Il Mojito: dai pirati a Hemingway, storia di un mito

In I Cocktail by Paolo VercellisLeave a Comment

“Jack: Siamo in un sogno?
Sputafuoco: No.
Jack: Lo sapevo… Sennò c’era il rum!”
-Jack Sparrow, Pirata dei Caraibi-

Prendendola alla lontanissima immaginatevi, vento sulla faccia, a bordo della nave di Francis Drake, siamo nel XVI secolo. I suoi pirati hanno fegato da vendere, molti però se lo bevono. E’ verità storica che per conservare l’acqua dolce a bordo venisse inserito dell’alcol, probabilmente aguardiente, un antenato del rhum, per disinfettare i barili. E a quell’epoca su queste navi non proprio ineccepibili dal punto di vista della pulizia e dell’igiene, la malattia più diffusa era lo scorbuto. Come si combatte lo scorbuto? Vitamina C. Indovinate cosa mettevano in quell’acqua mista ad alcol? Giusto, dei lime. Vi dice qualcosa? 

Ehi-Oh, beviamoci su!

Dobbiamo aspettare due secoli perchè Don Facundo Bacardi y Massó (se Bacardi vi dice qualcosa sì, è lui) impara a distillare bene e soprattutto impara a far invecchiare il prodotto finale, nasce il rhum, big up per Don Facundo!

Abbiamo quindi dei pirati ubriaconi che bevono alcol brutto misto ad acqua e lime, abbiamo un cubano che inventa il rhum, cosa ci manca?

Ci mancano gli americani, sempre loro, che tra il ’20 e il ’30 hanno la più grave delle disgrazie: il proibizionismo! Quelli più poveri bevono male nei vari speakeasy (ne aprono 32.000 solo a New York nel primo anno dell’efficacissimo provvedimento), quelli più ricchi dove vanno? A Cuba!

E in quegli anni voi dovete immaginare L’Avana come una Londra di oggi, tempio della miscelazione, i migliori bartender americani, tedeschi, inglesi e spagnoli sono tutti lì e lì nasce una delle prime scuole per barman nel mondo. I clienti sono molto ricchi e si aspettano il massimo, sia dal servizio che dalle ricette.

Uno dei più famosi locali è la Bodeguita del Medio, ci lavora Angel Martinez, vera e propria leggenda per tutti i bartender, ma soprattutto ci va a bere Ernest Hemingway, vera e propria leggenda per tutto il genere umano.

La mitica Bodeguita, non viene voglia di sedervi ora?

La ricetta di un Mojito è in giro più o meno dal ’10 ma il buon Martinez, probabilmente in combutta con quel mostruoso bevitore che è Hemingway la perfeziona fino al punto in cui lo scrittore, ubriachissimo ed entusiasta, scrive la famosa frase “Mi Mojito in la Bodeguita, mi daiquiri in el Floridita” sottolineando il suo continuo trasferimento tra i due principali locali dell’Avana (non fate così tra Lambrate e Porta Venezia, voi non siete Hemingway)

Qui Hemingway disserta del suo prossimo romanzo

 

Detto tutto ciò, potete usare la storiella per bullarvi con gli amici mentre gli preparate il mojito secondo le nostre indicazioni! La ricetta che fornisco qui sotto non è quella del mojito versione europea (quello pestato per intenderci) perchè il Mojito non è, in origine, un drink pestato.
Non andate dal vostro bartender a dirgli che sbaglia, non venite da me a dire che sbaglio io. Durante tutti i corsi, incontri, degustazioni fatti intorno al bancone di un bar vale sempre una regola: la Bibbia del bartender non esiste. Le ricette sono soggette a interpretazioni, improvvisazione e soprattutto evolvono e cambiano nel tempo. 
Tuttavia esistono ricette intramontabili che si sono evolute nel tempo ma che ogni tanto ha senso andare a recuperare: il mojito originale cubano è una di queste.

Ingredienti:
-1 bel lime
-4 cl di rum bianco 
-un rametto di menta, degli squilibrati danno la dose in foglie, diciamo 8/12 foglie ok?
-acqua gasata
-ghiaccio a cubetti (sì il ghiaccio è un ingrediente)
zucchero bianco, NON di canna se no non  vi si scioglie neanche con la preghiera
*fatevi del bene e usate del rhum buono, non usate quelle marche che non posso nominare acquistate in quei supermercati che non posso nominare e che il giorno dopo vi fanno svegliare come Jack Nicholson dopo una lobotomia

 

Ripenso sempre a questa scena quando vedo qualcuno così la domenica mattina

 

 Spremete mezzo lime in fondo al bicchiere e aggiungete un bel cucchiaino di zucchero cercando di scioglierlo nel lime, aggiungete delle foglioline di menta e aggiungete mezza dose del rhum. La menta non è vostra nemica, non si è comportata male con voi, quindi non uccidetela pestandola finchè sopraggiunga la sua morte, devono soltanto aprirsi i pori delle foglioline (se no diventa lei cattiva e vi dà l’amaro, tiè!). Aggiungete un’ottima dose di ghiaccio a cubetti, meglio se leggermente rotti. Completate con l’altro mezzo shottino di Rhum e dell’acqua frizzante fino a riempire il bicchiere. Guarnite con il rametto di menta e la cannuccia, c’est tous!

Dovrebbe avere questo aspetto, no lime, no menta tritata

Gli “errori” più comuni sono:
-usare lo zucchero di canna (non si scioglie bene)
-usare la tonica al posto dell’acqua (è amara!)
-pestare le foglie fino ad ottenere un pesto di menta (è amaro!)
-pestare il lime (non è un errore ma la ricetta originale non lo prevede. Dà un gusto forte al Mojito e copre il gusto delicato della menta)
-usare il ghiaccio tritato (si scioglie subito e annacqua il drink)
-usare una dose di rhum piratesca (il mojito è un cocktail rinfrescante, se mettete rhum come se foste capitan Jack Sparrow diventa un cocktail devastante)

Spero che questo articolo sul Mojito vi abbia messo la stessa sete venuta a me scrivendolo e la voglia di visitare la Bodeguita del Medio, se non riuscite ad arrivare in giornata all’Avana potete provare La Bodeguita del Medio di Milano, fanno un ottimo mojito!

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