Zinc Cocktail Bar: quando il bancone diventa il protagonista il risultato è garantito

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

“Bene Hector, ecco il nostro programma: tu ci porti due vodka Martini, lo sai come mi piacciono, niente ghiaccio. Poi, precisamente sette minuti e mezzo dopo, ce ne porti altri due, e poi ancora due ogni cinque minuti finché uno di noi non perde i sensi” – Matthew McConaughey, The Wolf of Wall Street

 

Preparatevi, entrate, bevete, procuratevi un autista per il ritorno a casa. State per entrare in uno dei luoghi Sacri del Martini a Milano. Lo vedi subito il bevitore di Martini: alle sette di sera non è alla ricerca di un sontuoso aperitivo a buffet, non smania per un Moscow Mule che plachi la sete. Cerca qualcosa, anzi qualcuno. Cerca il barman, anzi, il suo barman in grado di preparare sua Maestà il Re dei cocktail. 

Si dà il caso che due dei locali in cui bevo Martini più volentieri a Milano siano a pochi metri di distanza l’uno dall’altro. Pravda Vodka Bar, Enrico Contro, per chi sa di cosa parlo nessuna necessità di presentazioni o parole (anche se presto lo visiteremo e ne parleremo su queste pagine). Giri due angoli e trovi lo Zinc, Andrea Benolli, anche qui le presentazioni e le parole stanno a zero: questa è gente abituata a lavorare e saltare dietro un bancone come solo i migliori bartender (e non mixologist, ci tengono a ribadirlo), sanno fare.

Tre anni fa da un’idea di Enrico, di Andrea e di Stefano Cereghetti è nato questo Zinc Cocktail Bar in quel di Porta Romana, proprio sulla circonvallazione, comodissimo per aperitivi ma anche bicchieri della staffa sulla via del ritorno (o dell’andata magari). Oggi è il regno di Andrea Benolli, del suo culto per la vodka e dei suoi drink, parola d’ordine: semplicità.

Andrea al suo bancone alle prese con degli shot

In questi anni ci sono entrato parecchie sere non interrogandomi mai su perchè si chiamasse così. Questa sera è la prima domanda in scaletta e finalmente mi si apre tutto, chiarissimo. Vedo una cosa che in realtà ho sempre saputo: qui il protagonista è il bancone. Meraviglioso, imponente, centrale. Quasi metaforico nel suo fare da ponte tra cliente e bartender ma anche tra i clienti. La sua forma avvolgente rispetto all’area in cui saltella Andrea ha fatto sì che in questi anni conoscessi innumerevoli persone allo Zinc. Molti volti diventati amici, molti, moltissimi nomi dimenticati tra i vapori dei brindisi finali. 
Zinc vuol dire “peltro” in francese, il peltro è il materiale di cui sono fatti molti banconi in Francia tanto che i francesi dicono in slang “andiamo allo zinc” per invitarsi reciprocamente al bar.

Mai nome fu più azzeccato, stiamo tutti attorno allo Zinc in attesa dei drink che ci preparerà Andrea. Non ci sono tavoli, non ci sono sedie, non c’è un menu se non due essenziali lavagnette appese ai muri che cambiano con la stagionalità dei drink. Questo è un bar in pieno stile tailor made: i drink te li cuce addosso Andrea. 

Andrea illustra la lavagnetta dello Zinc, massima apertura ai twist sui twist

E allora con queste premesse via alla fantasia: si sceglie un distillato, magari direttamente una bella bottiglia e ci si fa costruire il drink. Come detto nulla di complicato ma due o tre homemade azzeccatissimi li abbiamo notati: sciroppo all’habanero, tintura di bergamotto, sale aromatizzato al curry o al dragoncello per i bloodies, uno shrub al lampone che viene utilizzato nel “No Name“, un twist sul Moscow Mule. Idee per completare drink ben collaudati come appunto dei twist sul BloodyMary o sul Martini, due tra i drink preferiti di Andrea.

Io e le persone che mi hanno seguito nel Bar Tour settimanale cominciamo con quello che è un marchio di fabbrica dello Zinc, al punto che ultimamente ha preso il nome di Benolli, il drink di Andrea, fu Bitter Inside. Vorrei dilungarmi in descrizioni ma cosa si può dire più di: un Martini cocktail sporcato con Campari e tintura di pompelmo?
Secco, aromatico, profumato e con una nota dolce amara data dal Campari e rafforzata dal pompelmo. Il cocktail dell’aperitivo, sempre e comunque.

Il Bitter Inside in tutta la sua meravigliosa semplicità. Voglia di un sorso??

In generale i Martini di Andrea come avrete capito sono tanti, variabili nel tempo e tutti buonissimi. Nel Martini classico vaporizza il vermouth. Lui ha un’adorazione quasi mistica per la vodka, io che sono bevitore di gin trovo pane per i miei denti e una bella selezione di gin italiani che Andrea sta spingendo recentemente. Troviamo i gin sardi di Silvio Carta: Giniu su tutti e il Giass, gin milanese “vicino di casa” dello Zinc nato proprio in Porta Romana. In realtà la bottigliera è fin troppo ampia visto che lo Zinc è un american bar classico e poco si presta alla degustazione di distillati, però chi volesse proprio intraprendere questo tipo di serata avrà molti prodotti tra cui scegliere.

