Ghe Sem Milano

Ghe Sem, a Cadorna tra dim sum all’italiana e drink da tutto il mondo

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

Continuiamo con i nostri articoli che vi raccontano i luoghi in cui accompagnare dell’ottimo cibo a dei drink fantastici e questa sera vi portiamo al Ghe Sem di via Vincenzo Monti. Aperto due anni e mezzo fa, è stato un precursore del concetto di abbinamento tra cocktail e cena.

I protagonisti assoluti al Ghe Sem sono i ravioli, i dim sum. Chi viene qua li cerca e ogni volta in cui visito questo bel locale in zona Cadorna ce ne sono sempre di nuovi (oltre all’intramontabile ed eterno cacio e pepe che è il mio preferito). Nonostante il nome del locale sia tutto milanese, i ravioli sono ravioli cinesi con ripieno all’italiana di super super super qualità.

Giovanni Parmeggiani si occupa del bar e dopo un iniziale periodo di assestamento dei drink ha scelto l’idea del viaggio per sviluppare il concetto che sta dietro alla sua drinklist. Il piacevole contrasto tra ciò che si beve ciò che si mangia è dato proprio da questa forte connotazione italiana sui ravioli che gioca con drink dai sapori orientali e speziati, sapori decisi.

Drink europei ed elementi orientali si fondono e giocano insieme al Ghe Sem

Oggi il Ghe Sem presenta la sua quinta drinklist da quando ha aperto. Inizialmente venivano serviti principalmente twist sui grandi classici, successivamente si è sviluppato un discorso sul viaggio che è la grande passione di Giovanni, naturalmente accompagnata dalla passione e conoscenza per il bar e i distillati. 
La squadra è numerosa e divisa su due locali: 3 bartender di cui uno fisso in via Borsieri, altra sede del locale. 5 persone in sala tra i due ristoranti, 5 in cucina con la preparazione costante e maniacale dei freschissimi (e buonissimi) ravioli.

Giovanni Parmeggiani ha iniziato a lavorare dietro un banco sette anni fa. Per lui una prima esperienza al Barrio’s in zona Barona, da lì la scoperta di una grande passione concretizzata al Chiringuito di San Siro, al Bar Magenta, diversi catering e alcuni shift al The Stage.
Ma sono soprattutto simpatia, voglia di confrontarsi e passione per il viaggio i tre elementi che contraddistinguono il lavoro di Giovanni.
I rhum, sua grande passione, arrivano dall’Oriente; per la precisione dal sud-est asiatico.
Gli ingredienti arrivano da viaggi che Giovanni ha compiuto in Africa e in Oriente. E sicuramente le idee provengono da tutti i luoghi visitati, perchè come sappiamo da ogni viaggio si torna con un pezzettino del Paese in cui si è stati in tasca e nel cuore.

Giovanni colto da Sebastiano in piena shakerata

E proprio questo è successo con il primo drink che assaggio stasera qui al Ghe Sem: si tratta del “Cigghiriellem – un ricordo di Addis Abeba“. Nonostante il suono campano, Cigghiriellem è una parola che in Etiopia significa “non c’è problema“, una sorta di “take it easy” in chiave nordafricana. E così è questo drink secco e bello citrico in cui l’italianissima, piemontese grappa Mazzetti d’Altavilla incontra il succo di bergamotto, miele d’acacia e berberè, albume e lime.

Cigghirielliem, una sorta di take it easy in chiave etiope, fresco ma complesso

Il drink è secco, speziato e con un bel finale piccantino. Perfetto per accompagnare una cena ma anche come ottimo aperitivo. La grappa si sente ma non ha un gusto troppo incisivo e gioca perfettamente con gli altri ingredienti.
Il Cigghiriellem è solo uno dei quattordici drink che compongono l’attuale drinklist del Ghe Sem a cui si aggiungono gli altri classici riproposti fin dall’apertura.
E Giovanni ci racconta che i drink a cui ha pensato funzionano bene: un buon 80% dei clienti ordina dalla lista, probabilmente lasciandosi ispirare dagli abbinamenti suggeriti dal personale di sala (preparatissimo) direttamente al tavolo.

Il Menu del Ghe Sem, bello dal punto di vista estetico e ricco di drink e portate

E in effetti il cocktail è più pratico e abbinabile ai piatti rispetto al vino. La classica bottiglia di vino impegna tutti al consumo condiviso e tutti devono essere d’accordo sulla scelta, i drink sono molto più immediati e Giovanni ha la possibilità di crearli in modo sartoriale sui gusti di ogni cliente.
L’unica difficoltà sta nel riuscire a superare una prima, naturale diffidenza verso i cocktail. La stessa che è occorsa per far conoscere il Sake, una volta considerato una forte grappa da bere calda, oggi invece dotato di mille sfaccettature che lo rendono un prodotto piacevole a tutto pasto.

A dare indicazioni e spiegazioni sui drink ci pensa direttamente Giovanni che percorre in lungo e in largo la sala fermandosi ad ogni tavolo e suggerendo quale possa essere la migliore esperienza di degustazione. 
Inizialmente al Ghe Sem i ravioli venivano serviti soltanto durante l’aperitivo, questo ha generato interesse nei confronti della cena e oggi si lavora prima, durante e dopo cena.

E proprio per onorare il dopocena e un imminente viaggio a Londra proseguo con un grande classico di cui ho sempre voglia: l’Hanky Panky di Ada Coleman, la grande bartender di cui vi avevo già parlato su queste pagine. Giovanni lo prepara a regola d’arte con Gin, Vermouth Antica Formula e Fernet.

