Andrà a tutto bere. Siete pronti per i nostri Bar Tour con Evelyn?

In Chi siamo, News by Evelyn RonzioLeave a Comment

Eccomi qui. Non ho mai scritto nulla, se non qualche stupida Instagram caption. Ci provo, perché ho voglia di raccontarvi la mia prima volta al bancone a cui hanno fatto seguito numerosissime altre e altre ancora in cui non riuscivo più a dire basta, ti prego, fermati! 

E no.. non sto parlando di sesso o relazioni. CHE NOIA.
Sto parlando di BAR. E possibilmente di Bar Tour.

Tutto è iniziato negli anni duemila (ma che ne sanno i duemila!) quando da piccola adolescente ho iniziato a fare le prime uscite con gli amici, uscite vere, non di quelle in piazzetta a fare i tamarri facendo finta di fumare sigarette.
Cosa che tra l’altro ho iniziato realmente a fare più o meno a 20anni… Ma non è questo l’argomento, riprendiamo.
Parlo di uscite vere, nei locali, e dei miei primi approcci con l’alcol, anche se non mi vergono ad ammetterlo, o forse si, il primissimo è stato con qualche liquido colorato, frizzante e a base rum (avete capito, no?).
E lo so, siete colpevoli (?) anche voi!
Per fortuna questa fase è durata poco e si è passati alla fase più adulta con l’inevitabile passaggio da quei drink che ad oggi solo a sentirli nominare… “brrrr rabbrividiamo”. 
Ma alla fine da qualche parte bisogna pur iniziare, come per tutto.

Dopo questa esperienza è arrivata quella che ha cambiato il mio sapere bere e lo sta cambiando tutt’ora, grazie ad un amico, un mentore, un personaggio che in molti di voi conoscono bene. Lui, Pier, il barista di provincia.
Perché ripetiamolo tutti insieme, Abbiategrasso è “la città non la fermata”!
È partito tutto da li, da quel Bar che in tanti abbiamo amato e anche ancora tutt’oggi anche se non molto presente ad Abbiategrasso io personalmente AMO. Sono le mie origini, è la mia Casa

E poi, e poi. E poi ecco che è arrivato quel momento che mai mi sarei aspettata cambiasse tutto. Milano.
Entrata subito nel cuore, difficilmente riuscirei ad abbandonarla.
E’ qui che ho imparato a girarla tutta e ho scoperto un nuovo tipo di gita: i Bar Tour.
Milano mi ha fatta crescere, sia a livello lavorativo, sia a livello personale ma soprattutto a livello alcolico. E mai avrei pensato di dirlo che quest’ultimo aspetto è del tutto merito del lavoro, merito di tutte quelle giornate di merda in cui avrei solo voluto affogare i miei istinti omicidi nell’alcol. Ho affrontato le varie fasi, dall’aperitivo chiamato Happy Hour o apericena, all’aperitivo quello vero fatto di olive e patatine. E non perché avessi deciso inutilmente di mettermi a dieta o perchè fossi alcolizzata (risata fuoricampo) ma perché ero finalmente arrivata a quel punto in cui volevo soltanto bere bene

Da qui parte tutto quello che provo per i bar, e non sto parlando solo di posti fisici e cocktail. Parlo delle meravigliose persone che ci lavorano: sono loro che fanno il bar. Sono loro che ti fanno sentire a casa. Sono loro che mi hanno sempre accompagnato in qualsiasi fase o stato emotivo. 

Tutti noi abbiamo i nostri posti del cuore. Anche per me è così.
Parlo di quel posto in cui più di una volta hai pensato di spostare la tua residenza o quantomeno di dormirci. Perché diventa la tua nuova famiglia. E ti vogliono bene, tanto da assicurarsi che torni a casa sano e salvo, tanto che provano a cercarti un compagno e tanto che intervengono nel caso in cui qualcuno diventi troppo molesto. E spesso quel qualcuno sono stata proprio io, devo ammetterlo.

Sì,  di casini ne ho combinati parecchi, ma sempre in buona fede e per divertirmi. E arriva spesso quella volta in cui dico a me stessa “Evelyn basta, ti prego fermati”.
Ma è tutto un “ca va sans dire”, o in italiano “che te lo dico a fare?”.
Damn!

In questi ultimi anni ho conosciuto un sacco di persone. Spesso quando non avevo compagnia al Bar ci andavo da sola e rigorosamente al Banco.
Per parlare con loro, un loro che poi spesso si trasforma in Noi.
I nostri amici a cui se ne aggiungono sempre di nuovi. Perché nei Bar in effetti scopri che come te ce ne sono tanti, tante persone che vivono il Bar a tuo modo e quindi si creano nuove amicizie, belle e brutte, per mia fortuna quasi tutte belle.
Si crea quasi una comunità, siamo in grado di non telefonarci nemmeno tanto sappiamo già che loro saranno li, o che qualcun altro si unirà. E queste persone, tutte, sono un piccolo pezzo del mio puzzle.

Ho vissuto davvero tante esperienze, sono certa che stiano per arrivarne migliaia di altre.
Il Bar è un Mondo che amo e che, strano da dire, mi ha coinvolta ancora di più proprio grazie alla quarantena.
Questo progetto, il progetto di DrinkUrWay, mi ha fatto ancora più innamorare del bar, dei banconi, dei cocktail, delle persone che incontro e soprattutto mi ha spinta ad ampliare le mie competenze, uno studio che porto avanti ogni giorno.
Sono arrivata qui per promuovere i Bar Tour, un progetto che per il momento ci fa divertire ma che spero possa far divertire in futuro anche il nostro pubblico.

DrinkUrWay è un progetto in cui credo, una realtà che appena si potrà tornare al Bar diventerà ancora più solida e un’attività che ho la fortuna di portare avanti con persone a cui voglio bene e con le quali spaccheremo tutto! 
Vi aspetto al Bar Tour!

#wearedrinkurway

Ci vediamo al banco, presto. Tutti insieme. Cheers amici.

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