DrinkUrWay 2.0, People behind Drinks. I sei buoni propositi per il 2022

In News by Paolo VercellisLeave a Comment

Nascere non basta.
È per rinascere che siamo nati.
Ogni giorno.
Pablo Neruda

E così eccoci qui, la data è simbolica: primo gennaio. Siamo ancora qua, eh già. Si chiude un anno in cui il nostro progetto è stato fermo alla finestra a guardare ciò che succedeva. Abbiamo studiato, ci siamo confrontati e ci siamo chiesti: “Ma ha senso scrivere di Bar se non si può andare al Bar?”. O se ci si può solo andare a metà. O se ci si può andare ma senza quella gioia primitiva e godereccia da bancone?
La risposta è stata no. E così il nostro Bar Tour e le nostre interviste si sono presi una pausa forzata ma riflessiva. E, come le pause forzate e riflessive impongono, ci siamo guardati in giro e ci siamo posti delle domande. Ecco quelle che ci siamo fatti, le risposte che abbiamo provato a darci e la direzione che vogliamo prendere nel nuovo Mare.

Comunicazione e Bar. A chi comunichiamo? E come?

In un periodo in cui si poteva solo leggere e non si poteva frequentare il Bar o si poteva farlo a spizzichi e bocconi, è cambiata profondamente la modalità analitica con cui si leggono gli articoli.
Prima di tutto nelle nostre letture sporadiche abbiamo trovato i litigiosi. Vi ricordate lo slogan “diventeremo migliori?”. Per molti io penso sia stato davvero così. Altri non rinunciano alla polemica, al pettegolezzo, alla critica severa che scade nella maldicenza.
E alcuni siti di informazione prendono e rilanciano, rielaborano, perchè la polemica fa sempre click.

Poi ci sono tante, davvero tante, testate di settore e blog in cui si parla entusiasticamente di Bar e di prodotti. Lo abbiamo fatto anche noi. Ma possibile che nella nostra Industry tutto sia bello e tutto sia entusiasmante? Possibile che qualunque prodotto sia buono? O forse temiamo di dire la nostra (e vorremmo influenzare, che paradosso!) e pensiamo che non si possano scrivere alcune cose?

Penso che la capacità analitica aumentata abbia riguardato tutti: quella di chi fa informazione, certo, ma anche quella dei nostri lettori, dei clienti dei bar, dei bartender stessi e persino delle proprietà dei locali.
Scrivere per scrivere o fare foto per fare foto non basta più, occorre avere un’opinione autorevole ma che sia prima di tutto sincera ed onesta: è il nostro tempo a richiedercelo.

Ecco perchè rinunceremo, nel nuovo corso di DrinkUrWay a parlare bene di tutto. Ci piacciono un sacco di cose, siamo tre nati entusiasti: io mi esalto per un drink ben fatto, Evelyn è tutta contenta se il Bar è vivo e pieno di persone, Vale la conquistate facilmente con un Bar Food ben fatto (le pickled things sono le sue preferite, con quelle vincete sicuro).

Per cui ci capiterà di parlare e scrivere bene, molto bene, di qualcuno, certo.
Ma vogliamo farlo in modo sincero. E se proprio non possiamo dire e scrivere che una cosa non ci è piaciuta perchè questo settore non è ancora pronto, benissimo, non scriveremo del tutto di quel luogo/situazione/serata. Ci limiteremo a riportarlo ai diretti interessati sperando che la nostra critica sia sempre costruttiva (e magari anche sbagliata, perchè noi sbagliamo e ci piace sbagliare così come ci piace imparare).

Di sicuro non fomenteremo nè rilanceremo polemiche sterili per il gusto del pettegolezzo o per un click, meglio un click in meno piuttosto che creare tensioni in un mondo piccolo come il nostro.

