Lobby House Milano

Lobby House, quel bar di Nolo in cui ogni drink racconta una Storia

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

Ci sono storie, diceva, che quando le racconti si consumano. Sono quelle in cui il pathos si appanna, e ogni versione suona più sciocca e vuota della precedente. Altre storie, invece, consumano te. Più le racconti, più acquisiscono forza. – Chuck Palahniuk

Al Lobby House – Cocktails, Stories and other stuff si raccontano delle Storie. Le storie che poi alla fine fanno la loro naturale parte all’interno di un bar. Storie nate al bancone tra il cliente e i bartender, storie di incontri tra persone che bevono qualcosa dopo il lavoro, storie che i clienti portano da fuori, da altri bar, al bartender che stanno visitando. E magari proprio da lì nasce una nuova ricetta.

Cristiano Serati racconta storie e prepara drink da un po’ di tempo a Milano. Per lui qualche esperienza berlinese e quindi il trasferimento a Milano dietro al bancone del Clover, zona Stazione Centrale. 
Da qualche mese Cristiano è sbarcato al Lobby House, un corridoio, lobby appunto, che ha aperto in via Varanini, vero e proprio cuore del quartiere Nolo.

Cristiano alla versata, questa sera ci preparerà lui da bere al Lobby House

Qui al Lobby si beve bene e, come dicevo, si raccontano Storie anche sul menu: per l’esattezza ogni feature drink è ispirato a una persona che frequentava il Clover e alla quale lo specifico drink è dedicato. E chissà che i prossimi non siate proprio voi!

Le Storie del Lobby House. Aprite il menu e scopritele tutte!

La prima storia che scopriamo questa sera e che Cristiano ci racconta è quella del Kentucky Medicine, un drink che come si può facilmente immaginare si basa su un distillato americano: il Jim Beam Rye Whisky
Il Rye, whisky di segale, viene miscelato con Barolo Chinato, Angostura e Bitter della casa, quindi servito su ghiaccio.

Il Kentucky Medicine e la sua presentazione essenziale ma efficace

Il drink si ispira all’antica tradizione dei cocktail che sono nati come veri e propri medicinali per lo stomaco: la produzione dei primi bitter infatti aveva proprio questo scopo.
Il Barolo Chinato svolge la stessa funzione amaricante e aromatica allo stesso tempo fornendo delle note di tannini e acidità al Rye Whisky, già bello spigoloso di suo. 
Il drink è molto buono e ha una persistenza aromatica molto forte, ho riscontrato soprattutto delle profonde note di cannella e chiodi di garofano.

Il Kentucky Medicine rappresenta molto bene lo stile di miscelazione di Cristiano e quello del Lobby House: grande semplicità e pochi ingredienti ma buoni, drink che richiamino il passato attualizzandolo.
E in effetti la lista attuale si compone di alcuni grandi classici leggermente attualizzati e feature drink che raccontano le storie ma tutti seguono una regola ben precisa: devono essere fruibili e approcciabili da parte di ogni cliente.

La bottigliera, ampia, raccoglie moltissime referenze di whisky. Ma non solo, occorre esplorare!

Mentre degusto il drink ecco arrivare anche l’aperitivo del Lobby House che è diviso in una parte più “rustica” e in una più raffinata.
Per quanto riguarda il rustico troviamo del pane con degli oli di diversa provenienza, grissini, chips con guacamole.
In più ogni giorno vengono servite delle mini tartare di pesce fresco: a noi tocca quella con salmone, finocchietto e mandorle. Pazzesca!

Su questo piatto è necessario un drink che porti un po’ di freschezza e così ecco che Cristiano prepara un classico drink della New Era: il Gin Basil Smash.
Inventato ad Amburgo, unisce le note botaniche del gin a un prodotto prettamente italiano: il basilico.
Al suo interno troviamo London Dry Gin, sciroppo di zucchero, succo di limone e basilico fresco. Il basilico durante la shakerata rilascia, grazie alla clorofilla, un bel colore verde brillante all’interno del drink.

Il Gin Basil Smash e il suo colore verde brillante. Immaginate che profumo!

Quando si prepara questo drink è fondamentale combinare bene dolcezza e asprezza e Cristiano ci riesce alla perfezione: il drink è freschissimo ed è uno di quei cocktail che si ordinano in multiporzione, uno non basta!

Durante la preparazione Cristiano spiega continuamente (e non soltanto a me) quello che fa e le Storie che stanno dietro a ogni gesto e a ogni preparazione. Qui al Lobby House si fa bar, certo, ma si cerca di fare anche drink culture
Siccome non si volevano fermare soltanto al momento vissuto al bancone e non volevano parlare di cultura del Bere solo a chi è abituato ad andare al bar, i ragazzi del Lobby hanno pensato a un nuovo format molto interessante.

Qui infatti, una volta al mese, viene organizzato un evento dedicato a venticinque persone che si possono iscrivere direttamente al locale. Questo corso insegna le basi per preparare un drink a casa propria e sta avendo un grande successo nel quartiere di Nolo
Personalmente mi sembra molto positivo il fatto che si cerchi di diffondere la cultura del bere miscelato direttamente nei locali e non attraverso corsi improvvisati, magari fatti online da chissà chi. Qui si arriva, si impara e si beve bene.

Noi infatti procediamo con gli assaggi, che poi è il nostro dovere, e così ecco arrivare il terzo ed ultimo drink di questa serata: il Frizione, un drink che serve a ingranare la giusta marcia per una serata andando a inserirsi tra l’aperitivo e il dopocena. 
Al suo interno troviamo Rabarbaro Zucca, lo scotch whisky Caol Ila Single Malt, qualche goccia di succo di limone e Angostura Bitter.

Il Frizione, la sua essenzialità e i suoi profumi. Non potete sentirli dalla foto quindi andate al Lobby!

La ricetta del drink arriva da una chiacchierata tra Cristiano e uno dei suoi clienti più affezionati, amante dello scotch e dello Zucca.
Il Frizione è il drink che mi piaciuto di più nel corso della serata, ha molti sapori differenti che però sono perfettamente bilanciati: il torbato del whisky, il dolceamaro dello Zucca e l’acidità del limone giocano alla perfezione dando vita a un grande drink che conquista e continua a richiamare un sorso dopo l’altro.

Il Lobby House è un locale che vi consiglio perchè qui si beve bene e perchè, pur consapevole di essere fisicamente lontano dalla “movida” milanese, Cristiano non si tira indietro e fa letteralmente innamorare le persone del suo lavoro e dei drink che prepara.
Entrare in un posto che trasmette questo tipo di accoglienza e di calore è un piacere che vi suggerisco di non perdere, provare per credere!

Lobby House
via Varanini 12, Milano
aperto tutti i giorni tranne la domenica, dalle 18 alle 3

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