Giass Gin

In Le Bottiglie by Paolo VercellisLeave a Comment

Me ricordi che a Natal faseva frécc. Gh’era la nev e i veder coi stell de giàss. Gh’era el camin o la stua sempr’acès
e la pell di mandaritt a profumass. – Natale a Milano, poesia milanese

Cominciamo dalla parte leggendaria della faccenda, ma senza risalire nel tempo di molto, giusto un paio di anni fa. A Milano c’è Expo, la città è in fermento e a Porta Romana ci sono cinque amici e una lavastoviglie. Uno di loro è un barman professionista che da qualche anno sperimenta cercando nuove idee e a cui piace il gin.

Che ci fanno attorno alla lavatrice? Utilizzano la bassa temperatura data dal ciclo di lavaggio per fare infusi di spezie che poi blendano tra loro. Tra un esperimento e l’altro alla fin fine hanno fatto un gin ed è pure buono. Acquistano un alambicco che faccia le veci della lavastoviglie, scelgono le botaniche, iniziano a studiare un marchio e una grafica per quella che sarà la bottiglia. Ma soprattutto cercano un nome e trovano un nome trasparente, cristallino, milanese “Giass” che vuol dire ghiaccio.

Venendo alla parte meno leggendaria e più pratica abbiamo conosciuto Giass al GinDay 2017 a Milano. Le conoscenze da bartender professionista di Richard D’Annunzio hanno messo in piedi un bel prodotto da 18 botaniche studiate per combinarsi tra fruttate, floreali, minerali e legnose. Il risultato è un ottimo gin, adatto alla miscelazione ma anche ad essere bevuto straight. L’idea è milanese ma il gin viene fatto a Bolzano con la maggior parte delle botaniche che arrivano dal Trentino.

Le botaniche
Oltre alle botaniche classiche rappresentate da ginepro, coriandolo e angelica, Giass è arricchito da note calde, fruttate e di terra.
La mela golden e la scorza di arancia vengono essiccate a bassa temperatura perchè possano poi rilasciare delicatamente i loro aromi. Seguono le note di terra, fornite da menta, semi di finocchio e la botanica forse più particolare della lista: la mandorla di terra o Cipero, un tubero simile alla frutta secca a guscio.
Melissa, cardamomo e verbena forniscono al prodotto la parte citrata e lo rinfrescano, per finire troviamo la parte floreale data dal bouquet composto dai fiori di rosa, violetta, camomilla, arancio e karkadè.

La degustazione
Giass è un gin molto complesso, sicuramente sull’onda degli ultimi gin italiani molto ricchi in termini di botaniche e di note di degustazione. Tuttavia nonostante la sua complessità si percepisca pienamente, nulla è eccessivo, tutti i suoi componenti sono percepibili ma delicati

Le idee
Il gin milanese supera brillantemente il nostro classico doppio esame Martini e Gin Tonic. In particolare sul secondo ci hanno raccomandato la tonica Scortese in abbinamento, il Martini o GiassTini invece lo consigliamo con un vermouth non troppo aggressivo visto il carattere complesso del gin.

Il prodotto è apprezzabilissimo nella degustazione straight liscia o su ghiaccio, praticamente un Giass on Giass!

Le considerazioni finali
Quando ci si presentano al GinDay non possiamo fare a meno di dire “che bella bottiglia!”. E infatti il design particolare ha fruttato a Giass la medaglia d’argento 2017 alla San Francisco World Spirits Competition 2017, categoria packaging. Riporta in oro le decorazioni tipiche della Galleria Vittorio Emanuele e sull’etichetta il tipico becco di drago delle fontanelle milanesi, le vedovelle. Consigliamo la visita al loro sito Giass molto ben realizzato e chiaro e segnaliamo anche l’edizione da litro che sta per uscire ed è stata presentata al GinDay 2017

Il voto finale
7,5 su 10

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