Dive Cocktail House, una serata a Monza tra drink a base mezcal e negroni in botte

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

“Guarda Paolo, secondo me dovresti proprio andarci, ti piacerebbe un sacco”
“Volentieri Dani, ma dov’è esattamente?” 
A Monza“.
Questa è stata la prima discussione sul Dive Cocktail House, una discussione fatta con Daniele, un mio collega. E, mea grandissima culpa, ogni volta mi sono detto “sì, ok, ma chi me lo fa fare di andare a Monza?“.
Mi sono perso per un anno intero quello che sarebbe diventato uno dei miei bar preferiti, me lo sono perso per pigrizia.
Intanto il Dive andava avanti, sorto tre anni e mezzo fa al posto di un negozio di scarpe, pienissimo di persone da tutta la Brianza e da Milano, sfornava drink ogni sera.

Il mondo è proposto qui e in alcune stampe: è dal mondo che arrivano gli ingredienti del Dive

Diego e Veronica, i proprietari, si erano affidati all’estro e alle capacità di Alessandro Pontiggia che arrivava dal Fresco di Como, un altro grandissimo cocktail bar di cui vi parlerò molto presto su queste pagine. Come tutti i bar era partito da subito con i drink classici per poi diventare col tempo un centro di sperimentazione, quasi un laboratorio sui drink.
La cosa per me, milanese imbruttito con le sue solidissime realtà del bere bene in città, un po’ difficile da capire è stata questa: ma perchè se questi ragazzi vogliono sperimentare hanno scelto proprio Monza e la Brianza invece di aprire come tutti a Milano?

In effetti l’intuizione è stata geniale, sicuramente non è stato semplice vincere la resistenza di qualcuno che beveva solo spritz o mojito o il calice di prosecco, ma alla fine se un bar sa quello che fa e i clienti lo capiscono si può proporre davvero qualsiasi cosa

Ecco, due anni fa arrivo al Dive per la prima volta e penso esattamente questo: al Dive Cocktail House sono in grado di proporre qualsiasi cosa. Dalla preparazione impeccabile dei bartender, alle scelte fatte sui prodotti in bottigliera e sulla linea, all’arredamento caldo che ti fa sentire a casa, a quell’ingresso un po’ sontuoso e un po’ misterioso che ti fa abbandonare la città ed entrare in un luogo magico: tutto è studiato alla perfezione. E non studiato, come spesso capita, a tavolino. No, tutto sembra ed è molto naturale!

La porta di legno del Dive, ogni volta che arrivo qui dentro so che per due ore mi sentirò a casa

Oggi quello su cui il team investe è una proposta accattivante che gioca su elementi fissi: ottima qualità del ghiaccio, materie di primissima scelta e drink che difficilmente si bevono altrove. Partendo da queste basi il Dive Cocktail House è in grado di offrire ai suoi clienti proposte che permettono di creare fidelizzazione: qui il cliente torna volentieri perchè se chiede un drink particolare viene quasi sempre accontentato.

Il Dive Cocktail House per me ha sempre rappresentato un saldo porto più invernale che estivo. Il suo ambiente è tutto in legno, caldo, con grandi, comode poltrone marroni. Sarà anche perchè le primissime volte sono venuto qui a degustare drink a base rhum, sarà perchè sono tornato per un paio di degustazioni di whisky che vengono organizzate qui da Whisky Italia ma difficilmente ho immaginato il Dive come un locale estivo. Cosa che invece è! La sera della nostra visita e intervista fa davvero caldo; la drinklist non ci deluderà puntando tutto sulla freschezza dei drink.

La drinklist del Dive presentata nella sua elegante scatolina

Dietro il banco troviamo Geanfranco Chavez, giovane ma preparatissimo. Ha lavorato in un bar di paese per poi trovare formazione e vocazione definitiva proprio qui al Dive Cocktail House grazie con gli insegnamenti di Alessandro. Oggi il team si compone di cinque persone, oltre al personale di sala e a quello del bancone, in cucina vengono preparati l’aperitivo e dei piccoli sandwich.

