Drinkurway meets Zero Bar Marathon: il racconto della quarta tappa

In News by Paolo VercellisLeave a Comment

In questo quasi luglio, quasi Dry July per noi di DrinkUrWay, continuiamo a raccontarvi i percorsi fatti durante la settimana della Bar Marathon arrivando così alla quarta tappa, quella che ci ha condotto dal nord di Milano fino ad ovest in un giro di 5 bar con i loro drink presentati. Percorso fatto come sempre con gli amici di Zero nel Team1 capitanato da Simone.

Il Capitano colto in un momento tra riflessione e sconforto. Ne mancano ancora 3!

Alla quarta, ragazzi lo ammetto, eravamo un po’ provati. Diciamo che dopo 3 serate e una media di sei cocktail bar a serata il peso dell’alcol e quello della responsabilità di arrivare a domenica hanno cominciato a farsi sentire. Gli unici a crederci ancora erano l’implacabile Simone e il nostro Seba, pronto fin dalle prime ore del mattino e carichissimo durante la pausa pranzo con la dichiarazione impegnativa “stasera ne bevo due a locale“.
Nel tour di cui leggerete tra poco abbiamo avuto una bella sorpresa che ci ricorderemo a lungo e che torneremo a trovare molto presto: la splendida cena al Ghe Sem e già che c’eravamo abbiamo immortalato pure quella.

I ravioli del GheSem sono una roba che voi non potete immaginare, più li guardo più li rivoglio!

Ma veniamo a noi. Come sapete noi arriviamo in ritardo, sempre. E così è stato anche in quel giovedì sera da Maratoneti: talmente in ritardo da non riuscire a beccare Simone e i ragazzi di Zero alla prima tappa al Garage Italia. Ma con un rapido messaggio su Whatsapp, Simone mi scrive “ok ma non raggiungeteci subito, provate il drink“.
E cosa si poteva fare? Abbiamo ubbidito. E che drink era? Quello che poi avrebbe vinto la Bar Marathon!

Garage Italia è un posto veramente figo, arredato secondo le idee di Lapo Elkann e del suo team si è imposto come uno dei locali più celebri del buon bere e buon mangiare milanese nonostante la posizione un po’ defilata rispetto alle “solite” zone e alla recentissima apertura.
Ci troviamo in piazzale Accursio dentro un ex benzinaio a forma di astronave e già la location è pazzesca.
In più da qualche mese si sono muniti di un Andrea Arcaini e chi lo conosce sa cosa intendo: una certezza. Andrea io l’ho conosciuto ai tempi di Santeria e mi ha praticamente iniziato insieme a Fabio Spinelli del Portal al bere miscelato. Potrei quasi dire che le pagine di DrinkUrWay si devono a questi due personaggi della Milano da Bere Bene.

Andrea Arcaini, andate a trovarlo a Garage Italia!

Ma al di là dell’affetto e dei saluti dicevamo di me e Seba al bancone. Andrea ci prepara subito il drink pensato per la Bar Marathon: il Garage Garden. Io lo vedo mentre Seba fa le sue solite cento foto e penso: “ecco con questa presentazione arriverà tra i primi”. Dal colore rosso intenso del drink, alla texture, il ghiaccio sopra a coprire e il garnish: tutto è studiato e combinato alla perfezione.

Il Garage Garden in tutto il suo splendore. Non lo sappiamo ancora ma vincerà la Marathon!

Per questo Garage Garden Andrea ha miscelato scotch whisky, vermouth, assenzio, zucchero, limone, succo di mela verde, estratto di barbabietola ed estratto di finocchio. La densità colpisce immediatamente così come la percezione contemporanea di tutti gli ingredienti dolci e acidi perfettamente bilanciati. E’ un drink in cui c’è tutto: affumicato, dolce, aspro, forte, fresco e vegetale. Vedo un Sebastiano che nonostante la commozione resta impassibile, lo guardo con orgoglio: alle prime uscite per DrinkUrWay esaltava troppo i bartender!