Ma questa comunicazione a caccia di pettegolezzi o entusiasta a chi si rivolge? Per chi vengono impiegate ore a scrivere articoli, a costruire guest, ad organizzare eventi? A fare classifiche?
Per noi stessi. Fateci caso: tre quarti (a voler essere buoni) degli eventi industry sono costruiti per l’industry stessa. In un’epoca in cui invece paradossalmente il Bar arriva a tutti, tutti sono in grado di cercare informazioni e molti clienti chiedono drink complessi o esprimono una preferenza su una bottiglia non marchettara.
Oltre al fatto che esiste tutta una fascia di popolazione, ampia e variegata, che è pubblico potenziale ma che si sente spesso ignorante rispetto a menu troppo complicati o eventi che sembrano quasi voler essere elitari.

Noi pensiamo ci sia bisogno di parlare a tutti e questo cercheremo di fare nel nostro piccolo: scrivere per il pubblico finale, coinvolgerlo nei Bar Tour, fargli scoprire i vostri cocktail e le migliori bottiglie e, nel frattempo, raccontare quanto c’è di bello e affascinante nel mondo del Bar.
Ecco quindi il nostro primo buon proposito 2022: scrivere di ciò che vogliamo e come vogliamo, senza intermediazioni e senza influenze esterne come riteniamo sia meglio fare per rendere l’idea di questo mondo, il mondo che amiamo.

Belli i cocktail ma andiamo oltre

Sono abbastanza sicuro che fatte cento le pagine Instagram che parlano di Bar, almeno novanta fotografano principalmente drink.
E’ normale che sia così, lo abbiamo fatto anche noi. Entriamo in un Bar e la prima cosa che ci viene proposta, la prima che sorseggeremo sarà un drink. E’ colorato, è scenico, acchiappa like. E’ perfetto.

Ma siamo sicuri che il Bar sia tutto qui? Siamo sicuri che inondare il social di turno di drink sempre più colorati e con sempre più ingredienti sia quello di cui abbiamo bisogno? Forse qualche anno fa.

Oggi per scegliere dove andare a bere le persone hanno bisogno di vedere luoghi, vedere facce. Siamo stati a casa per tantissimo tempo, molti si sono fatti Gin Tonic o qualsiasi cosa gli saltasse in mente a casa. Con ghiaccio discutibile certo, con ingredienti e strumenti improvvisati, certo. Ma perchè la gente tornerà al Bar? Perchè ci torneremo?

Perchè è affascinante, per il dettaglio dei profumi e del bancone, per conoscere persone, per festeggiare in compagnia o bersi un drink in solitaria, ma in mezzo alla gente, alle due del mattino.
Torneremo al Bar per tutti quei dettagli che non vengono mai fotografati o raccontati ma che sono l’essenza stessa del Bar. Un Bar fatto di persone.

E proprio con le persone che lavorano al Bar ho parlato in questi mesi. Molte, moltissime hanno lasciato. Altre si sono riscoperte, hanno studiato e continueranno al meglio questo lavoro. Altre ancora, e sono tante, hanno iniziato a interrogarsi sul Bar. E si sono poste diverse domande.

“Esiste un Bar che concilia la mia vita di coppia al mio lavoro?”
“Esiste un Bar in cui se voglio fare carriera possa contare su un’adeguata crescita della retribuzione?”
“Voglio dare di più al Bar per cui lavoro ma il mercoledì per me è davvero un casino, posso ridiscutere i turni?”
“Parlano tutti bene di questo Bar, perchè io qui passo le pene dell’inferno?”

Insomma, in molti hanno iniziato a chiedersi se il Grande Motto che pareva scolpito nella pietra dagli anni ’60 della miscelazione italiana “Gavetta e Sacrificio, Sacrificio e Gavetta” (e pochi soldi) in realtà potesse essere sensato in un’epoca in cui, oltre al Bar, si possono fare molti lavori. Alcuni anche divertenti.

Da qui, da queste prime domande che hanno iniziato a sorgere e serpeggiare, il passo verso il racconto in prima persona a testate come Munchies, Zero su come la pandemia avesse cambiato il mondo del lavoro in un settore molto frammentato e senza enti di rappresentanza è stato fatto. E noi vogliamo continuarlo, vogliamo raccontare e che ci raccontiate esperienze di Etica del Bar: un bar che supporta e sostiene le persone che ci lavorano dentro, a qualsiasi livello.
Perchè non possono esistere classifiche e competizioni che non tengano conto di questo elemento.