Geanfranco ama lavorare con il Mezcal: un suo grande cavallo di battaglia è il Tommy’s Margarita e più in generale i drink che richiamano sapori messicani e caraibici. 

Geanfranco è un ottimo bartender: saper comunicare quello che si fa è la base di questo mestiere

E proprio dal Tommy’s Margarita partiamo con la nostra degustazione. Un bel taglio di Mezcal gioca con Tequila, lime e sciroppo d’agave in un drink che sembra semplice da realizzare ma gioca tutte le sue carte sul perfetto dosaggio e bilanciamento degli ingredienti dolci, acidi e forti. Essenziale nella decorazione, era perfettamente bilanciato ed è stato un grande inizio.

Il Tommy’s in tutta la sua essenziale, bellissima presentazione

Insieme a questo drink che ormai possiamo definire un grande classico dopo il grande rilancio dei distillati a base Agave negli ultimi tre anni, viene servito l’aperitivo.

L’ampia selezione di Mezcal la dice lunga sulla passione del bartender e sui drink!

Al Dive Cocktail House servono un piatto di media grandezza con assaggi che provengono dalla cucina, sempre molto sfiziosi e preparati con cura. Nel mio caso ho potuto degustare degli involtini di bresaola, delle bruschette con dei saporiti datterini gialli e dei bignè ripieni di ricotta e pomodorino secco.

L’aperitivo del Dive, da notare la cura nella presentazione e nei colori

Dopo un simile inizio tra il bevereccio e il mangereccio non possiamo che continuare il nostro viaggio tra i drink proposti da Geanfranco e dal team del Dive Cocktail House. Proseguo con alcuni twist sui classici: il Terrington Bramble è la rivisitazione di un Bramble (drink a base di gin arricchito con la mora). Qui viene modificato con la presenza della lemongrass fresca per un’esplosione di sapori freschi e agrumati.

Un Bramble profumato e valorizzato dalla presenza della lemongrass

Qui al Dive come dicevo prima si è partiti dalle rivisitazioni sui classici e troveremo diversi esempi durante la serata. Si va da piccole variazioni come quella sul Bramble fino a vere e proprie innovazioni sul drink. Per pensare i drink il team si riunisce in un bel lavoro di squadra e la drinklist cambia ogni sei mesi all’insegna della stagionalità e della freschezza dei prodotti. Le materie prime, ci racconta Geanfranco, sono fondamentali.
Si cerca di lavorare ogni giorno con quello che si trova e che si ha senza forzare le stagioni e senza esasperare i twist sui classici.

E’ il caso del Mulata Martinez che vado ad assaggiare: ancora il Mezcal a svolgere la parte del protagonista, ancora un twist su un grandissimo classico, il Martinez, con vermouth rosso, liquore al cacao e angostura

Quando riesco a scrivere bevendo qualcosa di così buono mi esalto, il Mulata Martinez è un drink pazzesco!

Amo il mezcal, amo il Martinez e i drink con il vermouth ma voglio essere imparziale e dare un giudizio non influenzato dai miei gusti personali. Secondo il mio modesto parere questo è un grande drink, ancora una volta c’è equilibrio: mi è capitato di bere mezcal in altri drink a base vermouth e trovare abbastanza ingestibile il sapore “rough” di questo distillato.
Qui nel Mulata tutto gioca sul bilanciamento dei sapori, nessuno dei tre domina sull’altro per un drink che è piacevole e vellutato.

E “vellutato” è la prima parola che ho avuto in mente di scrivere da quando sono entrato al Dive Cocktail House.
Infatti qui, tipicamente sui drink invernali e che prevedono il vermouth, c’è l’abitudine di preparare le miscelazioni in anticipo e poi far riposare le bottiglie in frigo per alcuni giorni.
Questa pratica conferisce al drink una consistenza particolarissima, vellutata e che fin dalle prime volte in cui ho bevuto al Dive mi ha conquistato. 
Vellutato è l’ambiente col suo calore ligneo, vellutato il servizio elegante ma allo stesso tempo informale, vellutata la scelta sulla bottigliera che vuole stupire ma lo fa con garbo e senza autocelebrazioni di sorta.

