Mag Cafè

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

La ragazza raccontò: “Ho seguito un uomo in metropolitana e ad ogni stazione mi sentivo più bella. Quando finalmente mi ha rivolto la parola, m’ero fatta così bella, da divenire ormai inavvicinabile”. –Peter Handke

Arriva quel momento per un blog sui bar in cui occorre recensire il posto che tutta la città conosce. E devi dire qualcosa di non scontato, qualcosa di nuovo rispetto a ciò che tutti hanno scritto e detto. 
Il Mag Cafè a Milano lo conoscono tutti: chi ci è passato per l’aperitivo post lavoro il mercoledì sera, chi per un affollatissimo post-serata del venerdì, chi ci passa le domeniche per quella bevuta tardo pomeridiana che non ha ancora un nome. E che secondo me lo avrà perchè intorno alle 16 e 30 della domenica vedo il Naviglio sempre più affollato da chi utilizza la fascia 16/20 per bere qualche drinketto.

Siamo all’esterno, sono le 17 ma c’è già un bel pienone

Insomma a qualsiasi fascia di pubblico apparteniate il Mag dovreste conoscerlo, se non altro per la sua bellissima posizione sui Navigli. E’ un posto che bisogna scoprire: è sui Navigli ma non ha quei terrificanti buffet di alcuni suoi vicini, è frequentato da turisti un po’ ubriaconi che lo trovano su tutte le guide del mondo, è sempre pieno al limite del “cerchiamo qualcos’altro“. 

Poi una domenica ti metti lì al bancone, entri in quello stato mistico di “atmosfera del Mag” e ti godi il pomeriggio con Flavio Angiolillo e il suo team. Tra drink scelti della lista, cocktail scelti tra i Best of Mag dalle liste precedenti, piattini sfiziosi. Un luogo senza tempo, il Mag: puoi passarci tranquillamente tre ore sorseggiando Negroni del Marinaio o il mitico Giappone senza nemmeno accorgerti che fuori c’è il tramonto. Esci e sei sul Naviglio. E vedi il resto del mondo sorseggiare spritz mangiando da un buffet la pasta con le vongole, ma tu sei stato al Mag e nulla turberà la tua estasi. Nemmeno i pro dell’happy hour.

Il bancone, tempio di Flavio e del suo team, sedetevi e lasciate fare

Per il nostro incontro, concordato preventivamente con Flavio, abbiamo scelto un sabato alle 19. Far sedere me e la persona che ha scattato le fotografie per DrinkUrWay, in quel momento era impossibile. Darci retta era impossibile. Ma al Magimpossibile” è sembrata una parola non contemplata: seduti ad uno dei migliori tavoli, serviti senza soluzione di continuità in un turbinio di drink. E soprattutto a farci da guida Francesco Bonazzi, bartender del Mag e del Backdoor da tre anni, torinese, amante del vermouth e dei cocktail speziati.

La nuova drinklist del Mag nasce dalle sue idee, naturalmente da quelle di Flavio Angiolillo, ma come Francesco tiene a precisare: “è anche un’idea dell’intero team del Mag Cafè che attraverso numerosi brainstorming e sfide che si tengono nel corso dell’anno viene sviluppata”. Un po’ lo stesso concetto che abbiamo trovato all’Iter, altro locale della “famiglia”.
Ricordo con piacere la drinklist del 2015 dedicata ai paesi di Expo, quella dell’anno scorso dedicata al mondo delle fiabe. Oggi si passa a una lista molto milanese fin dalla prima occhiata, la dedica è a Milano e al suo tour in 12 drink.

La lista e il mitico aperitivo del Mag

Ad ogni fermata della metrò troviamo un ingrediente o un’idea legata alla specifica zona di Milano, sul retrò del menu una mappa di Milano con le indicazioni sulle attività turistiche e non legate ad ogni sosta. 

