Enrico Contro - Pravda Vodka Bar

Pravda Vodka Bar, tra Vodkatini e Bruschettini la Milano da bere che ci piace

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

Your body is not a temple, it’s an amusement park. Enjoy the ride. – Anthony Bourdain

Da quando ho iniziato a scrivere sulle pagine di DrinkUrWay ho sempre saputo che prima o poi sarebbe arrivato questo momento. Ovvero quello in cui ho davanti a me degli appunti e spunti di conversazione con Frog, al secolo Enrico Contro del Pravda Vodka Bar. Ho davanti questi appunti e mi rendo conto che più che un’intervista è stata una serata di aneddoti e drink, cosa che in fondo accade ogni volta (capita di frequente) in cui frequento il Pravda, ormai da qualche anno.

Oggi, dopo qualche tempo in cui ha scelto di dare spazio ai ragazzi che si sono alternati nel team del Pravda e prendersi un po’ di spazio per la propria famiglia, Frog è tornato. E l’effetto di questo ritorno si sente tutto: si vedono più clienti affezionati, c’è un po’ meno movimento di studenti in cerca di una birra al volo e il Pravda Vodka Bar sta tornando, pur non avendo mai smesso di esserlo, quello che vuole essere: un cocktail bar.  essenziale, senza fronzoli, ma sempre super divertente.

Nessuna insegna, solo tanto rosso. Ma si intravede un bancone e questo basta per entrare convinti

Questo perchè Enrico Contro è un personaggio da bancone e le prime volte può sembrare un po’ brusco nei confronti del pubblico. Diciamo che non è uno che non risponda a tono; c’è da dire però che a volte le richieste che riceve sono ai limiti dell’assurdo. 
Una sera ero seduto tranquillamente al bancone quando arrivò un ragazzo sulla ventina. Arrivò e fece le due cose che più fanno imbestialire Frog: lasciò la porta di ingresso aperta e, soprattutto, non salutò. Non contento: “Zio, mi fai un gin tonic fatto bene?“.
Risposta di Enrico, anni e anni di bar alle spalle: “Non lo so fare, mi spiace”

Così è l’anima del Pravda Vodka Bar, prendere o lasciare e io prendo, prendo perchè qui si beve veramente bene, il bancone è protagonista assoluto, non esiste lista e si lavora solo sulle idee di Frog che ti cuce i drink addosso come un sarto. Oppure ti stupisce preparandoti una cosa a cui non pensavi minimamente, solo leggendoti e leggendo chi sei. Non ho mai capito come faccia ma di solito ci azzecca. E quando non azzecca è sempre pronto a dire “lo buttiamo” o “me lo bevo io” e preparartene subito un altro.

Che dite, discuto o lo lascio fare?

Questa sera, la sera del nostro racconto, mi siedo al mio posto preferito, quello davanti alla station di sinistra, lontano dalla porta per evitare le correnti fredde di chi entra e la lascia aperta. Nemmeno il tempo di sedersi e tirare fuori la macchina fotografica che già Enrico comincia a preparare il primo drink in modalità totalmente anarchica. Capisco subito che sarà una serata impegnativa!

Si comincia con vodka, cordial lime, succo di lime fresco e marmellata di peperone e peperoncino. Stasera volutamente non inseriremo i nomi dei drink, se non i più celebri, proprio perchè spesso le idee nascono al momento al bancone, quindi sentitevi liberi di andare e ordinare i drink dicendo che li avete letti in questo articolo, qualcosa verrà fuori!

