Roberto Rossi, The Botanical Club Melzo

The Botanical Club, in Porta Venezia il Bar è sempre più di qualità

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

Se dovessi rispondere alla domanda “quale zona di Milano è cresciuta di più in termini di bar e ristoranti?”, oggi direi senza dubbio Porta Venezia.
Il quartiere si sta lentamente ma inesorabilmente trasformando in un vero e proprio food district e lo sta facendo, per fortuna, nel modo migliore: grande qualità nelle proposte e nel servizio.
Da quando Milano è diventata una città internazionale la presenza dei numerosi turisti in zona ha fatto sì che vicino ai più famosi hotel di Palestro e Porta Venezia aprissero una serie di ristoranti e cocktail bar di ottimo livello.

Da pochi, pochissimi mesi in via Melzo, una volta stabile feudo di qualche bar che proponeva Negroni a tre euro, ha aperto il nuovo The Botanical Club, più semplicemente ribattezzato da tutti “il Botanical”. Oggi a Milano si contano tre Botanical: il primo, in via Pastrengo, ha annesso un piccolo laboratorio per la produzione di Spleen et Idèal, il gin di casa. Il secondo si trova in via Tortona ed è uno dei locali esteticamente più belli a Milano secondo il mio modestissimo parere.

E infine, stasera, eccoci nel terzo The Botanical Club di via Melzo. Mi piace molto il fatto che pur essendo tre bar appartenenti allo stesso gruppo e con lo stesso concept siano molto diversi tra loro.
In via Pastrengo un ambiente piccolo e riservato, direi da coppia. In via Tortona un lunghissimo bancone, tavoli spaziosi per grandi gruppi e una situazione più piacevolmente rumorosa.
In via Melzo trovo il giusto equilibrio tra i primi due locali: qui si beve tranquilli al bancone in mezzo a musica e chiacchiere oppure ci si siede a mangiare qualcosa in sala in maniera più calma e rilassata.

Entrando trovo grande cura nell’illuminazione e qualche spunto geniale alle pareti: la scritta che rimescola le lettere della parola “Dream” e la trasforma in “Merda” è diventata in poco tempo il pezzo d’arredamento più fotografato di Milano.

Tutti la pubblicano, dovevamo per forza farlo anche noi!

Questa sera dietro al bancone ci preparerà da bere Roberto Rossi, un personaggio che unisce alla professionalità una grande simpatia. E guardate che non è scontato: ve li ricordate i bar di quattro/cinque anni fa con i bartender sul piedistallo che faticavano a rivolgerti la parola? Ve lo ricordate il tempo della mixology esasperata in cui i clienti non osavano fare domande sentendosi troppo ignoranti al cospetto di sua Maestà il mixologist?
Ecco, forse quel tempo è finito e se è finito lo dobbiamo a persone come Roberto che a Milano è ormai in ottima compagnia in questo nuovo stile comunicativo: il bartender che finalmente spiega a chi è interessato che cosa fa e come lo fa.

Roberto inizia a prepararci da bere, sarà una lunga, lunghissima serata

Il percorso di Roberto Rossi, prima che approdasse a The Botanical Club, l’ha visto partire in un bar vicino a casa, quindi alcune esperienze tra Milano e Formentera. Ma la formazione più importante è arrivata con l’esperienza parigina Da Nico, il bar di Nico De Soto tra i primi 100 al Mondo.
A Parigi Roberto ha trovato un nuovo modo di miscelare, una clientela molto esigente ma anche molto interessata a imparare e curiosa e soprattutto una città internazionale in cui le culture si fondono e l’influenza globale si percepisce.
Da Parigi ha portato via tanta voglia di miscelare senza dogmi e con molto divertimento e me lo ripeterà diverse volte nel corso della serata.

Mentre continua a raccontarmi le sue esperienze e i suoi pensieri su cosa dovrebbe essere un bar, ecco che prende il mixing glass e comincia a preparare da bere per me e le persone che stasera affollano il nostro Bar Tour del mercoledì. Si comincia con il Side-Kick, un bel drink a base gin molto profumato e dalla bella carica alcolica.
Al suo interno troviamo Jinzu Gin, miele e un liquore ai fiori. Il tutto viene girato su un bel blocco di ghiaccio e servito con un fiore a decorare il bicchiere, semplice semplice.

Side-Kick, si parte da qui e lo si fa con un drink fresco e floreale

Il drink è molto buono, profondo e lascia un bel retrogusto floreale in bocca. Partire da un Rusty Nail per arrivare fino a qui è, naturalmente, un completo stravolgimento più che una variante e Roberto è molto contento di questo aspetto.
Per lui se il drink è fruibile dal pubblico non importa quanto vengano cambiate le ricette rispetto ai mostri sacri, l’importante è che il drink sia buono, a costo di peccare di “irriverenza” nei confronti dei grandi classici.

Ma cosa si intende per fruibilità di un drink?
Il cocktail deve poter piacere a livello di gusto a tutto il pubblico. Roberto ci spiega che qui al The Botanical Club molti clienti non sono interessati a vivere un’esperienza: molti sono qui “solo” per bere un drink che sia immediato e buono. 
D’altro canto si dice molto contento quando qualcuno fa domande più approfondite e si diverte molto a raccontare il proprio lavoro. Tutto sta nel capire quale tipo di pubblico ci si trovi davanti e questo è una grossa parte del lavoro del bartender.