L’Hanky Panky in tutta la sua meraviglia, semplice ma profondo

La profondità del drink è fantastica, un dopocena dolce ma dotato di una buona forza alcolica e un tocco mentolato portato dal Fernet. Mi è piaciuto molto e la degustazione di questa sera procede alla grande!
Insieme al drink Giovanni ci fornisce un ottimo storytelling, cosa che fa solitamente anche ai tavoli. Infatti ci spiega che oggi raccontare una storia dietro al cocktail servito lo rende molto più affascinante rispetto a una lista di ingredienti statica e poco comprensibile.

Questo avviene su drink come l’Hanky Panky ma anche sul Breakfast at Tiffany’s, un altro cocktail grande protagonista della drinklist del Ghe Sem. Il servizio di questo Martini avviene in un’elegante tazzina da tè. Il drink prevede gin invecchiato in botte, Americano Cocchi Rosa e due gocce di bitter al pompelmo

La colazione da Tiffany secondo il Ghe Sem, un fantastico Martini servito in tazzina

Questo è decisamente il drink che mi ha colpito di più tra quelli proposti. Sono un amante del Martini Cocktail come ormai sapete, ma questa versione ammorbidita e arrotondata mi ha conquistato. Lo storytelling che racconta il tributo a Colazione da Tiffany e Audrey Hepburn è affascinante e l’aperitivo servito in tazzina non capita di frequente! 
Sorseggiarlo accompagnato al tris di ravioli (carne, verdure e cacio e pepe) e agli edamame che vengono sempre serviti in un’elegante vaporiera come aperitivo è un piacere!

L’aperitivo del Ghe Sem servito nella vaporiera. Colori e sapori meravigliosi!

Preparazioni di questo tipo escono dalla cucina, operativa tutte le sere, insieme a tutte le altre carrellate di ravioli (noi li abbiamo provati quasi tutti e vi invitiamo a fare lo stesso!). Le preparazioni per i drink sono affidate al banco e non sono numerosissime, al Ghe Sem si punta molto di più sui distillati di qualità rispetto a preparazioni estreme. Tuttavia alcuni infusi (gin infuso al the Jasmin), sciroppi e sour con pompelmo rosa, limone, lime e arance vengono preparati per alcuni dei drink serviti.

La bottigliera del Ghe Sem, massima attenzione alla qualità dei distillati e qualche chicca

In bottigliera una grande selezione di whisky, rum, gin e grande attenzione anche al reparto vermouth e bitter. Io mi lascio tentare dal Nikka From The Barrel arrivato direttamente dal Giappone che provo in un cocktail molto particolare: il Daruma. Si tratta di un drink che può accompagnare la cena o essere un ottimo dopocena. I sapori profondi del Nikka giocano con il mix di agrumi freschi, lo sciroppo al pepe rosa e la menta fresca che guarnisce e profuma il drink. 

Daruma, un bel sour profumato per accompagnare i ravioli all’ossobuco!

Il drink è un classico whisky sour ma con una marcia in più data dai profumi del pepe rosa e della menta, è un drink fresco e adatto a chi volesse avvicinarsi al mondo del whisky senza farsi “spaventare”. 
Mentre ci avviciniamo alla conclusione di questa esperienza al Ghe Sem, noto come intorno a me il pubblico sia perfettamente equilibrato nella sua composizione tra chi vuole cenare e chi invece è qui per bere.
Nonostante gli spazi non enormi il locale e Giovanni riescono a gestire bene la situazione e c’è sempre spazio al banco per chi vuole semplicemente sorseggiare un drink e tavolini discreti sia all’interno sia nel dehors esterno per mangiare in coppia o in compagnia.

I tavolini del Ghe Sem, un ambiente accogliente e non troppo rumoroso

Questo è il momento in cui noi decidiamo di mangiare e lo facciamo in modo veramente abbondante, soprattutto Sebastiano contribuisce con una buona ventina di ravioli misti alla missione. Non abbiamo foto di questo momento meraviglioso per cui non vi resta altra scelta rispetto ad andare, provare, fotografare e raccontarci i vostri ravioli e i vostri drink sulla nostra pagina Facebook!

Quello che posso raccontarvi però è che chiudiamo la nostra cena, come sempre facciamo al Ghe Sem, con un raviolo di cioccolato ripieno di cioccolato (non ci sono parole per descrivere la goduria delle papille gustative) e con un drink pensato da Giovanni come accompagnamento.
Si tratta di un minidrink, l’Ammazza che caffè. Si tratta di un punch freddo che prevede al suo interno Caffè Borghetti revisited by Ghe Sem, mix di agrumi e top di tonica. 

Ammazza che caffè! Lo shottino conclusivo del Ghe Sem dopo due dozzine di ravioli ci sta sempre!

Il drink è fresco e corroborante: un gran finale dopo una bella cena a base di ravioli di ogni tipo. 
Con l’Ammazza che Caffè concludiamo la nostra esperienza al Ghe Sem che resta però uno dei posti preferiti in cui il team di DrinkUrWay mangia e beve bene ad un costo comunque sensato e accettabile.

Vi invitiamo come sempre a scoprire il Ghe Sem provando i drink che vi ho consigliato o esplorando altri sapori e a raccontarci il tutto sulle nostre pagine social!

Ghe Sem
via Vincenzo Monti 26
aperto tutti i giorni dalle 12.30 alle 15.00 e dalle 18.30 alle 2.00

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