Mentre Francesco con cortesia e molta soddisfazione ci presenta mappa e menu cominciano ad arrivare drink al tavolo. Siamo seduti in tre, due non bevono e io non sono uno di loro. Da questo momento in poi capisco che la recensione del Mag prenderà una piega quantomeno godereccia che spero di trasferirvi!

Si comincia con i classiconi, spero li abbiate già assaggiati ma ve ne parlo comunque. Il primo è il Negroni del Marinaio, un drink talmente buono che molti locali di Milano (Harp Guinness Pub, Atmosphere American Pub per esempio) l’hanno inserito nelle loro liste o comunque lo preparano. 

Il Negroni del Marinaio, ormai un classico a tutti gli effetti!

 

Al gin viene sostituito il Mezcal che fornisce una parte affumicata, Campari e vermouth restano presenti e l’ingrediente in aggiunta è l’Old Sailor Coffee, liquore a base di rhum e caffè. Questo drink oltre ad essere uno dei più rappresentativi della storia recente del Mag è, a mio giudizio, il twist sul Negroni più riuscito degli ultimi anni (lo scrive un bevitore di Negroni).

Ci guardiamo attorno, gli interni del Mag sono forse la cosa più particolare e che colpisce di più entrando. Definirei il tutto “confusione bellissima“: bambole un po’ creepy, uccellini che svolazzano attorno ai lampadari, bici volanti e una parete piena di cassettini e di oggetti legati al mondo dei drink (Flavio è un collezionista di bicchieri e oggettistica retrò). L’arredamento del Mag e del Backdoor è curato da Simona Cozzupoli e ad ogni cambio lista cambia in alcuni elementi.

Particolari degli interni, viene voglia di stare seduti per ore!

Ma il tempo è tiranno e uno scatenato Angiolillo da dietro il bancone invia altri drink, arrivano nell’ordine: il Giappone, un altro classico che vi invito a scoprire, il Porta Genova (Orange Door), il Sesto San Giovanni (Primo viaggio) e il Centrale (#TalkToMi). E qui la vicenda si infittisce

Ogni drink viene servito con un divertente gadget che permette di continuare l’esperienza del Mag anche una volta usciti dal locale. Alcuni richiamano temi delle fermate a cui sono legati, per esempio per il Sesto San Giovanni troviamo la monetina da 100 lire che serviva ad acquistare i biglietti dei primi viaggi. Altri gadget riportano indovinelli sul mondo dei cocktail. Tutti hanno gli ingredienti del drink al loro interno per chi, tra i più coraggiosi, volesse fare il bartender a casa.

L’Orange Door che troviamo alla fermata Porta Genova è un punch aromatico: al suo interno troviamo Bombay Gin, Bourbon Maker’s Mark, St Germain liquore ai fiori di sambuco, paprika, limone, marmellata di arance e ginger beer. E’ forse il drink che mi ha convinto meno, un po’ carico di tanti sapori diversi senza nessuno incisivo ma invito i lettori a farmi rivedere l’opinione!

Porta Genova, un bel punch aromatico

A Sesto San Giovanni abbiamo trovato un drink con tutti gli ingredienti che ci fanno pensare al mondo dei bitter e amari, naturalmente vista la presenza della mitica Campari proprio a Sesto. Ecco quindi un drink, il Primo Viaggio, con Bitter Barbieri, Biancosarti, Cinzano Rosso, Cynar, Braulio, Campari, Crodino, Aperol. Tanta roba eh? E in più per ingolosirci ancora di più una bella crusta, la bordatura del bicchiere, fatta con sale, arachidi e wasabi. E questo non mi è piaciuto, di più! Se vi piace sappiate che dopo 3 vincete un cocktail, dopo 20 un corso da barman con diversi premi in mezzo. (Per i più arditi ricordo che i 20 drink DEVONO essere bevuti in sere diverse!)

