Mixology Bar, tornare alla tradizione per innovarla

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

Lo capisci già da fuori. Il Mixology Bar by Gianluca Amoni è essenziale. Essenziale nel nome, essenziale nell’aspetto. E badate bene “essenziale” non significa spoglio o scarno di contenuti, anzi. 
Se pensiamo ai bar più famosi al mondo, l’Harry’s Bar a Venezia, la Bodeguita del Medio a L’Havana, non troveremo grandi sfarzi, non troveremo apparenza. 

Essenzialità e passione, due ingredienti fondamentali

Perchè un bar dev’essere prima di tutto contenuto, sostanza, parola, racconto di ciò che si fa. Ecco, Gianluca Amoni è uno a cui piace molto raccontarsi. Si racconta attraverso i suoi drink, prima di tutto, ma anche tutto il suo modo di essere come persona e dietro il banco racconta molto di lui, si potrebbe dire che è un bartender vecchio stile. Miscela cordialità e giusto distacco, una narrazione che lascia sempre qualcosa di segreto, di non detto per incuriosire il cliente.

Anni dietro il banco e un lavoro di scoperta pressochè infinito, oggi ha dietro il banco strumenti per spaziare dal molecolare fino ai nuovi gastro-drink eppure dice “A me piace fare l’Americano e il Martini” (poi in effetti ce li farà entrambi a regola d’arte). E dopo poco capisco perchè: perchè qui nonostante ci si trovi in un luogo elegante con i bartender vestiti in modo impeccabile, c’è una regola ferrea, forse l’unica. Umiltà
Me la ripete cinque o sei volte nel corso dell’intervista questa parola e si vede che ci crede fermamente.

Gianluca al suo bancone

Oggi siamo a trovarlo qui al Mixology Bar dove è sbarcato da un anno nel ruolo di consulente, formatore e, come ama dire di sè stesso “come bar back”. Il Mixology Bar apre un anno e mezzo fa come costola della vineria che oggi occupa tutto l’angolo interno del Parco delle Basiliche. Nasce come classico bar, gelateria e cioccolateria vecchio stile. Poi 3 mesi fa arriva Gianluca per una consulenza che trasformi quella cioccolateria in un cocktail bar. Giusto il tempo di ambientarsi e Gianluca Amoni arriva con la prima rottura rispetto al passato: non ci saranno vini nè birre, qui si serviranno solo drink.
Capite bene che digerire la cosa per chi aveva un’enoteca non dev’essere stato facilissimo ma così è, oggi al Mixology Bar si fanno drink, esattamente quello che ti aspetti dal nome del bar.

Il team del Mixology Bar Milano

Il locale è piccolo ma disposto su più livelli.  Al piano terra il bar, alcuni posti a sedere e un dehors che affaccia direttamente sulle Basiliche, molto scenico. Al piano di sopra una sala da una quindicina di posti e al piano di sotto arriverà una sorpresa il prossimo inverno, non ci svelano nulla di più! 

Il bancone del bar arriva da un altro tempo: è un bancone in marmo toscano scuro del 1919, bello e comodo. Dietro di lui, dietro la testa di Gianluca, parla anche la bottigliera. E ci dice intanto che qui l’impronta la dà la grande liquoristica italiana con un occhio di riguardo alla Lombardia. Insomma chi ha scelto cosa mettere in bottigliera ha detto “occhio che qui si beve bene e per farlo scegliamo prodotti da un certo target in su”. Questo aspetto naturalmente si riflette su una serie di fattori quali tipologia della clientela, ambiente e, naturalmente, drink cost.

In un bar del genere, disponendo di una figura come Gianluca, la cosa migliore è farsi consigliare e guidare nell’assaggio e così faccio nel corso di questa intervista. Il primo drink che provo è autobiografico: il Siciliano a Milano. Si tratta di un bel twist su un Americano, perfetto per l’aperitivo e prevede amaro Averna, Bitter e i profumi di salvia, rosmarino e arancia.