Così come si dovrebbe tenere in conto l’altro grande tema del Bar del Futuro che è quello che rispetti tutti e che non lasci indietro nessuno. Al bancone, certo, ma anche dietro dove l’ultimo Bar-back sta pulendo bicchieri. L’inclusione sociale di chiunque e il rispetto di tutti devono essere i cardini.

Il nostro Team è composto per due terzi da donne, è capitato così e non è stato forzato. Non possiamo ignorarlo e proprio per questo la prima intervista, e speriamo collaborazione, di questo 2022 sarà con Ginevra Castagnoli e il suo nuovissimo progetto Ellas, “empowering women in hospitality world”, che si occupa di recruiting, visibilità e ispirazione per tutte le figure femminili che lavorano nel Settore a livello europeo.

Quindi, secondo proposito (che tra l’altro ci porta a bomba al terzo): essere e diventare voce narrante di tutte queste realtà e di chiunque abbia bisogno di far sentire la propria voce. Essere allo stesso tempo presenti con la nostra scrittura, voce e presenza fisica all’interno di quei Bar che abbiano a cuore questi temi etici, ovvero che abbiano a cuore il futuro.

People behind bars, la nuova attenzione alle persone

Quindi cosa facciamo? Smettiamo di fotografare drink e fotografiamo bartender? Non proprio. Diciamo che DrinkUrWay diventerà una piattaforma, anche nella struttura dei suoi articoli, molto più attenta alle persone. Da un lato le persone che lavorano nell’Industry ad ogni livello, dall’altro persone interessanti che incontreremo ai banconi, non per forza legate al mondo del Bar ma in ogni caso amanti del buon tempo e del buon bere.

Persone che hanno storie da raccontare, che hanno iniziato a fare sala e improvvisamente si sono trovate dietro un bancone una sera con le gambe tremolanti, persone che avevano un nonno oste e si sono date al magico mondo dell’ospitalità.
Persone che hanno spesso e volentieri interessi che vanno ben oltre il far bene un Daiquiri o un Martini, persone che sono libri da aprire e scoprire con le domande giuste.

Su DrinkUrWay 2.0 troverete le loro storie e le loro fotografie, un po’ meno drink, un po’ più festa.
Non ne sentite un gran bisogno dopo tutto questo buio?

Guest Shift o Bar for People?

Viva le guest, morte alle guest!
Famoso il regular che ha dichiarato: “Mi informo sempre su quando ci sono le Guest nel mio Bar preferito, così ci vado la sera dopo”.
Io sono stato a Guest divertentissime, hanno sempre avuto un solo e unico problema: prima di andarci sapevo esattamente chi avrei trovato seduto al bancone e ai tavoli, ed erano tutte persone legate al settore. Altresì detto; ce la suoniamo e ce la cantiamo.
Altre volte sono stato a Guest in cui al bancone succedeva qualcosa, ma ai tavoli e nel resto del locale non si percepiva nemmeno che ci fosse un ospite.

Le guest fatte così servono davvero ai principali organizzatori, che spesso e volentieri sono i Brand? Vedere una bottiglia utilizzata in tutti i drink della serata è utile ai fini marketing di chi organizza l’evento? E soprattutto: è utile al locale e piacevole per il suo pubblico?

Servono ancora le guest? Nevsky dice di sì, per entrare nelle classifiche. Il che probabilmente è vero. Ma allora tutti quei Bar che non hanno particolari mire di classifica e che vorrebbero semplicemente invitare qualcuno che faccia da bere qualcosa di diverso dal solito per una sera, perchè dovrebbero farlo?

Penso che si possa tranquillamente aprire un nuovo capitolo, sempre ispirandoci alle persone. Guest o ancora meglio “Serate”, per una volta italianizzo, che coinvolgano una rete virtuosa di locali che coprano le spese (coinvolgendo anche i Brand eventualmente) e che si ospitino a vicenda, possibilmente in serate non concorrenziali tra loro in termini di giorno della settimana.

