Kilburn Cocktail Bar, un angolo di Londra in Porta Venezia

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

Parigi è una donna ma Londra è un uomo indipendente che fuma la pipa in un pub – Jack Kerouac

Capita di passare spesso, spessissimo in una zona di Milano ed essere incuriositi da un locale, da un bar. Vuoi perchè vedi una bella bottigliera, vuoi per un utilizzo intelligente delle luci, vuoi per un nome che attira l’attenzione. 
A volte capita perchè quel locale te lo aspetteresti in un altro luogo. 
A me è successo con un locale con doppia vetrata ad angolo simile a tanti locali londinesi che ho amato. Ho pensato “dovrei entrarci qualche volta in questo bel bar di Shoreditch“. E invece mi trovavo in via Panfilo Castaldi a Milano, la zona della nuova movida da almeno un paio d’anni. Un percorso, quello tra la mia vecchia casa e la piscina Cozzi, che ho fatto mille volte. Esattamente nel periodo in cui Ennio Lettera lavorava nel quartiere di Kilburn, a Londra, dopo aver mosso i primi passi come grafico pubblicitario ed essersi ritrovato dietro a un bancone. 

Le nostre strade si incrociano cinque anni dopo, in una serata del freddo novembre milanese. Io ho aperto un blog e ho smesso di nuotare, lui ha continuato a fare quello che gli piace a Milano, ma con una nuova scommessa: un locale tutto suo.

Io e Ennio al bancone, non so ancora quello che mi aspetta…

Dovrebbe stare a Londra il Kilburn, dicevamo. Impostazione londinese dagli esterni, all’arredamento, al banco, alla scelta dei prodotti e della drinklist. Alle pareti tante fotografie del quartiere di Kilburn, Londra. E poi per un elemento che è difficile spiegare a chi non ha mai visitato la capitale britannica e i suoi bar. Quel giusto distacco iniziale tra cliente e bartender che diventa consiglio prezioso su cosa consumare, che diventa quindi amicizia per poi tornare amichevole distacco se il cliente è in altra compagnia. Uno stile che favorisce l’affezione del cliente e che ti fa ricordare un posto. E guardate che fornire tutti questi elementi dopo un’unica serata da 3 ore al bancone non è facile: Ennio ci è riuscito benissimo.

Entriamo e dopo i saluti di rito ci accomodiamo al bancone. La drinklist segue la filosofia del locale: i drink non sono dei “twist on” ma sono idee originali di Ennio. E non quelle idee originali che abbiamo trovato in altri locali, ovvero quelle leggere modifiche a una ricetta già consolidata: qui troviamo vere creazioni a base di distillati, direi quasi una “cucina” fatta coi prodotti alcolici. Si nota una ricerca sui sapori che non bada alle combinazioni “strane” ma cerca di ottenere un gusto particolare o un gusto che richiami alla mente sapori già sperimentati.

Gli interni del Kilburn, l’atmosfera è quella tipica dei cocktail bar londinesi

Le protagoniste assolute sono le bottiglie, quasi a dire che non può esserci cocktail senza un adeguato studio e un’adeguata selezione sui suoi componenti. Da qui la scelta sui prodotti in bottigliera: solo eccellenze tra whisky, gin, vokda, rhum e vermouth, la passione di Ennio. Un esempio pratico? Nel Negroni troviamo il mitico, buonissimo gin italiano di Roby Marton. Come potete immaginare questa scelta impatta sul drink cost, abbiamo trovato una media di circa 12 euro con drink che arrivano anche a 18. Potremmo aprire un capitolo e un dibattito tra chi pensa che i drink debbano costare meno, lo taglio con una frase: la qualità si paga. Poi magari ci troviamo al bancone a discuterne insieme degustando un paio di cocktail.

Le bottiglie sono ovunque, anche sul bancone eppure non c’è disordine

Prima di tutto ci viene servito l’aperitivo. Anche qui, massima attenzione alla qualità: zero buffet si invece al tagliere di salume pregiato (speck) accompagnato da pane caldo (finalmente), brie e delle fantastiche zucchine in scapece fatte in casa.

Il ricco tagliere, speck, pane caldo brie e salsine

Un rapido sguardo alle proposte alternative al drink: birre del Birrificio Lambrate e ampia scelta sui vini. E si parte. Con una sola regola: Ennio è invidioso delle sue ricette e infatti non solo non ci rivela le dosi ma dopo il primo drink si posiziona in modo che non possiamo neanche ipotizzare gli ingredienti, un piccolo vezzo che visto il seguito gli perdoniamo!