Il Siciliano a Milano e la sua guarnizione

La cannuccia rispetta le regole dei progetti nati quest’anno per l’eliminazione delle cannucce di plastica, iniziativa lodevole che vi invito a scoprire qui: https://thelastplasticstraw.org/
La cannuccia di Gianluca in questo caso è uno zito, pasta cava che non si bagna e resta bella rigida durante la bevuta.
Bere con Gianluca Amoni significa inventare e scoprire ed ecco che mentre sorseggio il Siciliano mi parla di un’altra specialità della casa che se vogliamo potrebbe essere un twist sul twist: il Negroni d’Altavilla
Qui l’amaro di Carrubbe si unisce al fico d’india per un gusto tutto siciliano, quindi bitter, gin Whitley Neill e profumo di mandarino e rosmarino completano la sicilianissima opera.

L’Americano in preparazione

Al Mixology Bar si fa ampio utilizzo di prodotti home made che nascono dalla fantasia del bartender. Una delle ultime idee è il vermouth autoprodotto a cui si uniscono sciroppi, succhi e profumi. Sempre alla ricerca di sapore e di qualità con una selezione molto attenta alle materie prime. Tutto viene realizzato seguendo due regole principali: piena e continua collaborazione con la cucina del locale e stagionalità.
E quando troviamo dei prodotti scelti e selezionati non home-made scopriamo dei succhi molto particolari (guanabana, mallea, passion fruit) e molto buoni e un mosto d’uva commovente.

Intanto proprio dalla cucina arriva il nostro aperitivo. Al Mixology Bar arriva sempre un piatto di assaggi freddi gourmet dalla cucina e poi un piccolo piatto caldo, il tutto varia sempre. Questa sera come assaggi freddi arrivano blinis di salmone, tartine con ottimi affettati e una freschissima caprese al cucchiaio rinfrescata dal melone.

Lasciatevi tentare dall’aperitivo perchè cambia tutti i giorni!

Soddisfatto del primo drink mi informo sulle specialità della casa ed ecco che scopro che il Mixology Bar è una specie di centro mondiale per il Martini. Il primo? 
L’Alice guarda i gatti e i gatti bevono il Martini” (giuro che si chiama così!). Qui la colatura di alici gioca con i sapori secchi del Martini in un’unione da applausi.
Io resto su un Martini meno esagerato ma comunque particolare e procedo con il “Contro il logorio della vita moderna“, chiaro riferimento a una pubblicità Cynar di qualche anno fa. Qui il vermouth del Martini viene sostituito dall’amaro Cynar e al posto di oliva, twist di limone o cipollina del mitico Martini Gibson troviamo un appetitoso cetriolino.

Un Martini che mi ricorderò a lungo

Confesso, come ormai saprete, di essere cultore e grande assaggiatore di Martini ma questo mi ha lasciato davvero stupefatto e soddisfatto, scrivendone adesso lo riberrei e non mi capita spesso. 

Arriva anche la seconda parte di aperitivo in cui al Mixology Bar si superano: risotto giallo al salto con coniglio e il suo sughetto! Un vero e proprio secondo piatto presentato come aperitivo, buonissimo.

La seconda parte dell’aperitivo è commovente

Un ormai lanciatissimo Gianluca vorrebbe lanciarsi in un drink che preveda tra i suoi ingredienti il sughetto del coniglio ma sarà per la prossima volta!
Di fianco a me il nostro fotografo Sebastiano intanto si concede un drink inventato al momento da Gianluca. Un velocissimo Campari shakerato con bitter al rosmarino e succo di guanabana, geniale.

Velocità, colore, gusto. Gianluca ci hai convinti!

Ne assaggio due sorsi con Sebastiano che mi guarda malissimo e devo dire che se fai centro con un drink di questa semplicità per me vinci tutto. Insomma, nonostante il Mixology Bar abbia aperto da poco e ci siano ancora alcuni aggiustamenti in corso è un posto che mi sento di consigliarvi per un aperitivo o un dopo cena, con la raccomandazione di affidarvi al percorso di gusto che Gianluca e il suo team sapranno sicuramente farvi apprezzare come hanno fatto con noi!

Mixology Bar
via Pio IV, 3 Milano

Leave a Reply