Mi chiamo Paolo Vercellis, sono nato nel 1987 a Milano dove ho sempre vissuto. Negli ultimi 2 anni parallelamente al mio lavoro nel mondo del marketing applicato all’editoria ho sviluppato un fortissimo interesse per il mondo dei distillati e più in generale per la cultura del bar. Oggi tutto questo si traduce in questo progetto: DrinkUrWay.

Lavoro insieme a Sebastiano Fusaro, Monica Bellenzier e Desirée Sacchiero, i fotografi che realizzano le meravigliose immagini che trovate in queste pagine, e a chiunque vorrà partecipare con la sua scrittura e le sue idee al progetto!

Di seguito trovate gli obbiettivi che cerco di raggiungere attraverso la mia scrittura e queste pagine


DRINKURWAY

Quando inizia una nuova avventura è importante capire bene cosa si vuole fare e cosa non si vuole essere. DrinkUrWay nasce dall’idea di far incontrare, in uno spazio pubblico e aperto ad ogni tipo di opinione, l’offerta e la domanda che esistono oggi nel mondo dei Bar italiani.

Chi rappresenta l’offerta e la domanda? L’offerta è il mondo di chi sta dietro un bancone ma anche quello delle distillerie artigianali, chi produce le bottiglie e ci mette impegno e dedizione e chi con altrettanto impegno propone i distillati all’interno dei propri bar.
La domanda invece? Bè la domanda è quella di chi da cliente ama questo mondo, chi è curioso di assaggiare e di scoprire.

Oggi i maggiori problemi che abbiamo riscontrato e che vorremmo tentare di risolvere con questo sito sono tre:

  • Molte persone non sanno cosa stanno bevendo nè quanto dovrebbero pagare per berlo
  • Alcuni bar sfruttano il punto precedente a loro vantaggio per imporre ricarichi assurdi mentre altri che puntano su prodotti di qualità si trovano in condizione di non riuscire a proporre quello che hanno acquistato
  • Alcuni bar pensano di poter tenere fermo il mondo della miscelazione agli anni 2000 e non hanno compreso che il trend in atto è puntare sulla qualità dei prodotti

Detto in parole più semplici: Alcuni bar fanno il Cuba libre e lo fanno pagare dieci euro. Alcuni baristi fanno il Cuba libre perchè non vogliono innovarsi. Molti clienti bevono il Cuba libre perchè non conoscono altri cocktail.
A tutti fa comodo vendere o bere Cuba libre, ma siamo sicuri che il futuro del bartending sia questo?

Sul nostro sito non troverete recensioni di prodotti a pagamento, nè indirizzamenti verso questo o quel locale. Non troverete ricette di shottini multicolorati nè di strani miscugli fatti ah hoc per promuovere questo o quel prodotto. Non troverete bottiglie al risparmio

Troverete invece recensioni di bottiglie di qualità, possibilmente artigianali, con un forte focus sul mondo del Gin. Troverete la lista di locali che abbiamo provato, con opinioni oneste su come ci siamo trovati e se valga la pena tornarci. Troverete poi i metodi casalinghi per farvi da bere, non perchè non dobbiate più andare al bar, ma perchè possiate andarci con maggiore consapevolezza delle materie prime e dei costi.

Tutto questo lavoro sarà accompagnato da indagini interattive per capire a che punto siamo, una newsletter, fotografie, traduzioni da siti inglesi di settore e più avanti anche incontri e degustazioni nei locali che vorranno aderire al nostro progetto.

Insomma se avete voglia di leggerci sediamoci al bancone, buttiamo giù il muro tra bartender e bevitore e cominciamo a parlarci!