Ada Coleman, la donna che in un mondo di uomini rese grande il Savoy

In News by Paolo VercellisLeave a Comment

Siamo al Claridge’s di Londra, è il 1899 e Ada Coleman serve il suo primo drink guidata dal responsabile vini. “Ricordo che era un Manhattan, fu la mia prima lezione”. Dopo poco tempo al Claridge’s capiscono che Ada non è soltanto una ragazza affascinata dal mondo dei drink: ha tutte le caratteristiche per diventare una grandissima bartender.

Per questo motivo nel 1903 sbarca al Savoy di Londra, il più importante bar d’hotel del mondo e lì resta fino al 1926, 23 anni da bar manager nel luogo simbolo della miscelazione a Londra. 
I suoi clienti? Mark Twain, Charlie Chaplin, il Principe di Galles oltre a migliaia di londinesi che appena possono raggiungono il Savoy per bere uno dei suoi drink e di americani che viaggiano fuori dal loro Paese in cui vige il proibizionismo.

Il Savoy a Londra, una vera e propria istituzione

Tutto questo accade in un’epoca in cui negli Stati Uniti i bartender maschi sono intorno al fantasmagorico numero di 55.000 e le barlady soltanto 147. Un’epoca in cui difficilmente le donne riuscivano ad entrare nei bar da clienti e il mondo dei drink e del bancone erano completamente dominati dagli uomini.

Ma Ada Coleman non si fa troppi problemi: in quegli anni organizza feste casalinghe indimenticabili a cui partecipano molti attori teatrali, musicisti, nobili londinesi e in cui naturalmente si beve, un sacco. I clienti dopo qualche tempo iniziano a chiamarla affettuosamente “Coley“, è nato un mito e quel mito è una donna che emerge in una società prettamente maschile e maschilista.

Negli anni in cui Ada Coleman lavora al Savoy una sera entra l’attore Charles Hawtrey che in quel periodo è sommerso di lavoro. Chiede un drink che abbia una bella forza e che sia saporito “with a punch in it!“. Coley ci pensa, ci lavora e propone uno dei cocktail che diventeranno leggenda e che restano tra i più serviti ancora oggi. Charles Hawtrey beve una miscela di gin, vermouth rosso e gocce di Fernet Branca ed esclama la celebre frase “Per Giove! Ma questo è un vero hanky-panky!”. 

L’espressione in inglese significa qualcosa di mistico, magico, ma nello stesso tempo può riferirsi a un’effusione sessuale. Questo doppio senso unito alla bontà e profondità del drink lo rendono Leggenda, tanto che il successore di Ada Coleman al Savoy e autore del “The Savoy Cocktail Book“, Harry Craddock lo inserirà nel libro attribuendolo alla Coleman.

Oggi il Savoy serve la versione originale di Ada Coleman, shakerata e nello stesso tempo un Hanky-Panky lavorato attraverso le maggiori possibilità offerte oggi dai prodotti sul mercato. Viene servito con una miscela di 4 gin, una miscela di 4 vermouth dolci, due bitter dopo essere stato invecchiato in botti di quercia americana.

L’Hanky-Panky cocktail, una meraviglia per il palato

Probabilmente Craddock non doveva essere troppo contento di avere Ada Coleman, una donna, come Head Bartender se pensiamo che soltanto una ricetta di Ada viene citata nel libro. Inoltre nello stesso periodo un’altra donna viene licenziata in tronco nel bar e Coley nell’ultimo periodo al Savoy viene relegata nel negozio di fiori dell’hotel. 

Ma nonostante il maschilismo di quegli anni la Leggenda di Ada Coleman dura fino alla sua morte, avvenuta nel 1996 alla veneranda età di 91 anni. La Coleman muore esattamente agli albori della nuova era della miscelazione, quasi a passare il testimone alla nuova generazione di barladies che la rendono grande oggi. Nel segno di una grandissima donna: Ada Coley Coleman e del suo drink più famoso: l’Hanky-Panky.

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