Sossio Del Prete - Octavius Bar

All’Octavius Bar la nuova drinklist racconta le buone maniere con dei drink tutti da assaggiare

In I Bar by Paolo VercellisLeave a Comment

Milano è cambiata, è cambiata parecchio da qualche anno a questa parte e una delle zone più cambiate, in positivo, è quella che va da Porta Nuova fino a Garibaldi.
Quand’ero piccolo in quell’area c’erano “le Varesine” ovvero una collinetta sulla quale ogni tanto arrivava qualcuno a montare le giostre e ogni volta che passavo lì sotto volevo andare a vederle.

Oggi le giostre non ci sono più, al loro posto i grattacieli di Porta Nuova, il ponte che attraversa viale Gioia e poi piazza Gae Aulenti con la torre dell’Unicredit completano uno dei quartieri più “londinesi” di questa città. 

Milano Porta Nuova

Milano cambia, il tramonto resta. Oggi Porta Nuova è un quartiere moderno e vivo, tutte le sere

Qualcuno potrebbe pensare che nel corso di questo enorme cambiamento, di questo rinnovamento, l’anima milanese si sia un po’ persa per strada. E in effetti per alcuni versi è così: Milano è diventata molto più internazionale, più ricca di eventi culturali, sicuramente più cara e ha un po’ perso la sua anima gentile e “dal cuore in mano“. 
Eppure i tratti distintivi di una città non volano via con il primo vento: la gentilezza, l’accoglienza e l’ospitalità milanesi sono rimaste ben radicate in alcuni luoghi della città e guarda caso quei luoghi sono i miei preferiti e quelli dove vado più volentieri.

L’Octavius Bar at The Stage è uno di quei luoghi. Elegante, elegantissimo come la Milano ricca e da bere e nello stesso tempo accogliente come il cuore di una barca di legno in cui si viene cullati dal ritmo lento delle onde (anche se probabilmente per immaginare il mare in piazza Gae Aulenti dovete trovarvi almeno al secondo Negroni). 
Qui vi sentirete a casa nonostante il luogo sia sontuoso dall’ingresso fino alla sala per le cene e quindi allo scintillante bancone dotato di comode sedute e di una commovente saletta del whisky alla quale i nerd come me continuano a buttare uno sguardo. 

Gli interni dell'Octavius at The Stage

Ci si siede (rigorosamente al bancone) e ci si lascia trasportare dal moto ondoso e dalla cortesia dei bartender

Ma un cocktail bar non può essere tale senza dei grandi bartender e così ecco Francesco Cione che qui da anni svolge il ruolo di Bar Manager e a cui è affidata l’accoglienza sempre cortese e mai sopra le righe. Ecco Gabriele Tammaro e il team del bar. Ed ecco, soprattutto, Sossio Del Prete che all’Octavius Bar prepara da bere ma è anche molto altro.

Il Team dell'Octavius at The Stage
Preparatissimo su ogni distillato presente in bottigliera, Sossio è l’esatto opposto dell’immaginario che a volte si ha dei bartender prime donne e vanitosi.
Fin dalle prime battute si percepisce la sua grande umiltà nonostante lavori in uno dei bar più affascinanti di Milano e la sua grande capacità di coinvolgere il pubblico al bancone. 

Insomma, esattamente le caratteristiche che cerco sempre in chi incrocio dietro al bancone e quelle che mi piace raccontare a tutti voi nei nostri articoli. Il cocktail bar oggi deve essere, ancora prima del gusto dei drink, accoglienza e voglia di far star bene i propri clienti e in questi due ambiti all’Octavius Bar troverete dei veri e propri maestri.

Questa sera siamo qui per raccontare la nuova drinklist, una lista che si ispira al Galateo e alle modalità di comportamento da tenere in diverse occasioni.
Quali? Una prima uscita (i drink proposti sono analcolici), un incontro di lavoro, una serata da soli al bar e così via. In tutto una ventina drink e appena entriamo nel locale, Sossio è già pronto a preparare il primo.

Octavius The Stage

Ci sediamo al bancone e si comincia questo viaggio alla scoperta della nuova drinklist

Non sappiamo ancora che stiamo per assaggiare uno dei drink che ci sono piaciuti di più nel corso di questo 2019: il Tropical Negroni dell’Octavius entra decisamente nella top 3 di questo secondo anno di racconti da bar.

Al suo interno troviamo Pineapple Plantation Rum, l’infusione con le bucce d’ananas è fatta direttamente dal produttore. Quindi Martini Vermouth infuso con ananas e vaniglia e soprattutto un Campari Bitter lavorato con la tecnica del “fat wash“, una sostanza grassa viene infusa in alcol e quindi attraverso il congelamento il sapore resta ma il grasso si separa lasciando “pulito” il prodotto. 
Questa operazione viene svolta utilizzando Campari e olio di cocco
Il drink è completato con un dischetto di foglia di cardamomo verde che offre un piacevole effetto cromatico sul rosso del drink e anche parecchio profumo e freschezza.

Tropical Negroni cocktail - Octavius The Stage

Estrema semplicità nella presentazione per un drink dal gusto pazzesco

Il drink è presentato in modo semplice, senza fronzoli. In compenso i sentori tropicali di questo Negroni sono semplicemente incredibili e così anche la vaniglia che esce decisa insieme alle note dell’ananas.
Il Campari arriva sulla parte finale, profumato dal cocco e con il suo amaro inconfondibile e lascia una persistenza che dura almeno cinque minuti in bocca. Commovente!

