Monkey Cocktail bar, dalla Stazione Centrale verso il mondo

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

Questa sera per il Bar Tour di DrinkUrWay siamo in stazione Centrale e partiamo da un presupposto: il pubblico ama il Monkey Cocktail bar. Questo è fuori da ogni dubbio, la folla che troviamo ad ogni nostra visita durante l’aperitivo o nel dopocena lo attesta: qui si beve bene, a prezzi ragionevoli e si trova simpatia e spontaneità da parte di chi sta dietro il banco.

E infatti stasera in questa nostra visita veniamo accolti dal sorriso di Linda che ci fa entrare in un bell’ambiente genuino e quasi casalingo in cui Maykol, Paolo e la loro squadra saltellano dietro il bancone lavorando in velocità ma con un occhio di riguardo alla qualità

I due fratelli saltellano, shakerano, giocano per ore, qui ci si diverte!

E’ un bar particolare il Monkey: senza lista perchè i drink vengono “cuciti” in maniera sartoriale sui clienti a partire dai loro gusti ed è particolare perchè ha una strana popolazione a livello di clientela.
Data la vicinanza con moltissimi hotel della zona Stazione Centrale si affolla di ragazzi più o meno giovani in cerca di un bar interessante. Qui capita spesso sedendosi al banco di parlare inglese, spagnolo, francese in una sorta di piccola festa tra amici. Un ambiente molto informale favorito dalla propensione alla chiacchiera dei proprietari e del team.

Il bancone del Monkey e le mie chiacchiere con Maykol, qui ci si sente a casa

Il Monkey Cocktail Bar ha aperto a maggio 2014. I proprietari abitavano in Porta Venezia dove all’epoca c’erano ancora pochi bar per bere bene, allora perchè non aprirne uno?
Dieci anni prima, nel 2004, c’era stato l’anno della Scimmia secondo il calendario cinese. La stessa scimmia tatuata sul corpo di Maykol. La stessa scimmia che ritroviamo dipinta o scolpita nei numerosi oggetti che decorano il locale e soprattutto in un grande, bellissimo murales che domina il locale.
Non vedo: non vedo il male nelle altre persone. Non sento: non voglio sentire cattiverie. Non parlo: non parlo male del lavoro o delle attività altrui. Ma ecco che arriva la quarta protagonista della storiella: non vedo, non sento, non parlo ma bevo (bene). Poteva non piacerci un locale con queste premesse?

Il murales del Monkey: non vedo, non sento, non parlo ma bevo!

Qui le parole d’ordine in mancanza della drinklist sono stagionalità (si lavora solo ed esclusivamente con frutta fresca) e sartorialità (la costruzione del drink parte dai gusti del cliente e spesso è il bartender stesso a fare lavoro di interpretazione rispetto a richieste insolite).

Qui la frutta fresca è un must e c’è un po’ di maniacalità, solo così escono i migliori drink!

Testo subito l’effettiva capacità sartoriale del Monkey Cocktail Bar chiedendo qualcosa di fresco base gin, un po’ accattivante e non troppo dolce. Detto, fatto, comincio assaggiando lo Stiv-o che prende il nome dal celebre folle di Jackass (un uomo che si proponeva come esca per squali) ma anche dalla parola “estivo”.
E in effetti questo bel drink base gin è molto adatto alla stagione calda vista la sua freschezza: succo di lime, Gordon’s Gin, Angostura, sciroppo di fiori di sambuco, menta fresca e top di ginger beer. Il drink è dolce ma al punto giusto, gioca bene tra le sue aromatiche e soprattutto guadagna in profondità con l’angostura, insolita all’interno di una sorta di Mule ma che funziona molto bene.

Lo Stiv-o, un bel lungone/frescone adatto alla stagione calda in arrivo

Lo Stiv-o può essere adatto a un bell’aperitivo dopo lavoro, qui tutti i giorni viene servito un piattino con salumi, verdure con pinzimonio e le classiche patatine e olive. Dall’ora dell’aperitivo poi si va avanti fino alle due tutti i giorni, sempre sfornando drink per l’assetata clientela.

