Drinc – Cocktails & Conversation

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

Felicità è trovare due olive nel tuo Martini quando sei affamato – Johnny Carson

Dopo diversi anni da frequentatore di bar posso dire, con la massima umiltà, che forse una cosa l’ho capita. Il bar si potrebbe fare a casa. Potremmo studiare tranquillamente le ricette, comprare degli ottimi prodotti e dei fantastici bicchieri, la migliore frutta. Se fossimo dei maniaci potremmo comprare un’attrezzatura per i cocktail molecolari.

Raggiungeremmo, dopo innumerevoli tentativi, la quasi perfezione su ogni cocktail: da quelli base ai twist più spinti. Ma forse ho capito anche un’altra cosa, una sola, è il motivo per cui vado al bar e non sto a casa. Il bar è vivere appieno l’esperienza dell’essere accolti. Il bar è avere una sorta di “consulente” che ci guida all’assaggio e alla scoperta. Il bar è la scelta tra tre tipi di ghiaccio, il bicchiere di welcome water quando si entra, l’aperitivo studiato nei minimi dettagli in cui c’è stato un lavoro sulla scelta dei salumi. Il bar è il sorriso di chi sta dall’altra parte del bancone che è cortese ma anche rispettoso, che è soddisfatto del proprio lavoro ma ti lascia anche alla debita distanza che dev’esserci tra proprietario e cliente.
Ovviamente tutto questo è valido se si parla di un certo tipo di bar. Il Drinc, di Luca Marcellin, è un bar di questo tipo. E vado oltre: è una delle migliori esperienze da bar che mi sia capitata in questi anni a Milano. 

Luca Marcellin al lavoro al suo banco

Sono entrato al Drinc per la prima volta sette o otto mesi fa, il locale è recente sulla piazza milanese. La sua vera anima è, appunto, Luca Marcellin. Una carriera di più dieci anni tra varie esperienze di hotel, l’ultima come bar consultant al Four Season di Milano. E poi la grande scommessa: il Drinc. Mi racconta che voleva un locale tutto suo e così è stato, dalla scelta dell’arredamento a quella sui bicchieri, al tipo di locale e, naturalmente, la drink list.

Mi accoglie nel suo locale e a differenza degli altri bartender fin qui incontrati ci tiene al fatto che io mi sieda al tavolo, vuole farmi vivere l’esperienza di Drinc a tutto tondo. L’accoglienza è con una welcome water aromatizzata alla tonica e cardamomo. Prepara la bocca in modo straordinario e mentre le mie papille gustano il piacevole amarognolo della bibita mi guardo attorno.

Il Drinc è un locale non molto grande ma ben organizzato, ci sono una decina di tavoli e domina su tutti il bancone. Non lunghissimo ma con una bottigliera ampia e alta in cui troviamo soprattutto gin ma anche moltissimi altri distillati. E’ da lì che Luca osserva i suoi clienti pronto ad ogni richiesta. Dalle 18 tutti i giorni c’è un aperitivo a base di ottimi salumi della tradizione presentato in modo particolare come i cocktail.

L’imponente bottigliera del Drinc

Venendo alla drinklist è presentata su un libretto tipo scelta del pantone, poichè i cocktail sono tantissimi e i gin tonic parecchi Luca ha deciso di lasciare anche una lista del Destino in cui si pesca casualmente una carta che sceglierà il nostro drink. I cocktail sono in una fascia di prezzo che va da 10 a 14 euro, in linea con quanto offerto dal locale.

Io ho preferito la scelta: un Nothing Like the First Sip (perchè posso berlo soltanto qui al Drinc) e un Mamma Mia perchè già leggendo gli ingredienti mi viene sete!

La prima aromatizzazione si compie!

Il Nothing Like the First Sip fa riferimento nel suo nome all’esperienza del primo sorso, sorta di icona religiosa per noi bevitori del re dei cocktail: il Martini. Luca ha sviluppato l’idea di offrire al cliente la possibilità di avere l’esperienza del primo sorso per 5 volte, suddividendo un Martini base Plymouth gin(o vodka), vermouth al cardamomo e bitter alla lavanda e limone in 5 calici. E detto così, ok.

Ma si va oltre perchè l’esperienza è interattiva e geniale. Il drink viene portato in fiala immersa nel ghiaccio, è il cliente stesso a versare “i sorsi” nelle mini coppette martini e all’interno del vassoio è lo stesso cliente a scegliere e utilizzare di volta in volta le aromatizzazioni

Troviamo a disposizione la classica scorzetta di limone, scorza d’arancia, scorza di pompelmo, la classica oliva e si conclude con la cipollina per un fantastico sorso di Martini Gibson. In questo drink troviamo tutte le caratteristiche del locale: interazione, idee geniali sul cocktail, servizio impeccabile e qualche chicca come il vassoio che ruota o la fialona di Martini immersa nel ghiaccio.
 

La fiala in primo piano e i cinque bicchierini di servizio

Il drink è spaziale ma sono di parte essendo un bevitore convintissimo di Martini cocktail. Esperienza che vi consiglio di fare almeno una volta nella vita!

Ancora in shock per il primo cocktail io e le persone che ci hanno seguito nel nostro bar tour procediamo, accompagnati dalla gentilezza di Luca, all’assaggio del Mamma mia, ignari che sarà un cocktail semplicemente sconvolgente per le nostre papille gustative.

Al primo sorso ognuno di noi esclama “Ma Mamma mia!!!” e in effetti così è nato il nome di questo Negroni speciale. Al suo interno troviamo il gin di Roby Marton, un’eccellenza italiana, liquore alla fava tonka(sta tra la vaniglia e il cacao), Campari, Berto vermouth rosso, un bitter alla vaniglia e cioccolato fatto da Luca e gocce di lime.

Ora, descritto così forse faticate a immaginarlo, noi lo abbiamo fotografato e ve lo presentiamo ma vi posso assicurare che l’assaggio merita e va fatto. Il drink è bilanciatissimo: amaro, fresco, forte già presenti nel classico Negroni qui vengono enfatizzati da questo fondo morbido vellutato dato dalla vaniglia e dal cioccolato. Uno dei nostri drink preferiti. Presentazione eccezionale con un bicchiere in cui viene creata una discesa di ghiaccio. Ci sono tornati alla mente certi negroni con cubetto cavo annacquati e ci siamo chiesti perchè li avessimo bevuti.

Il Mamma mia!! e la sua presentazione

Qui si chiude per doveri di educazione e fegato la nostra prima esperienza al Drinc. Come avrete capito è un locale che mi è piaciuto tantissimo e che consiglio caldamente. Suggerisco l’orario dell’aperitivo primo perchè è molto buono, secondo perchè così avrete l’occasione dato l’ambiente più tranquillo di parlare con Luca Marcellin e godervi la sua ospitalità!

Drinc. Cocktails & Conversation
via Plinio 32, Milano
chiuso la domenica

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