La bottigliera dello Zinc, i bevitori di gin e vodka troveranno alcol per i loro denti!

Mentre degustiamo il nostro Bitter Inside, Andrea comincia a prepararci il secondo drink della serata: un bel bloody mary classico (o red snapper, la versione col gin) che arricchisce con diversi sali o con senape. Molte idee partono dalla cucina e poi diventano drink e in effetti questo si vede nelle preparazioni dello Zinc. Nel nostro caso Andrea sceglie un sale al curry, inutile raccontarvi come il profumo si sposa perfettamente col succo di pomodoro, provatelo!

I Bloodies dello Zinc sono spettacolari, anche qui sorsata d’obbligo

Intanto chiacchiero con Andrea e Lucia mentre si muovono dietro il bancone. Per lui 15 anni di carriera iniziata quasi per caso, sempre a Milano e dieci anni fa la prima grande avventura con l’apertura del Pravda insieme a Enrico Contro.
Oggi si dice felice del fatto che finalmente la clientela inizi a riconoscere la qualità e il lavoro che sta dietro un drink per quanto sia semplice, i sacrifici vengono in parte ripagati. Nello stesso tempo la maggiore consapevolezza sul Bere Bene e di qualità genera anche mode. Mode che se troppo complesse o elaborate rischiano di far passare il messaggio sbagliato che il cocktail debba contenere per forza una quindicina di ingredienti complicatissimi. In realtà qui allo Zinc succede il contrario: pochi ingredienti, massima resa anche se ci raccontano che qualche cliente vuole giocare a chi ne sa di più, ma questo sembra inevitabile al giorno d’oggi.
Per Lucia il cliente non deve avere paura di chiedere, la sartorialità del drink offre grandi possibilità per l’assaggio di nuovi sapori se il cliente lascia fare e non ha paura nel parlare dei propri gusti.

Tra un drink e l’altro arriva l’aperitivo, ricco, buono e “giusto” come piace a noi

Ecco allora comparire sul bancone lo Zinc: vodka, pompelmo, liquore ai fiori di sambuco. Il No Name: un Mule con il vostro distillato preferito e shrub al lampone. Lo Spicy Gimlet: un gimlet con sciroppo di habanero piccantissimo. E il meraviglioso Giambini, in controtendenza rispetto ai Martini della casa, è un drink a base mezcal e tequila con arancia, lime e sciroppo di habanero. Un’insolita commistione messicana in un locale di impronta russa o inglese.

E proprio dall’Inghilterra Andrea mi racconta di aver tratto ispirazione per alcuni dei suoi drink. In particolare un viaggio a Londra e un locale: l’Experimental Cocktail Club, gli hanno fornito l’intuizione per un drink freschissimo che ci fa assaggiare.

Il Fresh Tartan prevede il succo di mezzo lime, sciroppo di camomilla, cetriolo frullato con Hendrick’s Gin, albumina per montare il tutto e un tocco di peperoncino fresco. Semplicemente pazzesco. Il cocktail scende fresco su palato e gola, poi si sente l’acido, quindi il dolce della camomilla e poi, soltanto sul finale, la nota piccante del peperoncino a rafforzare e pulire allo stesso tempo.

Il Fresh Tartan, buono, fresco, un po’ piccante. Da provare!

Che dire? Io devo per forza di cose scrivere di quello che potete bere nei bar in cui avrete il piacere di andare dopo i miei consigli, parlo di drink. Vi dico però che andare allo Zinc è qualcosa di più. Lo Zinc è un bar. Sembra una frase banale ma come potete immaginare dietro c’è molto di più. E’ un bar per chi ama il bancone, per chi ama le chiacchiere con chi prepara e versa da bere, è un ponte verso bartender e altri clienti. Una festa.

Oggi Andrea questo bar lo vuole portare anche fuori. Da un anno infatti lo Zinc ha iniziato a offrire un servizio catering lato beverage che lavora con Taglio, zona Porta Genova, lato food. Da un anno l’obbiettivo di questa attività è prima di tutto far da bere bene, in qualsiasi situazione e non faccio fatica a credere che sia così.

Tempo fa avevo parlato della necessità di rompere” idealmente la bar che separa cliente e bartender, iniziare a parlarsi, non avere timore nel chiedere il drink che più ci andrebbe a seconda dei nostri gusti anche facendo gaffes. Bene qui le caratteristiche per farlo ci sono tutte: nessuno vi criticherà o giudicherà se chiederete un bloody mary con il rhum, al limite vi verranno donati dei consigli preziosissimi. Andate allo Zinc e usatelo come laboratorio su voi stessi e sullo sviluppo del vostro gusto. Andrea apprezzerà!

Zinc Cocktail Bar
via Cesare Balbo 36, Milano
Aperto dal lunedì al sabato, 18.00-02.00

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