Harp Guinness Pub

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

“L’amore fa girare il mondo? Non del tutto. Il whisky lo fa girare due volte più veloce.” – Edward McKenzie

Piazza Leonardo, cuore di Città Studi a Milano. E’ qui che la famiglia Corbetta nel 1976 apre l’Harp Guinness Pub (inizialmente con un nome diverso) rivolto soprattutto agli studenti fuorisede che lo frequentano a colazione e a pranzo. In quegli anni il locale si fa un nome, cresce, si fa conoscere perchè non è la classica paninoteca che si accontenta: ha già un’attenzione alla qualità superiore alla media dei locali della zona e ha ottimi prezzi.

Passano 42 anni e alla famiglia Corbetta si aggiungono Francesco (che oggi si occupa della cucina con un menu per il pranzo diverso tutti i giorni) e Riccardo che all’Harp porta l’innovazione: l’apertura serale e la lista dei drink.

E poi, naturalmente, c’è Angelo, il papà di Francesco e Riccardo. Angelo Corbetta è un personaggio che se avrete la fortuna di passare all’Harp dovete conoscere, espertissimo di Whisky da tutto il mondo organizza serate di degustazione ma soprattutto è sempre disponibile per due chiacchiere anche dopo una quindicina di ore di lavoro.

Angelo ci accoglie all’ingresso

Sono persone accoglienti, sincere e anche decise: precisa per esempio la scelta di tenere il locale chiuso il sabato sera per “evitare la brutta gente”. Angelo a suo tempo faceva qualche drink anche se il locale era più pub-oriented, Riccardo da papà ha preso la grande passione per i whisky (oggi organizza anche delle masterclass). Non contento ha iniziato un percorso di studio che oggi si traduce in una sua lista da una ventina di cocktail più quattro o cinque drink di altri bartender (tra cui Federico Pouchain del CasaMia e Teo Stafforini di Radici)

Arriviamo all’Harp, ci sediamo e l’atmosfera è un po’ spiazzante, sembra il classico pub da panini e birre, ci avevano parlato di un american cocktail bar…e invece! E invece Riccardo si mette subito al lavoro, ci chiede quali sono i nostri gusti, cosa sempre apprezzabile e inizia con il primo drink: The Underwood RobRoy

Alla ricetta classica del RobRoy che prevede whisky scotch e vermouth rosso, l’Harp Pub va ad aggiungere un ingrediente davvero particolare: uno sciroppo ai porcini calabrese!
Oltre a questa curiosissima scelta inserisce Longrow Single Malt, un bel torbato e il Vermouth Macchia, un vermouth sardo con sentori di mirto. Il drink è buonissimo, la nota di sottobosco dei funghi è appena percettibile e non vi posso descrivere quanto stia bene con l’affumicato del whisky.

“Vi faccio un drink un po’ particolare…con i porcini”

In questo primo drink c’è tutto lo spirito dell’Harp Guiness Pub: innovare con semplicità e qualità della materia prima. Ma non vogliamo fermarci qui per cui procediamo con la seconda degustazione!
Intanto nel locale arrivano i ragazzi che studiano al Politecnico, molti sono studenti che scelgono l’Harp Guinness Pub per i prezzi corretti. Il locale ha una saletta superiore e una sala molto grande poco più sotto adatta a eventi e feste di laurea (feste di laurea di persone civili naturalmente).

Il secondo drink che ci preparano è lo Smokey Honey, un cavallo di battaglia del locale ma soprattutto un cocktail creato a quattro mani da Angelo e Riccardo. Anche qui si parte da un classico: un rusty nail, che prevede scotch whisky e drambuie, un liquore a base whisky.
All’Harp Guinness Pub lo ripensano così: due once di irish whisky, bello secco, 3/4 di oncia di Drambuie, 2 spoon di Lagavulin 16 anni a dare la nota affumicata dello scotch, bitter al cioccolato a fornire la speziatura.
Poi viene il bello, perchè Riccardo prende una campana che l’ultima volta avevamo visto nella Bella e la Bestia della Disney e la riempie di fumo di legno di faggio, scenicità 10+. Ma si va ben oltre la presentazione: il drink è morbido, con una nota dolce e un affumicato che si sente ma non è predominante.

Il fumo non nasconde una rosa ma un bel drink!

A questo punto ci viene il dubbio che i drink dell’Harp siano tutti a base whisky, cosa che per la verità ci piacerebbe, ma non temete, ce n’è per tutti i gusti!
Proviamo un TikiTaka: rhum mix cubano + martinica, liquore al pimiento, citrus mix di arancia e lime, sciroppo di zucchero e angostura. Pur non essendo amanti del genere Tiki il drink è buonissimo e presentato molto bene per la gioia della nostra fotografa Alessandra.

Il tikitaka nel suo bel bicchierone Tiki

 

Iniziamo ad essere soddisfatti ma anche un po’ affamati, Angelo prepara delle ottime piadine che a Città Studi sono abbastanza famose. Dalla scorsa estate l’Harp ha iniziato anche un servizio per l’aperitivo da asporto, piazza Leonardo si presta con le sue panchine a sorseggiare un drink in plastica mangiando gli stuzzichini in questa bella scatola

La scatolina da asporto, il contenuto ce lo siamo sbafato

Insomma, le ragioni per visitare l’Harp Guinness Pub almeno una volta ci sono tutte: costa il giusto, si mangia bene e si bevono drink fantasiosi. E poi c’è quel bel clima da pub: gestori e avventori sono simpatici, alla mano, anche un po’ burberi qualche volta ma sempre orientati all’ospitalità.
Nel complesso la nostra recensione è assolutamente positiva!
Vi consigliamo di bere un 1976, il drink creato in occasione dei 40 anni del locale a base di canadian whisky, tequila piccante e sciroppo al miele. Ma più in generale leggete la drinklist e parlate con Riccardo perchè troverete sicuramente qualcosa di vostro gradimento.

Noi intanto ci spostiamo verso il prossimo locale!

La lista dell’Harp e gli orari

Harp Guinness Pub
Piazza Leonardo 10, Milano
aperto dal lunedì al venerdì dalle 7.30 all’1 di notte, il sabato dalle 8.00 alle 15.00, chiuso la domenica

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