Cominciamo con un Masterpiece, un fuori lista. Questo drink austero, servito in un calice da degustazione di rhum in realtà è esplosivo: sembra di assaggiare del rhum ma è stato creato per ricordare un antico, barbaro rito: lo shottino di rhum e pera! Nel drink si apprezza il carisma del rhum col suo gusto bruciacchiato, l’invecchiamento dato da una nota di Porto e un liquore alla pera. Frutto richiamato anche nel side di questo drink: delle fettine di pera essiccate. In questo primo assaggio troviamo tre elementi che caratterizzeranno l’intera degustazione: Ennio gioca con profumi, gioco e persistenza

Il Masterpiece, un inizio indimenticabile

I profumi si sentono dalla fase di miscelazione fino al primo assaggio, il gioco viene fatto sul nome o sull’idea di ogni drink che è entità a sè stante ma richiama mille altre esperienze e la persistenza è spesso affidata all’amaro, un gusto che resta in bocca, piacevolissimo, fino all’uscita dal locale.

E’ esattamente questa l’idea che sta dietro anche al secondo drink che assaggio: The Scarf, la sciarpa. E cosa fa la sciarpa? Avvolge. Ecco quindi un drink dalle note avvolgenti: frangelico, chicchi di caffè tostati al momento, vermouth, mezcal, calvados a dare sentori di mela. Cosa dicevo a inizio articolo a proposito di ingredienti che apparentemente non c’entrano nulla tra loro? Cosa dicevo a proposito dell’inesistenza di twist e varianti sui classici? Questo drink ci fa esclamare una cosa molto importante quando si visita un locale: “E’ nuovo!”. 

The Scarf, una sciarpa avvolgente e autunnale

Dopo due drink così caldi, autunnali, importanti c’è bisogno di rinfrescare, ecco quindi Elegance, un drink a base vodka con noce Macadamia, sour, pepe rosa e liquore al fico. Nuovamente ingredienti che si possono combinare soltanto con un grande studio: caratteristica che certamente non manca a Ennio.

Mentre attendiamo di continuare la degustazione ci guardiamo attorno. Il Kilburn è accogliente, caldo, chic ma senza esagerare. Un ambiente in cui ci si trova a proprio agio e anche il tono di voce degli avventori è adeguato al tipo di locale. Ennio Lettera fa una sorta di oneman show a serata: accoglienza, servizio ai tavoli, preparazione dei drink sono tutti elementi di sua competenza. Unico grande aiuto quello dato da Elena che prepara i buonissimi taglieri e focacce.

Mentre beviamo in fondo Elena taglia e farcisce, fame importante

Proseguiamo con il Fruity and Sour, un cocktail molto fresco ed estivo a base di rhum e pompelmo ma con una nota autunnale e acida data dal ribes.

Il Fruity and Sour e la sua freschissima presentazione

Il cavallo di battaglia di Ennio è un altro drink fruttato, inventato a Londra, a base gin e passion fruit. Si chiama Daniela’s passion, non abbiamo avuto il piacere di degustarlo ma siamo certi che i nostri lettori, magari nella stagione estiva, ne berranno a ettolitri.

Concludiamo con il drink che per me ha rappresentato il culmine della serata: A bit of love. Un drink a base campari insaporito con lamponi e cioccolato fondente ma non vi dico di più: questo è un cocktail voto 10, dovete scoprirlo.

Il Bit of Love, a voi scoprire i suoi ingredienti, consigliatissimo!

Resta il tempo per i saluti finali e per sua Maestà, il Bloody Mary che Ennio ci ha tenuto molto a farci assaggiare: realizzato alla perfezione in pieno stile londinese.

L’impeccabile preparazione del nettare degli Dei, sua maestà il bloody

Il Kilburn è un posto in cui se abitate a Milano dovete passare. Non fatevi scoraggiare dai prezzi, se riflettete quello che spendete in più vi dà l’opportunità di degustare un tagliere di prodotti eccezionali ma soprattutto di sperimentare nuovi gusti. E non beviamo forse per quello?

Kilburn Cocktail Bar
via Panfilo Castaldi
aperto a pranzo nei feriali poi dalle 18.00 alle 2.00 tutti i giorni tranne la domenica

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