Casa Mia – Cocktail Bar & Bistrot

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

La casa è quel posto dove, quando ci andate, vi accolgono sempre – Robert Frost

Siamo in Porta Venezia, viale Regina Giovanna per la precisione. Fino a qualche tempo fa abitavo poco lontano e il locale mi ha sempre incuriosito: dà sulla strada, due ampie vetrine e dall’esterno sembra un piccolo appartamento. Mi sono sempre chiesto se fosse un bistrot per il pranzo o se servisse colazioni, non avevo mai ipotizzato prima di tre anni fa che fosse un cocktail bar. E che cocktail bar.

Ci troviamo al Casa Mia, nato cinque anni fa come bistrot, poi spostato verso il serale, oggi “soltanto” bar dall’aperitivo alla notte. Qui hanno sempre lavorato nomi importanti tra i bartender della città, da gennaio 2017 troviamo dietro il banco Federico Pouchain. Federico è un bartender molto preciso ma anche molto divertente, ogni sera è tutto suo lo show dietro il bancone mentre Luigi Ferrario, il proprietario, dialoga con gli ospiti fuori e dentro il locale. Tra gli avventori distinguiamo qualche faccia nota tra organizzatori di eventi, bartender milanesi e non. A noi è stato utile il prezioso consiglio di Riccardo Corbetta dell’Harp Guinness Pub.

Già dall’ingresso si respira aria di casa: pochi tavolini e un grande divano con tavolo sulla sinistra, bottiglie alle pareti, e soprammobili curiosi tra cui un bellissimo pappagallo! Il locale è arredato con classe e gusto e trasmette subito l’idea di essere in un posto esclusivo ma anche molto accogliente: siamo a casa di qualcuno che è contento di averci come ospiti.

Gli interni e il megadivano

Quando andiamo a trovarli è Federico a fare gli onori di Casa (Mia). Parliamo a lungo della DrinkList di cui è fieramente autore: 18 ricette originali che si dividono tra drink “facili”, tipicamente twist sui grandi classici, e drink di sperimentazione. Si vede che gli piacciono più i secondi dall’entusiasmo che mette nel parlarne. Si notano parecchi esperimenti sull’acidità che a volte arriva da aceti (di malto, balsamico, di mele) e a volte da chutney di frutta.

Secondo lui oggi il pubblico è più attento a ciò che beve e attribuisce questo merito alle trasmissioni come Masterchef che hanno avvicinato le persone alle preparazioni del cibo e di riflesso al mondo del bartending. Oggi chi spende denaro per un drink vuole sicuramente un buon prodotto ma soprattutto storytelling, un bell’ambiente e attenzione al cliente.

Tutti elementi che Federico ha portato in un già avviatissimo Casa Mia con una drinklist che prevede come detto 18 cocktail (dai 10 ai 15 euro) più una minidrinklist che cambia mensilmente basata su uno specifico prodotto. Ci sediamo al banco e si comincia, cosa ci prepari? Iniziamo con un drink che su ogni lista stagionale cambia ingredienti e nome. Lo scorso inverno in lista c’era l’Homeless: bourbon, sour dato dall’aceto balsamico e miele. Nella prossima lista invernale (in uscita il primo novembre) ci sarà il Clochard a base Cognac.

Noi invece beviamo El Vagabundo, la versione estiva. Come vedete si gioca molto sugli ingredienti ma anche sulle parole: il Bourbon richiamava il barbone in milanese, da cui Homeless, da cui tutti gli altri.

El Vagabundo, un’esplosione di sapori che va dall’affumicato all’acido

La ricetta del Vagabundo (che ci è piaciuto tantissimo) prevede mezz’oncia di sciroppo d’agave, mezz’oncia di Ancho Reyes, liquore colombiano al peperoncino e mezz’oncia di aceto di malto. Completa il tutto una generosa oncia e mezza di Mezcal.
Il drink è molto buono, combina perfettamente l’affumicato del mezcal, l’acido dell’aceto e una leggera parte piccante data dall’Ancho Reyes. Contrariamente a quanto pensavo non è un drink difficile, è molto fresco grazie allo sciroppo d’agave che stempera gli eccessi degli altri ingredienti ma nello stesso tempo esalta l’insieme.

Avere ingredienti così particolari in lista può rappresentare un problema con alcuni clienti che possono essere intimoriti da alimenti ed elementi che non conoscono. Non è così secondo Federico che ci racconta come il Casa Mia si presti bene alla scelta di drink particolari: in un locale così intimo il personale può spiegare ogni drink direttamente al tavolo ed essere a disposizione per ogni domanda.

E a dimostrazione che il locale è per tutti il secondo drink che ci prepara è molto scenico ma anche molto facile: l’Anakin Burning.  Prevede un’oncia e mezza di gin, mezz’oncia di whisky torbato, mezzo lime, tintura di chiodi di garofano e top generoso di ginger beer

Federico se la ride mentre infuoca l’Anakin

La particolarità di questo drink è che viene servito in una tamarrissima ma tutto sommato elegante tazza a forma di Darth Vader e che in superficie viene incendiata una zolletta di zucchero. Insomma un drink molto scenico con cui potrete fare colpo se il vostro partner è un affezionato della saga o un bevitore di London Mule!

L’Anakin pronto in tutta la sua meravigliosa arroganza

Anche in questo caso il drink è ottimo e dalla bevuta più semplice rispetto al precedente. 

Salutiamo il locale soddisfatti dell’esperienza e ci sentiamo di consigliarvelo: il Casa Mia è un locale intimo, raccolto ma molto divertente. Se ci andrete vi suggeriamo di mettervi al banco e ascoltare le storie dietro ogni cocktail e ogni nome. Federico me ne ha raccontate parecchie ma le riporterò alla prossima visita!

Federico Pouchain mi spiega cose e io cerco di stargli dietro

Casa Mia Cocktail Bar & Bistrot
viale Regina Giovanna 22, Milano
aperto nei feriali e la domenica dalle 18.00 alle 2.00 e il sabato dalle 11.00 alle 2.00

Leave a Reply