E’ proprio sul concetto di fruibilità e irriverenza che andiamo ad affrontare e assaggiare il prossimo drink a cui Roberto e il team di The Botanical Club hanno pensato per noi questa sera. 
Si tratta del Business Class che viene servito principalmente come aperitivo ed è uno stravolgimento del classico, classicissimo Negroni pur senza avere molti elementi in comune.
Al suo interno troviamo del Pisco, distillato di vite peruviano, Vermouth Belsazar Rosso, Bitter al cetriolo, assenzio, rosa e genziana.

Il Business Class e la sua presentazione essenziale ma invitante

Questo drink è un aperitivo perfetto visto il suo carattere che si sposta tra il dolce e l’amaro e in effetti insieme al cocktail arriva anche l’aperitivo servito al tavolo, un grande classico di The Botanical Club
Tra una focaccia alla curcuma e i wanton fritti non dimentichiamo che qui si può mangiare al bancone e la proposta è di ottimo livello. Numerosi i crudi di pesce, le ostriche e anche le immancabili bowls, varianti di Poke su tutte.
Il pesce un po’ grasso è perfetto da accompagnare ai drink e così chiediamo qualcosa che esalti le preparazioni della cucina.

Roberto si mette al lavoro e in pochi minuti ecco arrivare OMFG, un drink che tra i suoi ingredienti prevede la foglia di Pandan.
Questo vegetale sta riscontrando grande successo visto che il sapore della foglia spazia tra il riso soffiato e la nocciola: è molto particolare.
Nell’OMFG il rum scuro viene infuso con foglia di Pandan, quindi troviamo liquore ai fiori di sambuco, succo di lime e acqua di cocco.

OMFG e in effetti questo drink lascia spazio all’esclamazione di sapore. Viva il Pandan!

Il drink è allo stesso tempo decisamente asprino e citrico ma anche piacevolmente profondo e speziato con il sapore di nocciola fornito dal Pandan.
Si tratta di una sorta di Daiquiri molto efficace e forse è il drink che mi è piaciuto di più nel corso di questa serata al The Botanical Club.

Se la gioca, nella speciale classifica della serata, con il Technicolor, un drink a base gin che mi ha colpito per la sua preparazione davvero particolare.
Si tratta di un milk punch, ovvero uno stile di drink in cui il latte caglia con l’acido citrico: le proteine del latte si uniscono creando un filtro che toglie la parte torbida al drink, chiarificandolo e rendendolo perfettamente trasparente.
All’interno del Technicolor troviamo il gin di casa, Spleen et Ideal che viene distillato al The Botanical Club di via Pastrengo. Quindi liquore alla violetta, carota viola, limone e thè ai fiori (su tutti spicca l’ibisco che dà un carattere acido e ricorda i frutti rossi).

Il Technicolor viene completato con la mora, pronto per essere servito e degustato!

Il drink è molto particolare perchè, nonostante la gradazione alcolica sia presente grazie al gin, sembra molto leggero e la percezione che si ha bevendolo è quella di un drink non troppo impegnativo. Il processo di filtraggio attraverso le proteine del latte rende il drink vellutato quando arriva in bocca e sul palato, questo elemento lo rende molto piacevole da sorseggiare.

Il Technicolor viene terminato con una mora sulla sua superficie, così come il Pandan aveva una semplice foglia a guarnizione e così come il Side Kick era decorato soltanto da un fiore.
Mi piace molto questa essenzialità nei garnish e Roberto mi spiega che in effetti quello che si vuole comunicare è l’importanza di ciò che sta dentro al bicchiere: da qui il minimalismo su tutto il contorno.

Mentre chiacchieriamo di Milano, del suo essere così piena di eccellenze, di clienti ormai consapevoli ed esigenti e della necessità per i bartender di tenersi costantemente aggiornati, ecco che Roberto prepara l’ultimo drink di questa serata mentre l’entusiasmo dei partecipanti al nostro Bar Tour è ormai alle stelle.
Concludiamo con il Side Effect, un drink “indianeggiante” con curcuma e profumo di pepe.
Al suo interno troviamo Whisky Johnny Walker Black Label, tintura di pepe e sciroppo di curcuma. Il pepe ha la funzione di aiutare ad assimilare la curcuma e il drink è praticamente un whisky sour senza la presenza degli agrumi.

Il Side Effect, l’ultimo drink della serata ci porta in India ad assaggiare curcuma e pepe

Per questa sera il nostro viaggio tra i drink di The Botanical Club termina qui, complessivamente mi trovo molto bene quando mi siedo a questo nuovo bancone cittadino.
Mi piace il fatto che l’ambiente sia elegante ma allo stesso tempo divertente: è un locale per tutti e i drink non sono troppo pretenziosi pur essendo molto studiati e di effetto.

Diciamo che The Botanical Club Melzo è uno di quei posti in cui si diventa molto facilmente dei regular del bancone vista l’ampia offerta e visto che Roberto Rossi e il Team sono in grado di soddisfare qualsiasi esigenza anche sui grandi classici mettendoci sempre le loro idee e il loro impegno.
E tutto questo nonostante la recentissima apertura visto che il locale ha appena cinque mesi di vita.

Quindi non stupitevi se quando andrete a provarlo e a raccontarcelo sul nostro canale Instagram o sulla nostra pagina Facebook mi troverete al bancone, qui ci si sente a casa!

The Botanical Club
via Melzo 16, Milano
aperto tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 12.30 all’1.00, il sabato dalle 18.30 all’1.00

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