Pronti via, la prima cascata di vodka cade nel bicchiere

Questo cocktail rispecchia molto lo stile di Frog: un bel drink con prodotti freschi di prima qualità e una punta di piccante, suo grande pallino.
E proprio dalla freschezza dei prodotti è nata l’idea del Pravda nel 2007. Ci racconta che negli anni ’90 quasi tutti i bar utilizzavano prodotti liofilizzati o preparati di frutta, occorreva qualcuno che abbinasse la vodka, in quel momento super bistrattata, a della frutta fresca e buona

Il Pravda Vodka Bar nasce un po’ per gioco da un’idea di Enrico Contro e Andrea Benolli, ora allo Zinc. In quel momento Enrico stava prendendo la via della Spagna ma (devo dire fortunatamente) Andrea lo ha convinto ad aprire. E la Leggenda vuole che aprire sia stata una necessità: una sera trovarono il conto in banca completamente vuoto e dissero “apriamo!”.
E il Pravda riporta nel nome un’intenzione: vodka bar. Questo in un momento in cui la vodka non è certo vista bene come prodotto: forte e spigolosa per il pubblico, un po’ insapore per chi abitualmente beve altri distillati, da prodotto estremamente popolare è diventata un distillato quasi elitario.

Le infinite vodke (e non solo) del Pravda. Cosa sta per estrarre dalla bottigliera?

E invece il bello del Pravda è che qui la vodka si beve a fiumi (la famosa “cascata di vodka” che Frog riporta come ingrediente nelle sue ricette) ma nello stesso tempo si degusta, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, almeno 150 le espressioni di vodka presenti in bottigliera accompagnate da una quarantina di gin. E capita di frequente di tornare ad innamorarsi di un prodotto finito un po’ in seconda linea rispetto al gin come la vodka.

Mentre parliamo di vodka e di agrumi di prima qualità ecco uscire, quasi per magia, un drink che riassume i due elementi. In questo secondo cocktail senza nome troviamo succo di bergamotto fresco, la vodka infusa al bergamotto preparata da Enrico stesso, succo di lime e teapot bitter.

Il secondo drink della serata, bello fresco, deciso e super profumato grazie al bergamotto

In un posto come il Pravda Vodka Bar, un posto che lavora molto con la vodka in effetti ha molto senso utilizzare prodotti freschi che portino un bel sapore fresco e deciso ai drink. 
Enrico ci racconta che oggi, rispetto a quanto accadeva fino a qualche tempo fa, la clientela è più preparata e curiosa rispetto ai drink. Non ci si accontenta più di uscire a bere qualcosa; si vuole bere qualcosa che ci colpisca e che rimanga impresso nella memoria. Questo è accaduto grazie all’evoluzione degli altri bar e della cultura del bere miscelato in una città come Milano, forse il maggior centro italiano della cultura da bar.

Sempre sullo stesso stile proviamo un altro No Name, il terzo: vodka, mora, basilico e succo di lime servito in una bella coppetta fredda.

Un bel drink vicino al sour nel concetto ma dai sapori di mora e basilico

La partenza di questa sera è stata abbastanza soft rispetto al solito, finora due drink belli freschi e fruttati e infatti vedo che Enrico non è del tutto soddisfatto e inizia a preparare i drink da combattimento. Si comincia con La Carezza, una sorta di Manhattan nelle intenzioni: al suo interno troviamo Bitter Truth, vermouth rosso e una bella cascata di vodka.

La Carezza, un drink che Frog prepara con il sorriso di chi sa che sarà una bevuta impegnativa

Scopro ben presto che “La Carezza” è un simpatico eufemismo per indicare un drink destinato a chi vuole bere bene e nello stesso tempo passare una serata impegnativa: con un paio di questi si va a letto!
Mentre prepara questo drink noto l’essenzialità dei movimenti di Frog e glielo faccio notare: non c’è un gesto fuori posto. E in effetti riflettiamo insieme sul fatto che oggi la gestualità di alcuni bartender è troppo eccessiva e scenica. Il vero protagonista dovrebbe essere il drink ma soprattutto il locale con le sue luci, l’atmosfera, la musica, i colori delle bottiglie e il modo in cui si viene trattati. Quindi meglio l’essenzialità che può venire incontro anche al cliente che magari vuole fruire rapidamente del bar e andare via.