Andrea Arcaini ci mostra il resto di Garage Italia e andateci tutti, assolutamente, è un posto pazzesco! Purtroppo siamo già ai saluti finali perchè intanto ci attende un impegnativo bar tour quindi ripartiamo alla volta della Triennale.

Arriviamo e ci perdiamo, malissimo. Vaghiamo tra i corridoi per venti minuti poi troviamo finalmente il dream team di stasera così composto: from Zero Simone e Bruna, from DrinkUrWay Clarissa, Sofia, Seba e me. Capisco subito che la serata naufragherà e infatti nemmeno il tempo di capire dove sono e ho già in mano il drink su cui non riesco nemmeno a prendere appunti. 

Il giardino della Triennale è perfetto per l’aperitivo estivo, un giusto mix tra eleganza e informalità e soprattutto possiamo avvalerci di un ottimo bartender che ho conosciuto durante questa Bar Marathon: Rogger Prieto. Per questa Milano Bar Marathon ha pensato ad un drink speciale: El Dorado. Occorreva freschezza e come portarla se non con tequila e frutta tropicale?

Rogger è un ottimo bartender ed è stato accogliente, grande drink!

El Dorado si fa con la tequila, cointreau, succo di guava, lime, nettare d’agave e paprika affumicata a dare piccantezza e sapore. A decorare rosmarino e lime. E’ il classico drink che scoli e dici “ah buonissimo, altri 38 grazie!”. Se l’obbiettivo era portare una botta di freschezza e di tropici alla Triennale ci sono riusciti in pieno e a noi è piaciuto molto!

El Dorado, freschezza e colori per un drink in giardino

La pausa Garden più giardino ci ha rigenerati e sentiamo una strana, antica sensazione. All’inizio non capiamo bene che cos’è, sicuramente dopo questi 3 giorni non sarà sete, poi Clarissa dice la parola magica: “Fame.” La dice proprio così, col punto, e noi tutti ubbidiamo.
La prossima sosta si presta allo scopo, stiamo per visitare il Ghe Sem, un posto dove sono già stato diverse volte e che propone ravioli cinesi a vapore ma con ripieni italiani o ripieni gourmet. Più, naturalmente, una serie di drink infinita proposta da Giovanni Parmeggiani e il suo staff.
Il locale è in via Vincenzo Monti, noi lo raggiungiamo a piedi e comincia l’esperienza che forse mi è piaciuta di più tra tutte quelle vissute questa settimana!

Appena seduti ci preparano il drink a cui Giovanni ha pensato per questa Bar Marathon: il BarriCurry. Il rum viene miscelato con grappa barricata, liquore all’arancia Solerno, lime, sciroppo al curry, orzata di combava e gocce di Pimento bitter. Si tratta di un drink dai caratteri molteplici: fresco ma molto aromatico e sicuramente da riassaggiare per coglierne ogni sfumatura.

Il BarriCurry, bellissima la presentazione con il fiore edibile

E qui inizia un trionfo culinario che esalta tutti noi maratoneti. Giovanni dopo una nostra richiesta di “assaggini” fa uscire dalla cucina una quantità di ravioli proibitiva tra cui spiccano quello alla Parmigiana (che mi viene rubato a tradimento ma non rivelo da chi), quello Cacio e Pepe, commovente e quelli di vari tipi di pesce impreziositi da perle di soia o di yuzu. Viviamo una specie di estasi sensoriale mista a ubriachezza che in breve culmina con una magia da parte del Ghe Sem. Questa.

La magia del Ghe Sem: un raviolo al cacao ripieno di cioccolato e uno shottino misterioso

Non vi dico che cos’è di preciso, dovete andare a mangiarlo. Sappiate che è un dolce ed è la cosa più cioccolatosa che io abbia mai mangiato. E di cioccolato nella vita ne ho mangiato parecchio. Quello shottino invece era incredibile ma mi sfugge completamente cosa ci fosse dentro, so che era un po’ caffettoso e piacevolmente asprino.