Dopo un simile inizio la voglia di scoprire gli altri drink è tanta, ma prima vi facciamo vedere (e naturalmente assaggiamo) anche l’aperitivo dell’Octavius Bar The Stage.
La proposta cambia praticamente ogni sera e a noi tocca un bel piatto con salmone scottato, palline di melone, pomodorini ripieni di formaggio e prosciutto e melone. Oltre alle consuete patatine e olive che si combinano alla perfezione con il nostro Negroni.

L'aperitivo dell'Octavius at The Stage

Un aperitivo curato che si sposa perfettamente con i drink serviti questa sera

Intanto Sossio Del Prete ci racconta un po’ di sè e del viaggio che l’ha portato qui all’Octavius dalla sua Campania da ormai quattro anni. Durante il periodo dell’Università, mentre studiava Lingue, ha iniziato il suo percorso dietro al bancone quasi per gioco. Un gioco che poi si è fatto più serio grazie a un corso professionalizzante, quindi l’esperienza dietro questo bel bancone coronata da competizioni e viaggi all’estero grazie ai quali continua a migliorarsi.
Il suo rapporto con la Campania e con la città di Napoli è amorevole: ci racconta che tutti si impegnano molto dietro ai rispettivi banconi e la semplicità vince sulla pretenziosità e l’eccesso.
Qui all’Octavius, Sossio, Francesco e tutte le persone del Team cercano di comunicare al bancone e in sala ciò che fanno: un esperimento che riesce al 50% durante l’aperitivo e funziona invece molto bene nel dopocena in cui si riesce a chiacchierare con i clienti al bancone.

E proprio da una chiacchiera al bancone e dai gusti di alcuni clienti affezionati nasce il prossimo drink: Le Tre Varianti sul Martinez
Si tratta di un classico Martinez realizzato con Genever, vermouth rosso e bitter, che viene diviso in tre mini-Martinez dopo essere stato cotto per 4 ore a bassa temperatura con le varie aromatizzazioni.

La prima variante è infusa ai fiori tra cui spiccano ibisco e lavanda. L’ibisco fornisce acidità al punto che il drink sembra quasi vinoso, piacevolissimo da sorseggiare.
Il secondo mini-Martinez, dedicato alla città di Milano, viene infuso con lo zafferano che rilascia perfettamente il suo sapore delicato e lavora benissimo sul gusto forte e dolce del drink.
La terza ed ultima variante è un Martinez infuso con fragole e lamponi in cui il sapore non dolce ma acido del lampone esce perfettamente con i suoi sentori di sottobosco.

Tre varianti sul Martinez - Octavius at the Stage

Le tre varianti sul Martinez ci sono piaciute moltissimo!

L’esperimento è molto interessante, non si tratta di tre twist su un drink ma di un vero e proprio modo di degustare un unico drink in tre modi diversi.
Questo viene sottolineato anche dalla tavoletta per il servizio che unisce idealmente e fisicamente le tre coppette.
In generale questo modo di degustare un grande classico mi è sembrata una scelta vincente e un esperimento da creare anche su altri drink.
Mi ha convinto particolarmente la degustazione con lampone e fragola che forniscono, oltre al loro sapore, un’acidità inaspettata al Martinez.

Per il terzo ed ultimo drink ci allontaniamo dai classici (e anche dalla semplicità) per un vero e proprio esperimento. Si tratta di un Milk Punch ovvero un drink che viene chiarificato attraverso la combinazione di latte e di una parte acida. Questa combinazione rende trasparente il drink anche se questo contiene elementi colorati o densi.

All’interno di questo Milk Punch proposto all’Octavius at The Stage troviamo Bulleit Bourbon, Tequila Casamigos, Mezcal, succo di limone e sciroppo di zenzero e passion fruit. Il tutto viene completato con qualche goccia di Laphroaig che profuma con la sua torba la superficie del drink e con dei fiori di mela che contrastano perfettamente con la trasparenza.

Milk Punch - Octavius at the Stage

Il Milk Punch viene completato con dei fiori di mela sulla superficie

Il drink è buonissimo, profondo, parte dai sentori di torba che arrivano al naso per finire con il carattere vegetale della Tequila e del Mezcal e le acidità smorzate del passion fruit. L’unica critica? I fiori di mela sono bellissimi da vedere ma disturbano un po’ sulla bevuta (poco male visto che ne ordinerete almeno un paio!)

Come avrete capito da queste righe la nuova drinklist dell’Octavius Bar ci ha entusiasmati parecchio ma più in generale venire qui e sederci a questo bancone tutto in legno ci piace e lo facciamo volentieri nel corso dell’anno.
Ordinate qualcosa dalla lista o affidatevi alle capacità del Team per sorseggiare dei drink che vi faranno sognare grazie ai loro sapori semplici ma persistenti.
E al di là del gusto dei cocktail e delle bottiglie che affollano le pareti, qui si sta davvero bene e il servizio è, a nostro giudizio, uno dei migliori in città.

Fateci sapere cosa ne pensate sulle nostre pagine Instagram o Facebook, altrimenti ci si vede come al solito ai banconi milanesi ogni mercoledì nel contesto del nostro Bar Tour, ormai una solida certezza!

Octavius Bar at The Stage
piazza Gae Aulenti 4, Milano
aperto tutti i giorni dalle 18.00 all’1.00, chiuso la domenica

 

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