Io invece resto ancora qui con il nostro Bar Tour ed è il momento di passare al motivo per cui vengo così spesso al Pravda. Sto parlando del Martini, anzi, del “qualsiasicosatini”. Tantissime infatti le varianti sul Martini che Enrico Contro propone nel suo bar. Mi racconta che il Martini Cocktail puro è molto buono ma anche troppo rigido, è divertente sperimentare dei vodkatini con frutta fresca o con vermouth particolari visto che ormai la bottigliera è in grado di soddisfare ogni tipo di preparazione.

Partiamo dal classico Vodktatini, nient’altro che un buon vermouth vaporizzato, vodka buona e generosa e tanto tanto tanto freddo dato dal ghiaccio. Completa il tutto una bella scorzetta di limone.

Il Vodkatini del Pravda. Più che un drink una vera e propria icona

Il drink è iconico, sexy, perfetto nella sua esecuzione e nella sua assoluta e purissima trasparenza. La vodka non raschia per niente il palato e rispetta alla perfezione la lingua russa; infatti vodka in russo vuol dire acqua.
Dopo questa suprema bicchierata d’acqua è il momento di una variante sul Tini Style e assaggiamo uno dei drink che hanno segnato maggiormente il percorso personale e professionale di Frog: il Bruschettini.

Dovete sapere (nel caso non foste mai venuti al Pravda, cosa a cui dovreste porre subito rimedio) che qui d’estate verso le sei e mezza o le sette di sera arrivano gli assetati e le assetate di Bruschettini.
Amo quel momento dell’anno in cui per la prima volta si può uscire col primo caldo. Fuggo dall’ufficio dopo una giornata di lavoro e vengo qui, da solo o in compagnia, a gustarmi l’aperitivo del Pravda e bermi un Bruschettini. Non mi è mai capitato di restare da solo al bancone o non avere qualcuno con cui parlare: qui siamo in un bar, un vero Bar, e i clienti lo sanno e si comportano di conseguenza. Si parlano! Cosa incredibile per Milano.

L’aperitivo del Pravda, sempre uguale, sempre con le fettazze di salame e il pinzimonio. Qui mi sento a casa!

Tra un tarallino e una fetta di salame parliamo quindi del Bruschettini. Un drink pazzesco, uno di quelli che quando ascolti gli ingredienti ti dici: “Ma perchè non ci ho pensato io?”. 
Si tratta di una bruschetta fatta a drink, al suo interno troviamo una generosa dose di pomodori datterini freschi, una foglia di basilico, sale di Maldon e la solita, immancabile, cascata di vodka.
Il tutto si shakera con ghiaccio e intanto in una coppa Martini si spruzzano vodka all’aglio e olio extra vergine d’oliva.

Il bicchiere aromatizzato riceve la sua bella dose di Bruschettini e a questo punto il profumo presente al bancone risveglia i sensi, siamo pronti per bere quello che potrebbe tranquillamente essere il mio trentesimo Bruschettini della vita, lo amo!

Il nostro racconto dal bancone del Pravda volge purtroppo al termine ma rimangono almeno un milione di cose da raccontare sulla Verità, sulla Vodka, sul vodka sour zenzero inventato per autoguarirsi il mal di stomaco, sul vodka sour lampone che non è per niente dolce, sul concetto di bar e di vita che si respira qui dentro. Venite a farvele raccontare da Enrico Contro e dal suo bar, non ve ne pentirete.

In ogni caso non vi preoccupate: torneremo al Pravda e ne parleremo ancora più approfonditamente oppure, meglio ancora, ci vedremo al bancone. Nel frattempo come al solito vi ricordo che potete lasciarci consigli, raccomandazioni e suggerimenti sulla nostra pagina Facebook e che vi aspetto al prossimo Bar Tour per scoprire insieme tutti gli altri locali della Milano da bere bene.

Pravda Vodka Bar
via Vittadini 6, Milano
aperto tutti i giorni dalle 18 all’una

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