A Sesto comincia il primo viaggio con monetina

E arriviamo al drink che mi ha colpito di più: il #TalktoMi di Centrale. Qui c’è il marketing, la collaborazione, il gusto. #TalkToMi sarà l’hashtag che potrete pubblicare con le vostre foto che raccontano Milano, il Mag fornisce una cornice insieme al drink. Quando si arriva in centrale cosa si fa? Si fotografa milano, si parla di Milano, si parla a Milano: Talk to MI.
La collaborazione è doppia: con il team del Barba, locale in zona centrale che fa parte del gruppo di locali di Flavio e con Levante Spirits. Il Barba fornisce lo sciroppo di Campari infuso al basilico e lampone, Levante Spirits fa invece il gin Ginepraio, toscanaccio e bello oleoso di ginepro, perfetto in miscelazione.

Il #TalkToMi e la sua presentazione, bontà gravissima!

Bevendo il #TalkToMi (che per la cronaca è l’unico tra i 12 drink che ho potuto finire per non incorrere in ubriachezza indebita) ho capito di aver trovato il mio drink, contiene: gin, che mi piace. Lampone, che mi piace. Basilico, che mi fa impazzire. Campari, che è bbuono. 

Guardo Francesco, guardo Flavio, sorrido, se la ridono. Eccolo l’ambiente del Mag: atmosfera magari un po’ distaccata all’inizio, come è giusto che sia, ma anche tanta confidenza e simpatia verso chi riconosce il lavoro enorme che c’è dietro una drinklist. Perchè il risultato finale è una lista con 12 drink con quattro/otto ingredienti ma poi, come ci racconta Francesco: “per fare uno sciroppo di lampone ci vogliono 2 ore”. Sta tutta lì la differenza tra un bar come il Mag e un bar qualunque: il lavoro, la passione, la conoscenza, la fantasia. E per fortuna oggi le persone iniziano a capirlo.

Il tempo/non-tempo continua a scorrere e arriviamo così agli ultimi due drink tra una risata e l’altra e qualche consiglio di Francesco su dove andare a bere a Torino, la sua città. Arrivano sul tavolo l’Aperitivo in Galleria, ovviamente fermata Duomo e il Sonno Arretrato, fermata Monumentale.

Il primo è un omaggio al Camparino , storico locale della Galleria Vittorio Emanuele.  Simile a un cocktail storico del Camparino che si chiama “Lavorato Secco” contiene in più una parte salina data dalla salamoia di olive e una parte rinforzata data dal gin Ginepraio di cui dicevo sopra. Quindi: Campari, Cinzano Rosso, Rabarbaro Zucca, Salamoia, Ginepraio. Il drink è buonissimo, molto milanese e anche se il Lavorato Secco è un grande intoccabile devo dire che l’omaggio è riuscitissimo!

Un bell’aperitivo in galleria…sui Navigli!

Concludiamo con un drink da Halloween dato il periodo: il Sonno Arretrato, alla fermata Monumentale. Entriamo idealmente al cimitero (non so se dopo il numero di drink serviti il riferimento fosse a me) e troviamo: Mezcal, Tequila, e Ancho Reyes, liquore al peperoncino per un riferimento al Dia de Los Muertos messicano. Zafferano e vino rosso per un riferimento alla milanesità, sciroppo di fiori e limone. Il tutto servito in un bel teschio!

Sonno Arretrato, un po’ inquietante ma buono!

A questo punto un ironico Flavio Angiolillo chiede “bastavano?” e gli faccio, a mani giunte, segno di terminare qui l’esperienza del Mag visto che sono sui Navigli e dovrei tornare a Lambrate. Ma tanto il Mag è uno di quei posti in cui si torna, si torna e si ritorna. E se dopo la mia recensione avrete voglia di provarlo fatemi uno squillo: vengo con voi.

Mag Cafè
Ripa di Porta Ticinese 43
Aperto tutti i giorni, tutto il giorno

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