DrinkUrWay sta già proponendo questa cosa per alcuni amici per cui cura la comunicazione e sembra funzionare molto bene. C’è visibilità per tutti, la guest è sempre accompagnata da un bel Bar Tour cittadino per l’ospite prima e dopo la serata e soprattutto, pazzesco, la gente si diverte. Persino la gente che è capitata per caso nel Bar e non sa nulla di Guest, di bartender, di classifiche e di brand.

Il nostro quarto buon proposito quindi è quello di mettere a disposizione la nostra rete e le nostre energie per costruire Guest positive, che coinvolgano davvero e che siano mirate a conoscersi e fare realmente Bar. Ovvero condividere informazioni, idee, ricette, pensieri per far crescere il mondo della miscelazione e quello dell’ospitalità e organizzare serate direttamente da parte di chi il mondo della miscelazione lo vive da dietro e da davanti al bancone, senza intermediazioni.

DrinkUrWay e quello che facciamo, vi va di supportarci?

Ma perchè lo fate” è stata la domanda più gettonata dal 2016 al 2021. Ogni volta che arrivavamo al settimo bar del Bar Tour, ogni volta che iniziavamo il Bar Tour alle 10 am, ogni volta che prendevamo treni o mezzi di fortuna nel cuore della notte per dormire da qualche parte, c’era sempre qualcuno che diceva: “Ma perchè lo fate?”.

Prima di tutto, è amore. Ve l’abbiamo già detto in qualche puntata precedente. Ma si sa, d’amore non si vive. E così DrinkUrWay oltre al racconto continuo e direi a tratti maniacale dei Bar italiani, da un anno offre anche un servizio di Comunicazione e gestione dei Social Media per alcuni fortunatissimi amici.

Lo facciamo solo per locali che ci piacciono e su cui ci troviamo in sintonia nella gestione. Siamo pochi, indaffarati in mille lavori, ma ci mettiamo il cuore, quindi vogliamo metterlo per chi se lo merita.

Ne avete bisogno? Volete più informazioni? Per ogni necessità in merito potete contattare Evelyn Ronzio che è la figura che si occupa di questa parte nel magico trio o scriverci direttamente.

Ci teniamo nello stesso tempo a ribadire per l’ennesima volta che gli articoli che escono sul sito non sono mai stati, non sono e non saranno mai a pagamento, su questo non transigiamo fin dalla notte dei tempi (2016).

Bar Tour, quando e come riprenderà?

Il Bar Tour riprenderà, certo che riprenderà. Il nostro marchio di fabbrica che porta le persone alla scoperta dei migliori locali italiani, dalla lettura fino alla vera e propria esperienza live, non lo molliamo.
Ripartiremo non appena la situazione pandemica lo consentirà con tante nuove idee.

Come dicevo prima, le persone saranno al centro di questo progetto e il Bar Tour sarà prima di tutto un modo per farle incontrare.
Lo integreremo con delle Storie da raccontare nei locali in prima persona e, naturalmente, con le Storie raccontate live da tutti i bartender, bar-back, persone che lavorano in sala, proprietari, barflyers e chi più ne ha più ne metta.
Vi terremo aggiornati, ma in ogni caso il ritorno del nostro BarTour va tra i buoni propositi perchè ci manca molto!

Questi sono i nostri buoni propositi per il 2022, buoni propositi per creare una comunicazione che racconti i Bar italiani, che supporti le realtà che hanno al centro l’Etica e il rispetto per tutti. E che esca dall’autoreferenzialità una volta per tutte.
Una comunicazione che si faccia voce e tramite dell’innovazione in corso: dall’organizzazione di serate più coinvolgenti per il pubblico e più utili per i Bar fino a progetti strutturati di comunicazione che mettiamo a disposizione dei Bar che ci piacciono.
E voi? Come inizierete l’anno? Raccontatecelo e iniziamo a confrontarci!

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