Drinkurway meets Zero Bar Marathon: il racconto della quinta tappa

In News by Paolo VercellisLeave a Comment

Devo confessarlo: arrivati alla quinta tappa della Milano Bar Marathon eravamo veramente provati. All’inizio avevamo addirittura annunciato l’intenzione di restare a casa che “tanto i locali di Lambrate li conosciamo“. Poi, fortunatamente, ha prevalso il buon senso e abbiamo regolarmente partecipato anche alla quinta ed ultima tappa di questa infinita Maratona che poi ci avrebbe portato all’evento vero e proprio sabato e domenica.

Percorso casalingo per noi di DrinkUrWay, in giro per Lambrate e Città Studi. Il ritrovo era in uno dei nostri locali preferiti per le serate in cui vogliamo bere bene, elegante e fantasioso allo stesso tempo: il Drinc Cocktails & Conversation di Luca Marcellin in via Plinio. E proprio da lì abbiamo cominciato trovandoci con gli immancabili Simone e Bruna di Zero
Sebastiano pur avendo gli occhietti ormai ridotti a due fessure come il sottoscritto è riuscito anche stavolta a portare a casa degli scatti degni di nota.

Luca sorridente al bancone del Drinc

Per la Milano Bar Marathon 2018, Luca ha pensato a un drink abbastanza estivo ma comunque complesso grazie all’utilizzo di Chivas Regal Extra, un whisky importante. Il cocktail si chiama Schhhh… ed è fatto con whisky, lime, sciroppo fatto in casa con dragoncello, citronella e scorza di pompelmo, bitter alla vaniglia e per finire un top di Schweppes Premium tonica al pepe rosa

il Schhhh e la sua bellissima presentazione in coppa

Come potete immaginare si tratta di un drink molto aromatico visti i numerosi spunti profumati, eppure la freschezza non si perde e anzi viene esaltata. Perfettamente bilanciato tra note calde, fresche e amare il Schhhh ci è piaciuto parecchio ed è un drink per ogni stagione. Oltre ad essere veramente, veramente bello esteticamente.

Con una partenza così si prospetta una grande serata e in effetti lo sarà. Vi ricordo che fino a questo momento la “regola” della Bar Marathon era quella di assaggiare soltanto i drink pensati per la Marathon stessa e soltanto mezzo drink a testa.
Benissimo, alla quinta tappa questa regola è improvvisamente saltata e questo spiega anche il ritardo di questo articolo.

La situazione degenera quasi subito al nostro arrivo al Bar Basso, una vera e propria istituzione in quel di Milano. Qui Seba (o forse il colpevole sono io) pronuncia per la prima volta la famosa frase “bè siamo al Basso, uno Sbagliato non ce lo facciamo?”. Da quel momento in poi finirà in tragedia, ma per ora restiamo concentrati sui drink.
Per questa Milano Bar Marathon 2018 Maurizio Stocchetto del Bar Basso ha pensato al Mandrillo, un cocktail semplice (vodka, succo di pompelmo, sciroppo di lampone) ma molto efficace.

Il Mandrillo in tutta la sua freschezza e semplicità

La Leggenda che sta dietro al nome ce la racconta Maurizio stesso. Un racconto che spazia tra il Basso nella sua versione anni ’70, un drink che d’estate aveva sostituito il classico vodka Martini e numerose gravidanze sbocciate a fine estate (si dice a causa dello stesso drink). Insomma dopo simile presentazione non potevamo non assaggiarlo e così abbiamo fatto!

Non sappiamo o per lo meno non sappiamo ancora se gli effetti del Mandrillo hanno colpito nel segno, sicuramente il Negroni, l’Americano e lo Sbagliato ingurgitati l’hanno fatto!

E qui arriva il cedimento strutturale mio personale della settimana e improvvisamente saluto tutti e vado a casa. Ovviamente vengo rimproverato e redarguito e tra i rimproveri c’è quello telefonico del soggetto di cui sentirete parlare tra poco: Riccardo Corbetta. La tappa successiva sarebbe proprio l’Harp Guiness Pub di Piazza Leonardo in cui Riccardo lavora. Per cui, cazziato, volo a casa, riacquisisco sembianze umane con una doccia fredda ed esco nuovamente.

Non voglio discutere con un uomo dall’espressione così truce!

Arrivo, trafelato, all’Harp e ad attendermi c’è il Ruby So Hop, il drink pensato da Riccardo per questa Bar Marathon. E’ un altro drink fresco e beverino ma con uno spunto interessante: la birra IPA bella amara a dare un tocco finale. Quindi nel Ruby So Hop troviamo: rum bianco, Porto ruby, citrus mix a base pompelmo rosa e limone, zucchero e il top di birra IPA

Il Ruby So Hop con il suo invitante top di birra IPA

Come potete immaginare il Ruby So Hop non sarà l’unico assaggio che faremo all’Harp ma sorvoliamo, sicuramente mangiamo uno degli incredibili panini di Angelo Corbetta che ci restituisce un po’ di vita.

E’ giunto il momento di salutare il nostro capitano di questa settimana, Simone, che continua il tour mentre noi ci spostiamo a quello capitanato da Martina che sta raggiungendo un altro locale che amiamo molto: il Kanpai in via Melzo.

Arriviamo appena in tempo per il servizio del Golden Boy, il drink pensato da Samuele Lissoni per questa Milano Bar Marathon 2018. Il whisky Nikka Coffey Grain si unisce a limone, bitter al pepe di Sichuan, sciroppo di miele e wasabi e top di ginger ale.

Samuele Lissoni prepara letteralmente una sfilza di Golden Boy

Questo drink è quello che personalmente mi ha colpito di più nel corso di questa Milano Bar Marathon 2018 insieme al Garage Garden di Andrea Arcaini di cui vi avevo parlato qui (e che poi in effetti ha vinto la Marathon).
Il sentore finale di wasabi è fantastico e rende l’esperienza della bevuta lunga e persistente. Prima la freschezza del limone e la forza del Nikka si combinano alla perfezione come super preparazione ai sentori finali. Insomma il Golden Boy è un drink che funziona e che speriamo di ritrovare nella lista di Kanpai.

A questo punto siamo stanchi ma carichissimi: ci avviciniamo alla conclusione di questa incredibile settimana e di questa quinta tappa. E siamo felici perchè si conclude in un locale in cui spesso noi stessi terminiamo i Bar Tour. Sto parlando dell’Atmosphere American Pub di via Eustachi!

Non potevamo che chiuderla qua: da Mr. Matteo Ciammella!

Per questa Bar Marathon, Matteo Ciammella ha pensato al The Last Sour, un altro dei drink molto ben riusciti dell’evento a mio parere. Matteo ha lavorato su un classico whisky sour dandogli un’anima in più con il Mezcal. Il The Last Sour è fatto con Bourbon, Mezcal, sciroppo d’acero, limone spremuto e gocce di Aphrodite Bitters. Buonissimo!

The Last Sour, e in effetti è stato davvero il last drink per noi!

Giungiamo così alla fine del racconto di questa incredibile cinque giorni che speriamo vi siate goduti anche senza poter assaggiare attraverso le fotografie di Desirée e Sebastiano
Non posso che ringraziare tutti i bartender per la pazienza ma soprattutto i ragazzi di Zero che per una settimana ci hanno sopportato e supportato e fatto scoprire nuovi locali e nuove idee dietro i banconi della città. 

Vi invito ovviamente ad andare a trovare tutti i 25 locali di cui vi ho parlato in questo grande racconto su DrinkUrWay e di farci sapere come è andata in ognuno!

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