L’Alchimia, alla ricerca del drink filosofale nella nuova apertura in Porta Venezia

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

Per questo esiste l’Alchimia. Affinché ogni uomo cerchi il proprio tesoro e lo scopra e poi desideri essere migliore di quanto non fosse nella vita precedente. Il piombo svolgerà il proprio ruolo fino a quando il mondo non ne avrà più bisogno. Ma poi dovrà trasformarsi in oro. È quanto fanno gli Alchimisti: dimostrano che, ogniqualvolta cerchiamo di essere migliori di quello che siamo, anche tutto quanto ci circonda diventa migliore. – Paulo Coelho, L’Alchimista

Partiamo da due certezze: la pietra filosofale non è mai stata scoperta e il piombo non è mai diventato oro. Gli alchimisti hanno fallito? O il loro lavoro e i loro studi hanno comunque migliorato il mondo offrendo speranza e dando la possibilità a tutti noi di coltivare un sogno?
Oggi pensiamo all’alchimia più che altro quando parliamo di una relazione tra due o più persone eppure un tempo l’alchimia è stata una scienza con le proprie regole e tradizioni.

Oggi chi vive e lavora in una cucina o dietro il bancone di un bar utilizza delle materie prime e cerca di trasformarle in qualcosa di migliore, cerca di far evolvere la materia prima. Bene, in quel di L’Alchimia, nuovo ristorante e cocktail bar aperto da sei mesi in viale Premuda a Milano, lo sanno fare molto bene. 

L’ingresso del bar dell’Alchimia, entriamo a scoprire questa novità milanese

L’Alchimia è stata raggiunta unendo l’organizzazione di un team praticamente perfetto alla lavorazione altrettanto efficace che trasforma le materie prime preparate al ristorante da Davide Puleio e servite in piatti semplici e ricercati allo stesso tempo. L’Alchimia la ritrovo questa sera al bancone del bar dietro il quale Valerio Trentani mi prepara i drink per l’intervista, tre esperienze tutte da due stelle Michelin per lui, l’ultima al ristorante Seta del Mandarin Oriental di Milano.

Valerio colto da Sebastiano durante una versata. Grandissima professionalità, presenza e preparazione per lui

E sempre dal Seta arriva l’ideatore e patron di questo bel nuovo progetto milanese: Alberto Tasinato, diversi anni con lo chef Berton in due diverse esperienze quindi quella come Restaurant Manager al Seta dove ottiene due stelle Michelin e il premio come miglior servizio ristorante in Italia consegnato dalla Guida Ristoranti dell’Espresso.

L’Alchimia tra le persone, dunque, quella che ci racconta che dalla qualità delle esperienze può nascere in poco tempo un progetto importante che a Milano ha subito successo: non a caso arriva un cappello sulla Guida dell’Espresso 2019 dopo soltanto 5 mesi dall’apertura. Un progetto che, per altro, coinvolge 16 persone che compongono il team tra ristorante, sala e cocktail bar.

Oggi L’Alchimia si compone di una sala ristorante, un cocktail bar (separati ma comunicanti) e una bella cantina che sfrutta gli spazi di Gaboardi e Pogliani, una storica enoteca milanese che occupava questi locali.

La cantina dell’Alchimia che abbiamo avuto l’opportunità di visitare, vi lascerà a bocca aperta

Il cocktail&lounge bar su cui focalizziamo l’attenzione in questo articolo è dotato di una bella sala con bancone e di una sala lounge con dei divanetti perfetti per l’aperitivo.

La saletta lounge è perfetta per un aperitivo in compagnia, magari in attesa della cena al ristorante

Per la nostra visita parto proprio dall’aperitivo, servito sempre al tavolo si compone di assaggi che provengono direttamente dalla cucina di Davide. Noi abbiamo assaggiato spugna alla pizzaiola con cappero fritto, wafer di latte con aringa affumicata e una genoise al parmigiano con fegatini e cipolla rossa. Un tripudio di sapori per accompagnare i drink: nulla è lasciato al caso.

L’aperitivo dell’Alchimia. I gusti e le preparazioni sono impeccabili

La degustazione e la chiacchierata che saranno utili per comporre questa intervista cominciano con il drink protagonista di L’Alchimia fin dalla sua apertura: The Butterfly Effect. Non poteva che trattarsi di un drink che preveda una trasformazione essendo la trasformazione il tema centrale del ristorante. 
E così con vodka Belvedere, rhum scuro, sciroppo di zucchero e butterfly pea tea viene preparato un bel bicchiere blu cobalto, molto scenico. Il Butterfly Pea Tea infatti è un thè dalla particolarissima colorazione di questo blu intenso.

