Drinkurway meets Zero Bar Marathon: il racconto della terza tappa

In News by Paolo VercellisLeave a Comment

Continua la carrellata di immagini e sensazioni per raccontarvi che cosa sia stata questa settimana vissuta nel segno della Milano Bar Marathon, una settimana in cui insieme agli amici di Zero abbiamo visitato metà dei bar che hanno partecipato all’evento del 23 e 24 giugno al Base Milano. Un appuntamento ormai annuale che col crescere della cultura sulla miscelazione raccoglie sempre più appassionati e addetti ai lavori e si pone come evento centrale della Milano da bere bene che tanto ci piace e di cui ci facciamo fieri ambasciatori.

In particolare vorrei raccontarvi le scoperte e conferme che ho fatto mercoledì sera nel percorso che ci ha portato da Brera fino al cuore dell’Isola. L’appuntamento iniziale era al Tibi Bistrot Provencal nel cuore di Brera, in via San Fermo 1. Con il nostro fotografo, Seba, siamo arrivati col consueto ritardo che è un po’ il marchio di fabbrica di DrinkUrWay (naturalmente è sempre colpa sua).

I Bartender del Tibi Bistrot Provencal

Non ero mai stato al Tibi e devo dire che ve lo consiglio e che ve lo racconteremo molto presto su queste pagine. L’idea originale di coniugare la cucina provenzale a drink con profumi e sapori in abbinamento al cibo è molto apprezzata dal pubblico e infatti abbiamo trovato il locale pieno.

Per questa Bar Marathon 2018 Davide Resmini e Francesco Palma del Tibi hanno scelto di preparare il Bonfire Dreamin’. Il distillato scelto è il gin quindi troviamo un estratto di zenzero affumicato, una goccia di erba di fuoco (un digestivo alle erbe), lime e un top finale di birra e radler allo zenzero rosso. 

Bonfire Dreamin’, Tibi Bistrot Provencal

Come potete immaginare il drink è molto aromatico e fresco grazie alla presenza dello zenzero, non abbiamo trovato molta persistenza e profondità proprio perchè l’impronta primaria è la freschezza, tuttavia addentando il marshmallow profumato di mare mentre si sorseggia il drink ecco arrivare l’impatto che mancava. A noi il drink è piaciuto molto!

Nemmeno il tempo di dare l’ultimo morso al marshmallow che già i tamburi battenti di Zero chiamano, bisogna muoversi verso il locale successivo. Salutiamo il Tibi Bistrot Provencal con la promessa di ritornarci presto e andiamo verso il Dry, la nostra prossima tappa.

I maratoneti in cammino immortalati da Seba

Dry che per questa Bar Marathon ha scelto di portare un drink fresco, fruttato ma soprattutto colorato da vari layers rossi, gialli e verdi perchè anche l’occhio vuole la sua parte! Il drink, preparato da Beatrice Rocco, è a base gin arricchito con chartreuse, triple sec dry curacao, lime, ananas fresco pressato a freddo, un float di tè all’ibisco e zafferano e gocce di Aphrodite Bitter. Inutile dire che come già avrete capito dagli ingredienti il drink è una bomba!

Beatrice Rocco termina la composizione del drink e la sete cresce

Al Dry ci trattano benissimo tra focacce (spettacolare quella con il vitello tonnato) e una meravigliosa pizza napoletana che divoriamo, letteralmente, ci fermeremmo qui a oltranza vista anche l’estetica del locale e la sensazione di trovarci in un luogo elegante e senza tempo ma è già ora di andare. Prossima tappa un altro locale “storico” della zona: il Blenderino.

Qui troviamo un bartender eclettico, Gabriele Ongaro, che prepara per noi il Sai Ke Fresh. Sicuramente innovativa l’idea di proporre il Sake (che personalmente mi piace un sacco) in miscelazione con del rhum per un gusto insolito. 

Gabriele from Blenderino prepara il Sai Ke Fresh con Havana e sake infuso

Il Sake viene infuso con del Lapsang Tea, un tè cinese dalle foglie affumicate, quindi miscelato con rhum Havana club, limone, zucchero e un top di soda. E’ un drink all’apparenza semplice, quasi trasparente ed etereo ma dal fantastico gusto affumicato e aromatico grazie alle note del Sake. 

