Half Hitch Gin, Camden Town

In Le Bottiglie by Paolo VercellisLeave a Comment

Voglio stare un po’ seduto qui a finire il mio bicchiere e a guardare le barche addormentate sulle acque del Regent’s Canal da qui non si sente il traffico che percorre la Camden High street solo il vento mi porta le voci degli uomini
di ritorno dall’ultimo pub – Notturno a Camden Lock, Modena City Ramblers

Siamo a Camden, la meravigliosa. Quando al terzo giorno di vacanza a Londra stai visitando Camden non dici “sono a Londra”, dici “sono a Camden”. Perchè è così, quella via che dalla metrò ti porta fino ai Lock e al Regent’s Canal è uno di quei posti che ti ricordi per sempre e ogni volta ci torni. Si entra in un mondo fatto di gente vestita in modi improbabili, mercatini, cibi da tutto il mondo. D’estate anche piccole piscine all’esterno dei bar e per due ore ci si perde e non si pensa a nulla. 

La notte del 9 luglio un pezzo di Camden è bruciato, sembra sia stato un cortocircuito all’interno dell’Honest Burger. Dedico quindi la recensione del meraviglioso Half Hitch Gin a Camden e alla sua forza, in attesa di rivederla più luminosa e colorata che mai.

Pochi sanno che Camden Lock alla fine del 1800 era il centro nevralgico della produzione di gin in città. Solo nel 1897 la capacità produttiva delle distillerie di Camden raggiungeva gli 800.000 galloni/anno. Per fare il nome di un brand la fabbrica di Gordon’s Gin si trovava negli attuali Locks e un treno dedicato unicamente al trasporto di gin partiva da Camden verso il mondo ogni settimana. Ancora oggi alcune vie attorno al mercato riportano gli antichi fasti, pensiamo soprattutto a Juniper Street. 

Poi come ogni cosa a Londra anche la produzione è cambiata, si è spostata fuori città e Camden è diventato il mercato confusionario e profumato che conosciamo oggi. Nel 2014 però Mark Holdsworth che lavora in Bacardi apre un piccolo negozio proprio al centro del mercato, sotto i portici, appena prima della piazza sul Regent’s Canal. E si mette a fare il suo gin, in un’iniziativa imprenditoriale senza precedenti

Visto che Mark sta riportando il gin laddove è “scomparso” decide di non fermarsi ad una mera operazione commerciale e cerca delle botaniche che possano richiamare il periodo vittoriano. Cerca quindi spezie che venivano vendute nei dintorni delle distillerie e che arrivavano da lontano, dalle colonie.

Le Botaniche

La prima botanica nell’Half Hitch è il the, in forma di tintura e per l’esattezza il the nero del Malawi, amaro ma profumato con sentori citrici.
Per continuare col carattere citrico il secondo profumo è il bergamotto, rigorosamente di Calabria, anche in questo caso una tintura.
Ma il prodotto non è soltanto citrico, troviamo a scaldarlo con una bella nota aromatica il legno inglese e il pepe nero in grani, entrambi in infusione.
Seguono alcune botaniche classiche dei gin inglesi, in particolare angelica, cassia, semi di coriandolo, liquirizia, scorza di limone e arancia e, naturalmente, ginepro.

La degustazione

La particolarità del prodotto all’esame visivo è il colore marrone/color the. Infatti nell’aromatizzazione vengono utilizzate le tinture quindi il gin prende i colori delle botaniche utilizzate, in particolare del thè nero. Procediamo con la degustazione liscia. Al naso non si percepisce distintamente la differenza con un classico london dry anche se già è apprezzabile la morbidezza. Al palato invece arriva nitido il calore del pepe preceduto ampiamente dal bergamotto. Interessantissima la nota dal thè nero, porta un deciso amaro che viene immediatamente fermato da coriandolo, bergamotto, arancia e limone e affievolito dal pepe. Il gin è molto ben bilanciato.

Il gin può essere apprezzato nella degustazione straight, consiglierei senza ghiaccio per apprezzarne la non particolare forza alcolica.

Le idee

La mente va immediatamente al tonic. Poi ci ripensa. Nel tonic e nel Negroni occorre particolare attenzione e bilanciamento, le note amaricanti di questo gin potrebbero conferire eccessivo amaro alle due miscelazioni. Perchè non provare quindi un bel Martini guardando soltanto la bottiglia di vermouth e rinfrescando bene il gin? Il colore stupirà i nostri bevitori e per i più esosi si potrebbe inserire una scorzetta profumata di bergamotto (o dell’onestissimo limone).

Le considerazioni finali

Eccellente l’idea di riportare il gin a Camden. Sono stato a trovare Mark nel suo negozio e se avete fortuna potete vedere una distillazione fatta al momento e sicuramente fare un assaggio. Naturalmente il gin è acquistabile in loco o sul sito del produttore, realizzato tra l’altro molto bene. Gin nel complesso davvero particolare anche se poco conosciuto e sicuramente non per puristi del genere.

Il voto finale
7 su 10

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