The Butterfly Effect viene servito così, con questo colore molto intenso e invitante

Ma la sorpresa non finisce qui: infatti la particolarità di questo thè è quella di reagire quando entra in contatto con sostanze acide. Ecco quindi che il drink si completa con soda, limone e acqua di Cedro Nardini: il tutto servito in una bottiglietta a parte e versato nel drink al momento del servizio per l’effetto che vedrete nella prossima foto.

Ecco la versata e….magia! Il drink cambia colore (e sapore) davanti al cliente

Capisco subito che qui sanno come stupire e conquistare il cliente. Attraverso il tema dell’Alchimia e della magia ecco cambiare il drink davanti ai miei occhi, ora Valerio ha tutta la mia attenzione!
I cocktail che compongono la drinklist sono tutti dei signature pensati da Valerio stesso, non troviamo classici sulla lista ed è da notare come tutti i drink abbiano prezzi abbastanza accessibili rispetto alla media milanese nonostante siano ricercati e particolari: una nota positiva in un periodo in cui i prezzi stanno lievitando in tutta Milano.

Qui si lavora molto durante l’aperitivo e adesso il pubblico ormai fidelizzato arriva anche per il dopocena.
L’Alchimia è aperto tutti i giorni della settimana da mezzogiorno a mezzanotte e si trova in una zona, quella di viale Premuda, ormai ricchissima per quanto riguarda la scelta di ristoranti e cocktail bar al punto che si può parlare tranquillamente di “food district” di Porta Venezia.

Il ristorante lavora mezzogiorno e sera tutti i giorni. Abbiamo visto uscire alcuni piatti e ci siamo commossi!

Mentre Valerio ci fornisce questi spunti di conversazione ecco che parte con la seconda preparazione accompagnata come sempre dallo storytelling, fondamentale su ogni drink. 
Il Beefeater H24 è un drink preparato con il classico Beefeater Gin cercando di evolvere la sua forma al Beefeater 24, prodotto premium della stessa marca. Così al classico gin londinese viene aggiunto oleo saccharum preparato con scorza di pompelmo rosa, infuso di thè verde e liquore alla liquirizia.

Il Beefeater H24, un bel drink, fresco ma potente allo stesso modo

Il garnish è composto da un peperone disidratato e arrostito che ricorda, nella forma e nella consistenza, il carpaccio di manzo. Questo perchè i guardiani della torre di Londra, i cosiddetti “Beefeaters” dovevano il loro nome alla forma di pagamento che ricevevano in cambio dei loro servizi: del manzo affumicato.
Il drink, al di là della nota storica affascinante, è molto buono e particolare. Nonostante la sua apparenza colorata e il suo servizio su ghiaccio si tratta di fatto di un drink forte e aromatico, personalmente mi è piaciuto molto.

Il gin non è l’ingrediente preferito di Valerio Trentani a cui invece piace lavorare e giocare sugli ingredienti italiani: grappa e vermouth su tutti. E in effetti in carta troviamo un’intera sezione dedicata ai drink in cui i molti vermouth presenti in bottigliera svolgono un ruolo da protagonisti.
Due tra questi sono in lista fin dall’inizio e sono dedicati alla “sfida” tra il milanese Valerio e il torinese Alberto Tasinato. I drink si chiamano “La mia Milano” e “La sua Torino“, io assaggio il secondo.
Servito in un bicchiere che in realtà è il fondo di una bottiglia Campari, il drink si compone di vermouth La Cannellese, bitter Contratto, amaro San Simone e bitter al cioccolato.

La sua Torino, il gianduiotto in accompagnamento gioca alla perfezione con il bitter al cioccolato presente nel drink

La presentazione prevede l’accompagnamento con un gianduiotto a richiamare l’idea di un viaggio a Torino. Il drink è molto ben costruito ed è un modo interessante per viaggiare tra le grandi eccellenze italiane: amari, vermouth e bitter che troppo spesso in un mercato dominato da pochi attori si esplorano poco.

In generale resta la grande voglia, dopo aver visitato L’Alchimia, di esplorare il resto della bottigliera con l’aiuto e la guida di Valerio Trentani. Esco con la sensazione di aver scoperto ancora troppo poco rispetto a questa nuova apertura che è stata in grado di convincermi con pochi drink e che sarà sicuramente una delle prossime tappe che inserirò tra i miei tour serali.

Vi invito a scoprire a vostra volta L’Alchimia e assaggiare i drink di cui vi ho parlato o scoprirne altri e parlarmene sulla nostra pagina Facebook. A Milano c’è un gran bisogno di locali che puntino tutto sulla qualità della materia prima e sulla capacità di bartender e di ristoratori nel trasformarla; qui ci sono riusciti benissimo!

L’Alchimia
viale Premuda 34
aperto tutti i giorni da mezzogiorno a mezzanotte

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