L’aperitivo del Monkey, necessario e doveroso quando si superano i due martini

Mentre assaggiamo il drink, Maykol ci racconta la sua concezione di “educazione del cliente“: si assaggia il cocktail così come è stato ideato e se piace poi si può chiedere di applicare delle variazioni. Queste varianti vanno dall’utilizzo di diversi prodotti homemade: sciroppi o infusioni di funghi, zafferano, zenzero; fino alla scelta del prodotto da inserire in miscelazione. La bottigliera lunghissima favorisce qualsiasi richiesta e soddisfa qualsiasi palato.

L’imponente bottigliera del Monkey: vanno forti sul gin e sul mezcal, provate!

Uno dei distillati che sta tornando assoluto protagonista parallelamente al gin è il mezcal, la bottiglia preferita di Maykol. I clienti si lanciano alla scoperta di questo prodotto messicano dalla storia affascinante e questa sera il nostro classico bar tour da un certo punto in poi si trasforma in una vera e propria degustazione monotematica sul mondo del Mezcal.
In particolare il drink che assaggio è il Loboutin Martini. Questo nome così curioso è dovuto al fatto che dato il carattere tendente al “sapor di cuoio” del Mezcal, il drink andrebbe bevuto da una scarpa. Ma essendo il Martini elegante la scarpa non potrebbe che essere una Loboutin
Qui non ci sono ingredienti nè tipologie di preparazione: si usa un ottimo Mezcal e lo si raffredda!

Me lo preparano ma fanno una raccomandazione: mai bere il Loboutin prima di cena!

Il drink gioca ovviamente sulla qualità del Mezcal utilizzato, in ogni caso è devastante e non per tutti, diciamo che va bevuto con cautela essendo di fatto distillato raffreddato. Ma può essere un ottimo modo per andare alla scoperta del prodotto meraviglioso che è il Mezcal. Noi abbiamo iniziato il percorso da Amores, uno dei preferiti del Monkey Cocktail Bar. Amores fa una grande ricerca innovativa per rendere il Mezcal meno graffiante senza perdere il suo carattere distintivo, utilizza Agave Cupreata ovvero un’agave che acquista un colore bronzeo col sole. 

Il mio viaggio nel Mezcal comincia con Amores, un nome un destino

L’utilizzo di questo prodotto e degli altri della linea Amores ha molto senso in quanto si tratta di un Mezcal morbido ma di carattere che non si perde in miscelazione ed è adatto a tutte le preparazioni. Noi lo assaggiamo nel Mezcalina, un drink a base cetriolo, granatina, Mezcal in cui il bordo del bicchiere viene salato con il Sal de Gusano, un sale aromatizzato con il verme che si trova sulle piante di agave, polverizzato.
Lo assaggio in versione baby drink in quanto il Loboutin ha mietuto me come sua vittima.

Il Mezcalina, notate il sale di verme sull’orlo del bicchiere!

Il cetriolo e la granatina si sposano in un sapore che ricorda l’anguria e che sta benissimo col Mezcal, è un drink da provare e riprovare ma noi per questa sera siamo giunti alla fine del nostro viaggio alla scoperta di questo locale e del mondo dei distillati d’agave.

Dovreste andare al Monkey Cocktail Bar per diversi motivi: primo fra tutti che è stato aperto da due ragazzi che sognavano di avere un bar da quando bevevano al bancone di Dario Comini al Nottingham Forest da piccoli e oggi hanno realizzato il loro sogno. Secondo perchè qui si beve bene, c’è un lavoro di ricerca continuo e Paolo e Maykol pensano che sia necessario per dare un senso a questo mestiere. 

Quando vi siederete al banco, oggi unico appoggio ma presto il locale si allargherà, vi consiglio di lasciarvi guidare negli assaggi e soprattutto di chiedere, chiedere, chiedere informazioni su drink e bottiglie che il team del Monkey sarà felice di darvi. Ultimo suggerimento? Provate tutti i loro Bloody Mary, sono pazzeschi!

Monkey Cocktail Bar
via Napo Torriani 5, Milano
aperto tutti i giorni dalle 17.30 alle 2.00

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