Dopo questa botta di fresco il tour non si ferma, siamo a metà tour e i presenti cominciano ad ingranare la serata. Ci attende uno degli american bar più belli ed eleganti di Milano: l’Octavius Bar at the Stage. Ci troviamo in piazza Gae Aulenti, cuore pulsante della nuova Milano, quell’angolino di città in cui ogni volta che passo ho la sensazione di trovarmi a Londra.
E in effetti l’ambiente dell’Octavius è molto londinese, elegantissimo e all’apparenza eccessivamente formale, in realtà si dimostra un locale con due bartender assolutamente informali e sciolti con cui scambiamo chiacchiere e idee.

Ci servono un grande aperitivo a base di fritti di qualità e assaggiamo il drink a cui Gabriele Tammaro ha pensato per questa Bar Marathon. Si tratta del Radler senza Birra, un drink fresco ed elegante nel pieno stile del locale. 

Il Radler senza birra e la sua golosa presentazione

Per questo drink che ricorda il gusto fresco della birra e quello del the, Gabriele ha miscelato Fernet Branca, Amaro Ramazzotti, Cynar e China chiarificati. Quindi li ha uniti al liquore al thè T+, limone, zucchero e soda Schweppes aromatizzata al luppolo (senza birra appunto). Il drink è allo stesso tempo semplice e complesso, ricco di ingredienti ma anche immediato nel gusto e molto beverino, ci è piaciuto molto e ci ha pienamente convinti, poi diciamo che berlo a un bancone così prestigioso con un simile servizio ha aggiunto molto all’esperienza del drink!

Ci guardiamo in giro un’ultima volta per osservare gli interni dell’Octavius e ripartiamo, tra poco entreremo nel quartiere Isola, uno dei nuovi centri del bere miscelato milanese.

E la nostra prima tappa all’Isola non può che essere un bar che negli ultimi vent’anni ha segnato la vita e le passioni di questo quartiere: l’Opera33 di Terry Monroe. Se non siete mai stati all’Opera33 vi consiglio di andarci: è un posto magico, in perenne cambiamento a seconda delle stagioni, con una proprietaria geniale ed eclettica sempre pronta a consigliare e guidare il cliente.

Terry Monroe al suo bancone dell’Opera ci prepara il Minerva

Per questa Bar Marathon Terry ha pensato al Minerva, un drink che ricorda i sentori del biscotto pan di zenzero. All’interno del drink troviamo Calvados, sciroppo di pan di zenzero, zenzero fresco e un nuovo prodotto uscito quest’anno by RedBull, una ginger ale Organics.

Il Minerva dell’Opera33, il gusto dello zenzero è amplificato e valorizzato

Il drink è un po’ dolce rispetto ai gusti di chi scrive ma buono, sicuramente lo zenzero è ben valorizzato e il gusto del calvados percepibile. Dopo quest’altro assaggio cominciano le difficoltà per il team dei Maratoneti di questa terza serata ma ci manca una tappa! 

Procediamo faticosamente verso il centro dell’Isola passando per il quartiere, vivissimo anche di mercoledì sera. Qui i locali ormai non si contano, uno però c’è da un po’ e ha molto successo: è il The Botanical Club di via Pastrengo. Vengo spesso qui a bere Martini con il fantastico gin Spleen et Ideal, il gin distillato in via Pastrengo di cui vi abbiamo parlato tempo fa nell’articolo sull’Ideal.

Per questa Bar Marathon il The Botanical Club ha voluto portare un drink a base Spleen et Ideal miscelato con profumato riesling, vermout Lillet Blanc, Sherry Fino e Sugar Oil.
Il drink è eccezionale, un Martini profumato sul genere che amo, perfettamente bilanciato e bello forte pur nella sua dolcezza di fondo, insomma il modo degno di finire una grande serata.

E guardate che presentazione per questa Spleen’s Cup!

E’ giunto il tempo di terminare il nostro racconto causa fatica alcolica raggiunta, vi ricordo però che potete visitare tutti gli articoli sulla Milano Bar Marathon 2018 visitando la nostra area dedicata!

A presto con la quarta tappa!

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