Rivo Gin

In Le Bottiglie by Paolo VercellisLeave a Comment

Nulla è più memorabile di un odore. Un profumo può essere inatteso, momentaneo e fuggevole, e tuttavia evocare un’estate della nostra infanzia su un lago di montagna. Gli odori esplodono morbidamente nella nostra memoria come mine terrestri cariche, nascoste nella massa cespugliosa degli anni – Diane Ackerman

 

Le premesse, doverose: non si può apprezzare Rivo Gin se non si capisce quanto i ragazzi e la famiglia che hanno creato questo prodotto abbiano a cuore l’artigianalità italiana. E non si può apprezzare Rivo Gin senza tenere bene a mente che tutto nasce dalla tecnica denominata “foraging“, l’arte di raccogliere piante in natura accompagnato dallo sforzo di doverle cercare.

E’ proprio così che nasce il gin del lago di Como, quello che ormai da un paio di anni per chi frequenta o lavora nei bar è “Il Rivo“. Questo prodotto è entrato rapidamente nelle grazie degli amanti del Gin Tonic per le sue caratteristiche fresche e balsamiche, per le sue note citrate, croccanti date dalla melissa e dal timo.

Ma prima, il lavoro: 12 botaniche raccolte rigorosamente a mano sui pendii delle montagne che affacciano sul lago di Como, tutte erbe dalla provenienza certificata con un attentissimo lavoro sul territorio.
Ognuna di queste erbe viene posta in una soluzione idroalcolica separata per 48 ore a 50 gradi, quindi ogni botanica viene distillata in maniera indipendente per poi assemblare in piccole batches il prodotto finale che così può essere gestito al meglio nei suoi bilanciamenti.

E il lavoro ha pagato, Rivo ha 3 anni eppure ha già ricevuto 5 premi negli USA e 1 in Cina. Oltre, come detto, al riconoscimento quotidiano di tantissimi appassionati italiani

Le botaniche
Tra le classiche botaniche “da gin” troviamo ginepro, coriandolo, cardamomo e angelica, quindi già due note citrate nella base. Inoltre le erbe raccolte con il metodo del foraging, la ricerca in natura: troviamo timo serpillo, melissa, santoreggia e pimpinella. Anche qui la melissa ha una componente citrata che andremo a trovare in degustazione

La degustazione
Il primo sorso è caldo, si percepiscono i caratteri tipici di un gin con media forza alcolica ma spunta quasi subito una nota balsamica e floreale, sembra di trovarsi davanti a un gin di questo tipo.
E invece poco dopo nel retrogusto e al naso arriva la forza della melissa con tutta la sua carica aromatica portando con sè sentori di buccia di limone, citronella, di nuovo coriandolo ma anche vaghi sentori erbacei, un leggerissimo basilico o menta. Chiude la degustazione una nota nuovamente balsamica probabilmente dovuta al timo.

Le idee
Questo gin da un paio di anni è per chi scrive principe nel gin tonic. Il suo carattere fresco, piacevole ma allo stesso tempo balsamico e di carattere si accompagna bene a toniche neutre per esaltarne il sapore ma gioca piacevolmente anche con toniche più aromatiche a patto che l’aromatizzazione incontri le note citrate di Rivo. Carina l’idea della decorazione con la tecnica del foraging (ovviamente complessa se si vive a Milano!). Potrebbe farsi valere anche in un bel Negroni aromatico senza ucciderlo con un bitter troppo intenso.

Le considerazioni finali
Come si sarà capito Rivo Gin mi piace molto, non so nasconderlo. E’ un prodotto ben studiato e ben confezionato, adatto sia alla degustazione straight che alla miscelazione. Naturalmente è un gin molto aromatico e dal gusto complesso, non richiamerà forse l’attenzione dei puristi che vogliono il gin secco e “gineproso“.
La grafica della bottiglia è accattivante e richiama onde del lago e montagne circostanti con un motivo geometrico lineare e ondulato e il marchio ben evidente al centro. Consigliamo di visitare il sito di Rivo per le bellissime foto dei luoghi in cui avviene la raccolta delle erbe.

Il voto finale:
9 su 10

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