Domus Drink&Food Lab

Domus Drink & Food Lab: quell’angolo di Bergamo in cui il tempo si è fermato

In I Bar by Valentina MilesiLeave a Comment

Questa sera il nostro BarTour bergamasco mi porta al Domus – Drink & Food Lab, uno dei locali che eravamo venuti a trovare durante l’ultima Bergamo Cocktail Week.
Il Domus è un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato perchè, poco distante dal pieno centro, si trova all’interno di una parte restaurata del Palazzo storico dei conti Camozzi (dove, nb, si dice Garibaldi abbia ascoltato per la prima volta l’inno d’Italia!) a cui si accede se ad uno sguardo attento non sfugge un’insegna molto discreta accanto ad un’ingresso ad arco sull’omonima via.

Altre tre arcate interne aprono lo sguardo sul cortile che una volta ospitava per l’appunto, una casa (da qui il nome Domus) e dove oggi, al riparo di un albero secolare, si trovano i tavolini open air del locale.

Ultima creazione di Giovanni De Lorenzi (figlio d’arte con alle spalle -solo per citarne alcuni- Bobino, Byron, Cielo, prima ancora Cipriani) Domus nasce con ambizioni importanti e si ripromette di essere un locale a 360 gradi, dove la cucina si fonde con il bar alla ricerca di una “cucina liquida”.

Qui il servizio è vario e spazia tra il pranzo, l’aperitivo (con possibilità di gustare finger food di qualità) la cena e l’after dinner, ma la passione centrale di Giovanni resta l’American Bar: lo conferma il fatto che il locale all’interno si apra su un lungo bancone, illuminato da una bottigliera e da un lampadario storico.

Domus Food&Drink - Il Bancone

Il bancone e il suo movimento, siamo al Domus Food&Drink di Bergamo

Mentre Thomas, il nostro fotografo, si sposta per immortalare le luci e gli scorci del locale, arredato con un’alternanza di pezzi vintage ed installazioni contemporanee, vengo accolta da Davide Tofoletti, head barman, che mi racconta come dietro al bancone ci sia finito quasi per caso grazie ad una recente passione, che l’ha definitivamente conquistato dopo essere stato a contatto con il mondo della miscelazione londinese.

Davide Tofoletti - Domus Drink&Food

Davide ritratto da Thomas

Mentre chiacchieriamo mi racconta anche di altre passioni, come la musica ed il cinema, da cui trae ispirazione per la scelta del nome dei suoi cocktail, tanto che nella drinklist della scorsa stagione un tappeto come sottobicchiere strizzava l’occhio ad un “Il grande Lebowski”.

La drinklist, stagionale, attualmente disponibile solo in versione virtuale tramite qrcode, è differenziata per fascia oraria: nella prima, tra le 18 e le 22, troviamo una ventina di cocktail tra classici, twist e signature, mentre per l’after dinner possiamo assaggiare uno dei dieci signature, un po’ più elaborati.

Ci fidiamo di Davide e lasciamo carta bianca: come primo assaggio ci prepara quello che ritiene il marchio di fabbrica del Domus, il Barba. Per farlo abbina purea di barbabietola a del Bourbon e a della Mastiha, insieme a succo di limone e ad un tocco di purea di cocco. Sono un po’ in allerta: ho un rapporto conflittuale con la barbabietola ma cerco di non far trasparire il cliente apprensivo che è in me, e faccio bene: il risultato mi piace.

Domus Drink&Food Lab - Barba

Il Barba nella sua bella presentazione tropicale

Quasi ci siamo scordati che fuori è estate ma il piglio tropical del cocktail, servito in un bicchiere che vuole ricordare la forma di una noce di cocco, ce lo ricorda presto.
Il drink è molto piacevole, il sapore della barbabietola si accompagna bene al sentore di cocco e lavanda della mastiha, mentre il bourbon ne stempera la dolcezza; lo sorseggiamo accompagnato da un appetizer servito direttamente dalla cucina che con la sua sapidità vuole bilanciare il tutto: è un calamaro cotto a bassa temperatura ripieno di tonno, servito su crema di barbabietola, con maionese ed anguria, entrambe affumicate homemade.
Con questo primo assaggio abbiamo conferma del lavoro di sinergia tra miscelazione e cucina, dall’utilizzo delle materie prime al bilanciamento dei sapori.

Domus Drink&Food Lab - interni

Le sale interne hanno uno stile contemporaneo ed elegante

I ragazzi in brigata che lavorano con Davide, Fabio Bocchino e Mattia Teani, sono giovani ma hanno viaggiato molto ed hanno esperienze importanti alle spalle: l’impegno che mettono nella ricerca è già accertato dal nostro assaggio.

È tempo per il secondo cocktail: assaggiamo un fuori lista che è un twist su un gin sour preparato con gin infuso in casa con tè nero cinese Lapsang, un the che viene affumicato con legno di pino o cedro. Il drink, preparato in throwing, è morbido e vellutato; si apre con un tono aspro, a cui segue il sapore del tè leggermente affumicato e un accenno di cannella in chiusura.
Anche in questo caso il pairing funziona. Si tratta di un gambero rosso di Mazara con crema di foie gras ed emulsione di pomodoro.

Domus Drink&Food Lab - Gin Sour

Il Gin Sour è uno dei fuori menu della serata

Forse il cocktail che ho apprezzato maggiormente in questa nostra tappa.

Abbiamo ancora un assaggio che questa volta viene realizzato dal secondo bartender della serata: Cristian Telini.
Ci propone un ceviche di salmone e mango che accompagna uno dei signature cocktail, il Monroe, che vuole evocare con i suoi sapori il contrasto della vita dolce e amara della famosa Marilyn.
È un drink molto “girlish”, in alternativa al classico Cosmopolitan: realizzato in copetta, di un delicato colore lilla dato dalla crème de violette; al primo sorso spicca per dolcezza, che viene poi bilanciata dall’amaro della vodka infusa al pompelmo rosa, homemade. È una bomba aromatica, data dalla combinazione di sciroppo alla rosa, sempre homemade, e dal vellutato foam realizzato con un tocco di Bergamotto.
La firma del cocktail è la nuvoletta di profumo, “N’5” che Davide ha realizzato ricordando il celebre Chanel che Marilyn tanto amava.

Marilyn, Domus Drink&Food Lab

Un dettaglio del Marylin, drink profumato e profondo proposto dal Domus

Il nostro tour sensoriale all’interno del Domus per oggi termina qui e ne usciamo soddisfatti, anche per la gentilezza di chi ci ha accolto e servito. Passate e lasciatevi ingolosire dalle altre preparazioni casalinghe come la vodka infusa al jalapeno o il gin al rosmarino.
Il locale è frequentato da una clientela molto variegata: il venerdì sera sembra essere la serata degli over 25 mentre se passate il sabato sera sarà più facile trovare compagnie di amici o coppie.

Raccontateci come sempre la vostra esperienza sulla nostra pagina Instagram o sulla pagina Facebook di Drinkurway, siamo curiosi di sapere cosa ne pensate!

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