Il Martini al Bulgari Bar

My Martinis – Il racconto del più pulito, sexy e affascinante dei drink

In I Bar, I Cocktail by Paolo VercellisLeave a Comment

“L’ albergo era molto lussuoso. Percorsi i lunghi corridoi, scesi le ampie scale, attraversai i saloni fino al bar. Conoscevo il barman e mi sedetti su un alto sgabello e mangiai mandorle salate e patatine. Il Martini era fresco e pulito.” – Ernest Hemingway, Addio alle armi

Sono a Medellin ed entro al Burdo, uno dei bar più belli della città, e aspetto una coppia di olandesi a cui stasera racconterò DrinkUrWay. Mi hanno mandato la posizione e per arrivare dal Parque de Poblado al Burdo ci vogliono almeno venti minuti e decido di riempire l’attesa ordinando il mio primo Martini colombiano. 
Nè io nè César Mejia sappiamo ancora che da quel momento nascerà una bella amicizia che dura ancora oggi e nemmeno sappiamo che la sera successiva faremo un Bar Tour di Medellin che ancora porto nel cuore.
Sta di fatto che quando gli chiedo il Martini si illumina. Mette a raffreddare la coppetta e poi prende una decina di bei cubozzi di ghiaccio dal peso importante che tintinnano sul fondo del mixing glass in questa torrida serata colombiana.

Intanto si apre una bottiglia con un sonoro “pop” dato dal sughero e si sparge nell’aria un buon profumo di Dry Vermouth: qualcosa tra il vino, il vegetale e una bella mela golden. Mi trovo al bancone del Bulgari e Alessandro sta per profumare il ghiaccio con questa meraviglia. Poche gocce nel jigger e poi con un gesto rapido della mano fa cadere il contenuto del misurino all’interno del mixing glass. Si può quasi percepire il ghiaccio contrarsi e assorbire tutto il profumo e il sapore del Vermouth. Fuori fa freddo, a dicembre Milano sa essere veramente ghiacciata ma io sono qui al calduccio e nulla mi smuoverà questa sera.

La versata del Gin al Bulgari

Riccardo Corbetta intanto si china sotto il bancone e quando torna su ha in mano una bottiglia di Tanqueray talmente ghiacciata da essere appannata.
Paolino io faccio le drinklist e tu bevi Martini, maledetto!“. Sempre questa frase o una simile ma alla fin fine farmi il Martini e vedere che lo bevo soddisfatto gli piace pure.
Apre la bottiglia con un gesto secco e tutte le volte mi chiedo come faccia a non congelarsi le mani visto che il vetro è a meno venti gradi. La apre e il profumo del gin invade la zona del bancone dell’Harp Guinness Pub. Quindi dosa perfettamente 6 cl di gin e li rovescia con gesto deciso sul ghiaccio, ora lo vedo: nel mixing glass inizia ad esserci qualcosa di simile a un Martini.

Riccardo alla versata

Ancora qualche attimo e qui al Pravda Vodka Bar le persone inizieranno a uscire lasciandomi quei preziosi minuti in cui posso conversare con Frog al bancone perchè questa sera ho scritto fino a tardi e sono uscito solo adesso.
Lo so perfettamente che preferisce preparare il Martini con la vodka e regolarmente glielo chiedo con il gin, stasera compresa.
Olivetta o limone?“. Solleva il mixing glass all’altezza del petto e lascia scivolare il gin profumato al vermouth con un gesto bello ampio. Un gesto che fa venire sete. Un gesto che, tra l’altro, collega con quel filo liquido i due lati del bancone: quello di chi prepara il Martini è il mixing glass, quello di chi berrà il Martini è la coppetta. Coppetta, e non coppona mi raccomando, perchè a meno che non abbiate particolarmente sete il Martini si riscalda ed è meglio berne poco alla volta.
Frog sorride della sua opera e se ne prepara uno anche lui.

Il Martini del Pravda, una Leggenda

So già che tra poco saremo pronti alla versata finale e al servizio. Sono al Tree e Mattia Mizzi ha già posizionato il tovagliolino davanti a me, ancora qualche secondo ed ecco che appare il mio Martini perfettamente cristallino. Prende la scorzetta di limone tra le dita, la strizza leggermente e vedo controluce tutti gli oli essenziali del limone che raggiungono la superficie del drink. Il profumo è pazzesco e il Martini con un gesto ampio di Mattia arriva esattamente in corrispondenza del mio naso.

La versata finale di Mattia, ci siamo, il Martini è pronto!

Il rito è completo. Chi aspettava al bancone insieme a me mi guarda e sorride. Uno sguardo rapido alla meraviglia che ho davanti: cristallino, puro eppure così pericoloso. Mi ricorda qualcosa. O forse qualcuno.

Ma non ho tempo di pensarci, ecco il momento: non esiste nulla di paragonabile al primo sorso.

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