Insomma come avrete capito dal mio entusiasmo il Ghe Sem mi è piaciuto un sacco e ve lo racconteremo presto sulle nostre pagine, purtroppo soltanto dal lato drink ma direi che non caschiamo così male!

A questo punto voi vi dovete immaginare (purtroppo non abbiamo testimonianza causa momentanea paresi del fotografo) sei persone ad un tavolo che stanno bevendo dalle sette di sera e che dopo una cena impegnativa tentano, alle dieci, di alzarsi da un tavolo.
Diciamo che c’era la volontà ma non la voglia e così abbiamo accumulato un ritardo incredibile verso la tappa successiva: il Sakeya!

Parlare del Sakeya per me è complicato, non dovrei fare preferenze ma tutto sommato chi se ne frega dell’imparzialità, sono blogger mica arbitro.
E quindi lo dico, per una serie di fattori il Sakeya è il posto dove vado a bere più volentieri a Milano, ormai da un anno.
Il contesto, il bartender, il personale, le bottiglie, il bancone e i drink mi fanno sentire in una casa meravigliosa in cui tutto è elegante, silenzioso ma anche molto informale nella conversazione fatta a bassa voce ma amichevole.
Per me tutto questo è quello che dovrebbe esserci in ogni bar e io l’ho trovato qui (ma continuo ad esplorare eh!).

Il Sakeya e tutti i suoi piccoli dettagli

Alessio Simonini ci dà il benvenuto in questa casa a cui tiene molto, anche lui ha partecipato a questa Milano Bar Marathon. E l’ha voluto fare con un drink inatteso, già dalla sua presentazione a cui si sono uniti ingredienti inusuali per chi non conosce il mondo Sakeya.
Il Natsu è preparato con gin Akori, Yuzushu Sake allo yuzu, liquore al chinotto, succo di pompelmo, zucchero e soda Sakeya.

Alessio Simonini prepara il Natsu al bancone del Sakeya

Il drink è fresco e dissetante ma non eccessivamente semplice, le note amarognole degli agrumi rendono complesso il sapore e richiamano subito un altro sorso. La presentazione di Alessio è stata in una bottiglietta da soda con biglia in modo da degustare il drink a piccoli sorsi, con la bottiglia avvolta in un giornale. La chicca? Il giornale era giapponese!

Il Natsu e la sua presentazione, uno spettacolo!

Si starebbe per ore in questo luogo senza tempo e spazio, ma siamo in via Cesare da Sesto ed è tardissimo, ci manca ancora un locale! Pochi passi dal Sakeya ed eccoci alle Biciclette, un locale molto noto a Milano per i suoi aperitivi e le sue serate.

Le Biciclette e il mitico palloncino di Zero che ci ha guidato in queste serate di Bar Marathon

Per questa Bar Marathon 2018, Alessio Miraglia ha pensato al Summer Bike che per questa serata sarà il nostro ultimo assaggio. Cocktail dal carattere dolce adatto per un aperitivo o per accompagnare un dessert, il Summer Bike contiene Vermouth Martini Ambrato, Midori, Sciroppo all’amarena, bitter al rabarbaro e un top di prosecco

Il Summer Bike delle Biciclette

Ormai provatissimi concludiamo qui la nostra quarta serata di Bar Marathon e il nostro racconto che speriamo vi sia piaciuto come gli altri! A questo punto resta soltanto la quinta serata da raccontarvi con le bellissime foto di Seba.
Io vi consiglio di visitare i locali di cui vi ho parlato e di continuare a seguire il nostro speciale Bar Marathon, solo così potrete fare i fighissimi con i vostri amici e sapere sempre dove andare a bere bene!
Perchè ricordatevelo: c’è vita oltre lo spritz!

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