L’armadietto delle bottiglie prestigiose è in posizione strategica vicino alle poltrone

E’ vellutata anche la musica: il tema è anni ’50 in sintonia con il locale e il suo legno. E l’elemento legno ci rimanda ad un’altra delle preparazioni storiche del Dive Cocktail House, una delle primissime che ho assaggiato: il Negroni invecchiato in botte.

Il Negroni invecchiato sgorga dalla sua botticella, è un momento di grandissima sete!

Il prezioso cocktail del Conte Camillo (che, lo ricordo, sta per compiere cento anni) viene fatto riposare per un mese in una botte presente sul bancone. Durante questo processo smorza i suoi caratteri più spigolosi, così come succede al vino quando fa un passaggio in legno, e perde un po’ di forza alcolica percepita.
Qui al Dive viene versato dalla botte nel bicchiere con un singolo, bellissimo cubo di ghiaccio. Come dicevo a inizio articolo il ghiaccio qui conta moltissimo, ogni giorno viene tagliato da enormi, purissimi blocchi cristallini, nella migliore tradizione dei grandi bar.

Geanfranco mostra il ghiaccio del Dive, ogni giorno da questi blocchi vengono ricavati i cubi

La nostra intervista volge al termine e l’entusiasmo è alle stelle, il Negroni è stato decisamente convincente. Ma non è finita qui: un altro dei motivi per cui dovreste fare una gita a Monza e visitare il Dive Cocktail House sono i rituali con i quali sono accompagnati diversi drink. Se il servizio al banco è impeccabile vale altrettanto per quello al tavolo. Alessandro e Geanfranco hanno preparato al meglio il team perchè conosca alla perfezione ogni drink che viene servito, quello che contiene e il suo storytelling, oggi fondamentale per presentare al meglio le proprie idee e preparazioni. 

Così sull’onda di questo trend Geanfranco mi serve un drink classico ma rivisitato: El Presidente. Due tipi di rhum giocano con sherry, bitter all’arancia e al mandarino e vermouth preparato dal Dive
Ma oltre a tutto questo come side viene servita sul tagliere del drink un’affumicatura a base di mango, rabarbaro e vaniglia che richiama al naso alcuni thè profumati.

El Presidente del Dive Cocktail House. L’interattività della versata e i profumi dell’affumicatura

Il drink viene servito in un’ampolla e con un bicchiere con del ghiaccio per poi essere versato direttamente al tavolo garantendo così interattività e “presenza scenica” del cocktail stesso. El Presidente è un grande classico della miscelazione e devo dire che al Dive sono riusciti a valorizzarlo nella maniera migliore. 

Il servizio di El Presidente e la sua versata nel bicchiere

Purtroppo il nostro viaggio al Dive Cocktail House si conclude qui, ci sarebbe da scrivere ancora molto e soprattutto ci sarebbero moltissimi altri drink da assaggiare: lascio a voi il piacere di farlo e di raccontarmeli, se vi fa piacere, sulla nostra pagina Facebook .

Come avrete capito il Dive è un bar che mi piace molto e che visito sempre volentieri nonostante la sua distanza da casa. Il team ha saputo creare un ambiente piacevole, caldo ed elegante senza mai risultare troppo formale o fighetto: una capacità non indifferente e che infatti sta avendo tutto il successo che merita. 

Andate al Dive, sentitevi a casa e collaborate con i bartender nel gioco degli assaggi, passerete una serata semplicemente indimenticabile e difficilmente non vorrete tornare una, due, tre, mille volte!

Dive Cocktail House
via Vittorio Emanuele 13, Monza
aperto tutti i giorni dalle 18.00 alle 2.00 tranne il lunedì

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