Millemisture: nel quartiere Isola si beve bene, tra ingredienti naturali e dialoghi con la cucina

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

“Che cos’è l’essere un buon barman? Sapere quanto poco noi sappiamo“. Così scrive Elvezio Grassi, autore di “1000 Misture” nel 1936. Il libro di Grassi esce in un periodo in cui la miscelazione si unisce in un connubio di colori e sapori al Futurismo italiano, al punto che la copertina stessa richiama elementi di questo movimento artistico.

Il libro di Grassi è uno dei primissimi esempi di manuale internazionale

E oggi quanto vale quel “sapere quanto poco noi sappiamo”. Penso che in un’epoca in cui tutti noi siamo convinti di sapere tutto, in ogni campo, sia molto difficile fare lo sforzo psicologico di dire “io non so, io non conosco”. Prima di iniziare a frequentare il mondo dei bar io non sapevo nulla su miscelazione e prodotti. Ancora oggi non so nulla e cerco, attraverso queste pagine, di diffondere ciò che apprendo ogni giorno. 
All’interno del bar oggi, bar sempre più interattivo e in cui il cliente è sempre più protagonista, quel “sapere quanto poco noi sappiamo” andrebbe portato da entrambi i lati del banco. Al bar si impara, da entrambe le parti. Nessuno insegna nulla ma ci si aiuta a vicenda a vivere una bella esperienza e uscire arricchiti.  E anche un po’ ubriachi, ma questa è un’altra storia!

Ci sono bar in cui percepisci subito due caratteristiche fondamentali per creare questo virtuoso processo divulgativo. Ci sono bar in cui noti umiltà e voglia di comunicare. 
La prima volta in cui sono entrato al Millemisture, in zona Isola, mi hanno accolto come se mi conoscessero da una vita e vi posso assicurare che non avevo mai incontrato Daniele Politi o Giovanni Maffeis che oggi animano le serate dietro il bancone.

Daniele e Giovanni scherzano con noi dietro al bel bancone del Millemisture

Il Millemisture è uno di quei posti in cui si torna sempre volentieri, si trova in pieno quartiere Isola ma non è confusionario. Qui si viene a mangiare bene, a bere altrettanto bene o a fare entrambe le cose con le proposte di pairing suggerite dalla cucina e dal bar. 

Il locale è nato da un’idea degli stessi Daniele e Giovanni.
Il secondo gestisce attualmente due aziende: una sull’Isola di Capraia e una a Salò. Sull’isola avviene la raccolta di mirto, elicriso e rosmarino selvatici (li ritroviamo nell’ottimo “Americano Isolano” preparato con mirto e una soda preparata con le erbe raccolte a mano) oltre a quella di capperi e olive.
A Salò si produce olio del Garda e, molto di recente, l’uva per ottenere gli shrub che vengono utilizzati al Millemisture e il primo vino: il Chiaretto, un bel rosè molto minerale.

Anche da fuori si coglie l’attenzione ai dettagli: questo è il Millemisture!

Daniele incontra Giovanni in un ristorante messicano, da lì parte un percorso che li avvicina e li porta oggi al bancone del Millemisture, tra viaggi personali a Londra a scoprire il mondo della miscelazione e un viaggio in Messico tra le meraviglie della Tequila e del Mezcal. Passione, quella per i distillati d’agave, che oggi Daniele condivide con Giovanni, affascinato dalle coltivazioni e dai metodi di produzione ancestrali del Mezcal.

Mi lascio coinvolgere anche io dalla loro passione per i distillati messicani e comincio il mio viaggio degustativo al Millemisture con un drink a base tequila: il Luchador Asado.
Si tratta di un twist sul Tommy’s Margarita in cui però lo sciroppo d’agave viene infuso con del peperone grigliato e tequila e mezcal giocano insieme per dare profondità al drink.

Il Luchador Asado, un drink a cui qui al Millemisture sono molto affezionati

L’esperimento secondo me è riuscito alla perfezione: nessun sapore è predominante ma tutti collaborano nella riuscita di questo drink fresco ma allo stesso tempo complesso. Incredibile come il Margarita sia un drink fondamentalmente perfetto, il Tommy’s sia riuscito in qualche modo a migliorarlo e questa variante riesca a far innamorare nuovamente della Tequila, del Mezcal e delle loro innumerevoli sfaccettature.

Quest’uomo ama l’agave (e sa come utilizzarla!)

Oggi il Millemisture è diventato un bar coerente con la storia dei suoi proprietari e propone una miscelazione a kilometro zero
I drink sono stati divisi idealmente e praticamente sul menu in quattro categorie.
Troviamo i “diversamente acidi“, ovvero i drink che contengono shrubs o loro derivati, con una parte importante di acidità.
Seguono i “selvatici e stagionali” nei quali troviamo componenti di foraging: raccolta manuale di erbe, frutta e semi selvatici.
La terza categoria è rappresentata dai “nudi e crudi“, qui materie crude, zuccheri naturali e succhi naturali non raffinati giocano con i distillati per offrire nuovi sapori.
La lista si chiude con gli speziati e profumati: drink che acquisiscono il loro carattere dal profilo aromatico delle spezie.

