tempo un Gin “semplice” ma complesso che ben rispecchia il lavoro del distillatore che viene prima degli eccessivi fronzoli. Grazie per il tuo commento Vittorio!

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