Le Gin de Christian Drouin

In Le Bottiglie by Paolo VercellisLeave a Comment

“Sei buona buona. Sei tipo… cento, cento mila volte meglio di qualunque mela che ho mai mangiato. Io non sono Superman, sono Supertramp e tu sei Supermela. Così gustosa. Così… biologica, così naturale. Sei la luce mela dei miei occhi.” – Cristopher McCandless, Into the Wild

Si parla volentieri di questo grande gin francese perché è nella nostra top 3 dei prodotti assaggiati nel 2016. Il gin evolve le sue basi e le sue botaniche, sperimenta, si diffonde, si arricchisce. E a un certo punto sbarca in Francia, dove i distillati si fanno da circa 1200 anni.
La famiglia Drouin, nel suo Domaine Coeur de Lion, produce un grande Calvados dal 1960. Parliamo di frutteti, di meli, dunque e di una tradizione ultracentenaria. In particolare le mele scelte dai Drouin sono di 30 tipologie diverse: vanno bilanciate mele dolci, mele amarognole e acide, quindi 4 tipi di lieviti naturali per la fermentazione. Ottengono sidro, fresco e dissetante come birra, e il Calvados, distillato invecchiato in quercia.

Dall’anno scorso Christian Drouin, figlio del fondatore dell’azienda e attento osservatore dei mercati e dei trend, si è chiesto se fosse possibile creare un gin. Non solo, si è chiesto se quel gin potesse essere locale a partire dai prodotti della propria terra e se potesse richiamare le aromatiche dei suoi calvados: per nostra fortuna, si è risposto “Oui”.

Questa più o meno la genesi del prodotto “Le Gin de Christian Drouin”, già nobile dal nome, figuriamoci all’assaggio. La base alcolica non è il consueto spirito 100% cereali ma è uno spirito di Calvados ottenuto, come detto sopra, da 30 tipi diversi di mele. Attenzione: è un gin, non aspettatevi il sapore artificiale di mela o la dolcezza della mela tipo flavoured vodkas alla mela verde, qui la mela serve solo come prodotto di base per la distillazione.

Ottima distribuzione, molto bello il sito, bottiglia non eccessivamente costosa. Insomma questo gin fa di tutto per piacere e piace nella sua morbidezza accattivante e ammiccante. Soprattutto nella sua versione liscia ma non sfigura nel tonic.
I puristi del gin secco rabbrividiscono, certo non è un prodotto che fa per loro, anche perché le botaniche che i Drouin scelgono sono morbidissime, tutte dichiarate, andiamo a scoprirle.

Le botaniche

Rosa e limone: hanno il ruolo di portare freschezza e primi sentori al gin. Il loro utilizzo è sapiente e non esagerato, sono appena due note ma servono per non caricare eccessivamente di mela e ginepro il prodotto
Zenzero, vaniglia e cannella: ognuno con la propria specificità dona la parte speziata a questo gin, nel nostro assaggio è stata la vaniglia a dominare decisamente seguita poi dalla cannella, probabilmente entrambe sono aiutate dal loro naturale accompagnamento alla mela. Si sente poco lo zenzero.
Mandorla e cardamomo: intervengono nel finale come una sorta di nota legnosa che va ad affinare l’ultimo sorso, parleremo a breve della freschezza e pulizia che questo gin lascia in bocca
Ginepro: si combina magistralmente con la mela esaltando il proprio gusto e quello del frutto in note fresche e croccanti

La Degustazione:

Procediamo con la degustazione liscia. Al naso carattere alcolico forte, profumo di mela e legno, note citriche. In bocca caldo, arriva subito la vaniglia seguita dalle altre note speziate, in particolare nettamente distinguibile il cardamomo. In generale il gin è morbidissimo e fine senza mai essere dolce, la sensazione è un’acqua più consistente. Finale fantastico, dopo qualche secondo la bocca è completamente ripulita come dopo aver bevuto del latte di mandorla e si ha immediatamente voglia di un altro sorso per ripetere l’esperienza.

Gin perfetto per la degustazione straight, assolutamente meritevole.

Le idee:

Nel Tonic vale tutto, purchè non vada a coprire la base e le botaniche del gin. Scegliamo quindi una tonica non troppo aromatica né troppo amara, optiamo ancora una volta per l’ottima JGasco, buono anche con la San Pellegrino. Andiamo a inserire una piccola fettina di mela che funzionerà da garnish ma anche da esaltatore del profumo.
Nel Negroni non mi sento di consigliarlo, non ne vale la pena, idem per il Martini.
Le considerazioni finali:
Come forse si è dedotto Le Gin de Christian Drouin è piaciuto tanto a chi scrive, un gran prodotto di chi pratica bene l’arte sacra della distillazione. La ha un design particolare che richiama le forme delle bottiglie di Calvados o Cognac, bella l’etichetta con caratteri corsivi retrò e come detto molto elegante il sito.

Il voto finale:
9 su 10

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