Continuo la degustazione con un drink innovativo e particolare, un drink in cui troviamo uno degli esempi di utilizzo di prodotti fermentati naturalmente.
In particolare nel Bufalo d’Acqua il fermentato che offre delicata acidità al drink è il Kefir di acqua di bufala (il Millemisture collabora con un allevamento di bufale a Crema). Il fermentato si unisce al Pisco peruviano, liquore Quaglia al bergamotto e una vaporizzazione di finocchietto

Il Bufalo d’acqua, qualcosa di completamente insolito con un prodotto salutare come il Kefir

Il drink che io immaginavo dotato di sapori molto decisi in realtà è delicatissimo e fresco, anzi direi freschissimo.
Il pisco e il sapore di latte di bufala sono gusti molto forti e particolari eppure in questa preparazione ciò che emerge è un’acidità appena percepita e una piacevolezza complessiva nella bevuta, infatti dico subito la mia classica frase “no vabbè, ne voglio un altro!”

Il Bufalo d’Acqua rappresenta alla perfezione la filosofia che sta dietro ai drink che compongono la lista del Millemisture.
Quando si miscela l’effetto dev’essere gradevole: inutile aumentare la quantità degli ingredienti o voler sorprendere ad ogni costo.
In questo drink troviamo ingredienti particolari eppure la delicatezza e la gradevolezza, che richiamano sapori delicati come l’acqua di rose, sono spiccate.

Giovanni e la versata del Bufalo d’acqua, un momento colto dal nostro Sebastiano

Arrivati a questo punto degli assaggi accompagnati dalla simpatia e dalle chiacchiere di Daniele e Giovanni ci riteniamo quasi soddisfatti. Fin dal primo ingresso al Millemisture ho notato come qui ci si senta a casa e, una volta al banco, si possano richiedere informazioni su qualsiasi drink e preparazione: i due non vedono l’ora di fornirle!
Lo stesso servizio viene offerto anche al tavolo: ogni drink viene spiegato ai clienti data la particolarità della lista.
Giovanni mi dice una frase bellissima sul mondo dei drink e sulla loro comprensione e spiegazione: “I drink sono come la poesia: devono avere carattere internazionale, non criptico”.

E così succede anche con la cucina del Millemisture, protagonista assoluta nella sala centrale affiancata al bancone. Cucina e banco si parlano, costantemente, esiste un rapporto laico tra cibo e drink.
Il ruolo del bancone è quello di trovare Misture adatte al cibo che viene servito.
E per quanto riguarda l’aperitivo? L’aperitivo viene servito vicino al banco, in un buffet elegante con molti piatti preparati direttamente dalla cucina.

Il buffet del Millemisture

In effetti oggi, qui nel quartiere Isola, luogo molto milanese ma ricco e plurale, con tante idee tutte in corso d’opera il rischio di diventare un po’ criptici e non essere capiti è dietro l’angolo.
Negli ultimi due anni si sono registrate numerose aperture, tuttavia per una competizione sana il livello medio della zona dovrebbe alzarsi: oggi conquista chi fa da bere o da mangiare a poco prezzo e chi invece cura i dettagli non viene premiato come meriterebbe.
Nello stesso tempo i grandi gruppi che hanno realizzato aperture in zona tendono a cannibalizzare i più “piccoli”.
Sta ai clienti e a noi che raccontiamo i migliori locali imparare ad apprezzare e valorizzare le piccole realtà.

Mentre chiacchieriamo dell’Isola e del suo futuro sorge l’esigenza di assaggiare qualcos’altro vista la bontà dei primi due drink (naturalmente lo faccio solo per voi lettori eh!). Due chiacchiere sui miei gusti con Daniele che interpreta alla perfezione la mia voglia di rhum e di fresco in questa caldissima serata milanese. 

Cosa sta per succedere?

Pochi secondi di miscelazione ed ecco uscire il Black Daiquiri. Qui il classico Daiquiri è valorizzato da rum giamaicano, un taglio di rum cubano, estratto di zenzero fresco e dalla presenza dello sciroppo di Piloncillo o Panela. 
Conoscerò la Panela esattamente un mese dopo l’intervista legata a questo articolo e la conoscerò in quel di Bogotà, chi l’avrebbe mai immaginato?
La Panela è un tronchetto di canna da zucchero pura, facendola sciogliere in acqua calda si ottiene l’Agua de Panela, una cosa buonissimissima e che cura il raffreddore (esperienza diretta).
Qui Daniele ha realizzato uno sciroppo di Piloncillo per caricare in profondità questo bel drink.

Il Black Daiquiri, il drink che mi ha convinto di più tra quelli provati

Il drink è convincente, forse il migliore tra quelli provati dato il suo carattere fresco, piccantino ma allo stesso tempo profondo grazie alla presenza dei due rum e del piloncillo.
Si conclude purtroppo anche questo Bar Tour di DrinkUrWay, sempre troppo presto, sempre sul più bello.

Il Millemisture è un locale che mi ha convinto: l’innovazione fatta con ingredienti naturali e la simpatia dei suoi ideatori e animatori dietro il banco sono elementi che non si trovano in tutti i bar.

La bottigliera del Millemisture, prodotti per tutti i gusti!

I drink sono originali e ben realizzati e l’ampia bottigliera permette di soddisfare i palati più esigenti (abbiamo adocchiato dei Martini in uscita e anche su quelli il nostro occhio implacabile è stato soddisfatto). 
Mi piace molto che dietro ogni drink e preparazione ci sia una parte fondamentale di storytelling da cui spero che molti locali traggano esempio (senza copiare eh!) e mi piace il modo in cui al Millemisture sappiano bene che cos’è essere un buon barman e quanto contino sperimentazione e curiosità: “sapere quanto poco noi sappiamo”. Elvezio Grassi sarebbe sicuramente un loro cliente!

Millemisture
via Ugo Bassi 26
aperto tutti i giorni tranne la domenica, a pranzo e a cena fino alle 2

 

 

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